apr
23
2009
Come avrete notato la radio di questo blog è muta. E lo resterà per sempre. Last.fm ha cessato l’erogazione gratuita dei suoi streaming che mi avevano deliziato per ore e ore e fatto scoprire nuovi gruppi e artisti. Per ora non c’è un servizio capace di sostituirlo e quindi il Cottage resterà un luogo silente fino a nuovo ordine. Mi sento orfano.
apr
22
2009
Qualcuno ci da dei paranoici quando diciamo che l’Italia sotto un governo pidueista sta velocemente portando a compimento il piano di rinascita democratica di Licio Gelli.
Il fatto che ci qualifichino in questo modo è già sintomatico del fatto che siamo a uno stadio talmente avanzato che il punto di non ritorno pare ormai superato. Altrimenti non si potrebbe spiegare perché solo un TG su sette reti nazionali ha passato il seguente spezzone:
Non si capisce nemmeno perché non si è saputo quasi nulla del processo contro Antonio Tabucchi, attaccato personalmente per liberissime opinioni espresse sull’Unità.
La cosa più inquietante in assoluto è che gli italiani si sono fatti tranquillamente lavare il cervello da trasmissioni beote e disinformazione tendenziosa. L’aggravante è che i pochi che concorderanno con me, tacciono rassegnati. E’ così che nascono le dittature.
E non mi si venga a dire che sono il solito intellettuale comunista. Io sono un liberale convinto, le opinioni in materia di conduzione economica dello Stato non c’entrano niente con la democrazia (o il suo soffocamento).
apr
12
2009
L’illusione di Dio
Richard Dawkins
Oscar Saggi, Mondadori, 10 €
Da quando è uscito L’illusione di Dio, Richard Dawkins non è più soltanto uno scienziato famoso, un brillante divulgatore e uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo: è diventato l’ateo più celebre del mondo. Ma lo scopo di questo libro non è solo dimostrare, con argomentazioni provocatorie e uno stile piacevole ed efficace, l’assoluta improbabilità dell’esistenza di un essere superiore, creatore del cielo e della terra; è soprattutto quello di denunciare come ogni forma di religione possa trasformarsi in fondamentalismo, fomentare guerre, condizionare le menti dei bambini. Una critica radicale, condotta con grande intelligenza e humour, che prende in esame tutte le più importanti argomentazioni a favore dell’esistenza di Dio, dimostrandone l’inefficacia. In queste pagine Dawkins mette a frutto la propria competenza e passione di scienziato per mostrarci come nessuna religione potrà mai dare una comprensione più profonda e uno stupore più commosso per le meraviglie del mondo di quella che ci consente la conoscenza scientifica.
Non trovo imbarazzo del definire il saggio di Richard Dawkins come una pietra miliare di storia della religione, filosofia etica e biologia.
Se il collegamento tra le prime due branche del sapere è intuibile, quello con la biologia diviene chiaro seguendo le argomentazioni dello scienziato.
Con un linguaggio mai banale, ma non per questo pedante, il famoso biologo evoluzionista affronta l’argomento spinoso per eccellenza. Mai come in questo momento è necessario affrontare il problema filosofico/pratico dell’impatto delle religioni sulla nostra vita.
Accusato di essere un ridicolo manifesto di quella corrente, peraltro mai auto—affermatasi, del cosiddetto new atheism che vede come presunti esponenti, tra gli altri, scienziati di fama come Sam Harris e Daniel Dennet, L’’illusione di Dio è un tentativo di trattare con rigore argomentativo e onere della prova la natura della religione. E’ da sottolineare il fatto che Dawkins stesso si concentra sulle tre religioni abramitiche. Non tratta in alcun modo, se non nell’introduzione, le posizioni panteistiche, liquidandole come “ateismo sessualmente attraente”. Questa forse è una delle poche pecche del saggio, d’altronde è comprensibile la volontà di chiarezza nei confronti di un pensiero che benché separato dall’ateismo, sarebbe giustamente scorretto accomunare al teismo.
La seconda pecca riguarda il ragionamento sulla non esistenza di Dio. Mentre Dawkins ha gioco facile nel confutare le dimostrazioni a favore dell’esistenza di Dio, non apporta tuttavia argomentazioni decisive per sostenere l’ateismo, ma tuttalpiù l’agnosticismo.
Decisamente più interessanti il capitolo sulle cause biologiche e memetiche della religione e i due nutritissimi capitoli sull’etica secolare, concludendo con una trattazione dell’influenza memetica della religione sull’infanzia.
A chi è indicato L’illusione di Dio? Difficilmente al fedele convinto, ma potrebbe interessare i credenti scettici e gli agnostici timidi. Per gli atei rappresenta più che altro un compendio argomentato che raccoglie in maniera organica ciò che ogni ateo solitamente arriva a capire da solo dopo lunghi ragionamenti.
apr
11
2009
E’ l’estate del 2003 e mi sono appena diplomato. Il caldo umido è allucinante, tanto che i pochi indumenti si appiccicano addosso. L’appartamento è un vero forno e passo le nottate steso sul coprimaterasso, senza lenzuola di alcun tipo. Dentro di me ho una strana mescolanza di amarezza, spossatezza e baldanza. Il mio mondo relazionale per quello che ho conosciuto fin’ora è giunto a un momento di svolta: ho già al mio fianco i test di ingresso per le facoltà di architettura e ingegneria. Voglio iscrivermi a urbanistica a tutti i costi, ma ho deciso di sostenere anche il test di ingegneria civile. Mal che vada dopo il primo anno potrò sempre chiedere il trasferimento di corso. Sono assolutamente convinto della mia scelta.
Per ora però mi godo l’ultima vera estate di vacanza e lo faccio a modo mio. Alcuni adesso si stanno scatenando, sfruttando al limite il loro tempo di neodiplomati. Io invece sono assorto nel mio libro e cerco un impossibile refrigerio sul terrazzo, circondato da piante in vaso, nella penombra del pomeriggio. Mi sono improvvisamente interessato di archeologia e avventura: sto leggendo tutto quello che trovo, romanzi e saggi, sull’antico egitto; sto consumando il nastro de I predatori dell’arca perduta; mi immergo in giochi come Amerzone. Mi godo questo momento unico nella vita.
apr
10
2009
In questi giorni di emergenza nazionale (ma qualcuno la percepisce davvero?) ho letto di molte iniziative e richieste, la più interessante sulla carta sarebbe quella di destinare i fondi raccolti con l’otto per mille IRPEF alla gestione e alla ricostruzione in Abruzzo.
C’è grande confusione sull’otto per mille e trovo che sia necessario fare il punto della situazione per evitare ingenui sprechi di risorse.
Innanzitutto (non molti lo sanno) l’otto per mille non si riferisce alla singola dichiarazione come invece il cinque per mille, ma è di fatto un grande sondaggio di opinione dei contribuenti su come destinare il totale dei fondi raccolti, ossia l’otto per mille dell’intero reddito IRPEF.
Secondo punto. Data proprio l’ignoranza in materia di distribuzione di questa risorsa, oltre il 90% viene destinato ogni anno alla Chiesa Cattolica. Qui ci sarebbe da aprire una grande parentesi sull’uso che la Chiesa fa effettivamente di questo denaro, che dati alla mano appare molto meno caritatevole di quanto non vogliano farci credere i lacrimevoli spot di questua. Il punto fondamentale resta tuttavia sul risicato 10% che entra nelle casse dello Stato. Anche se l’intero fondo dell’otto per mille fosse riversato allo Stato ecco la gabola, ossia come è suddiviso il ricavato:
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44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
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24,73% calamità naturali
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23,03% conservazione beni culturali civili
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4,44% fame nel mondo
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3,16% assistenza rifugiati
Rendiamoci conto che anche se il 100% andasse allo Stato, del miliardo di euro ricavato, oltre 440 milioni andrebbero comunque per via traversa alla Chiesa Cattolica e solo 247 milioni all’emergenza Abruzzo. In linea teorica, perché in realtà solo 24,7 milioni andranno all’Abruzzo tramite l’otto per mille.
Questo per dire in che razza di paese clericale viviamo…