Archive for febbraio, 2009

feb 20 2009

Essere atei (?)

Published by Zeruhur under Senza categoria

Il punto centrale di questo articolo si concentra su un concetto: ha senso definirsi atei? Vorrei essere chiaro, però. Non sto parlando di credenza, anche se ne parlerò. Affronto il dilemma da un punto di vista semantico.
La posizione più sensata, scientificamente, sull’esistenza di Dio è l’agnosticismo, ossia la sospensione di giudizio a riguardo. E’ sensato (e scientifico) perché attualmente non abbiamo gli strumenti per provare o meno che Dio esiste o meno.
Piccolo inciso, già la parola Dio temo che dia adito a un nutrito dibattito, come ho avuto modo di constatare negli ultimi mesi frequentando gruppi di discussione in tema di religione. Semplificando moltissimo si potrebbero classificare le religioni in tre posizioni: teismo, deismo e panteismo.
Il teismo è la credenza di uno o più dei trascendenti la realtà e comprende sia le religioni monoteistiche che politeistiche, con tutte le caratteristiche del caso. Il deismo è un tentativo, di matrice illumista, di non negare la divinità ma di considerarla da un pusto di vista razionale. Detto in soldoni è il concetto di Grande Architetto, un progettista trascendente che ha disegnato l’universo e che non ha influenze dirette e attuali con esso. Infine il panteismo, che a differenza di quanto credono in molti non presuppone affatto il teismo, è una religione che identifica la natura o l’universo con Dio e necessariamente rende questa divinità impersonale e inconscia. Non ho la pretesa di completezza, dato che sono state scritte intere enciclopedie sull’argomento. Continue Reading »

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feb 19 2009

Perché la vita è fatta di scelte…

Published by Zeruhur under attualità, cultura, umanismo

Invito tutti coloro che credono nella libertà di scelta, nella propria autodeterminazione, anche di fronte alla morte, di firmare la petizione sul sito fammiscegliere.com 
Viviamo in un paese sempre più autoritario, meno democratico e più clericale. A molti questo ritorno al passato andrà anche bene, ma non a me! Abbiamo superato ormai la soglia del secolo, eppure sembra di tornare indietro come i gamberi. E’ ora di incazzarsi sul serio e di pretendere ciò che democraticamente ci spetta. Ossia il nostro diritto (almeno questo) di morire come desideriamo.

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feb 18 2009

L’illusione di Dio

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feb 11 2009

Come irretire le menti giovani

Published by Zeruhur under riflessioni

Siamo noi stessi a distruggere le giovani menti con la superstizione e le sciocchezze. Perchè? E’ semplice: appare più comodo raccontare una bugia che si adatti alla convinzioni errate piuttosto che sconvolgere queste con la verità. 
Mi è tornato in mente un episodio di vent’anni fa, che risale cioè ai miei anni di scuola materna. Un giorno si scatenò uno scontro tra me e una mia compagna su di che colore fosse la Luna. Io sono sempre stato abituato a conoscere la verità e non favolette per assecondare il mio stato di infante e sin da bambino sapevo che la Luna è quello che è: una palla arida cosparsa di crateri e spianate, di colore “grigio”. E così infatti che portavo avanti la mia “verità”: la Luna è grigia, non gialla. Certo, da terra per un bambino può sembrare difficile capire che il colore “giallo” della Luna è solo un effetto di riflessione della luce solare, ma in realtà il problema è dell’adulto, della sua incapacità di spiegare semplicemente la verità al bambino. Fu così che lo scontro fu risolto in un modo che ancora mi ricordo tanto mi sconvolse per tutto quello che sottointende: la mamma della bambina tagliò corto dicendo che la Luna è “metà gialla e metà grigia”. Così fui zittito. Ma se la soluzione del compromesso può appararire geniale dal punto di vista “politico”, c’è anche il lato tragico della questione, ossia questa mamma è stata incapace di dare torto alla propria figlia.

Questo contributo personalissimo e in apparenza poco inerente è per celebrare il Darwin Day.

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feb 09 2009

Hitler era innocente

Published by Zeruhur under letture

Hitler era innocente
Aldo Moscatelli

I Sognatori, 10.5 €

Onde evitare possibili fraintendimenti legati al titolo del libro (soltanto leggendo l’opera è possibile coglierne il significato più profondo), tengo a precisare che “Hitler era innocente” non è affatto un romanzo politico o politicizzato. 
Il fine dell’opera è esclusivamente quello di conservare il tragico ricordo dell’Olocausto e di tutti coloro che perirono nei lager. Il nero totale e totalizzante della copertina, al riguardo, è teso a sottolineare l’oscurità del periodo storico preso in esame, il buio che inghiottì la civiltà e la ragione umane, e che persiste ancora oggi a mietere nuove vittime, e a produrre nuovi carnefici. (Aldo Moscatelli)

Seguo la storia editoriale di Aldo Moscatelli da quasi tre anni ormai e durante questi lunghi mesi abbiamo costruito un rapporto di stima reciproca e scambi intellettuali. Non è un mistero che biblios sia nato in parte come conseguenza di questo scambio.
Non tradirò pertanto la stima, mantenendomi coerente nella mia linea di condotta e onestà intellettuale, rimanendo assolutamente obiettivo nell’affrontare questa recensione.
Prima, tuttavia, non posso fare a meno di menzionare la gamma ambigua di impressioni che emergono all’idea di scrivere di Aldo. Se da un lato infatti c’è Moscatelli scrittore, dall’altro c’è Moscatelli blogger, editorialista ed editore. La mia stima è nata innanzitutto nei confronti della seconda figura, anche perché l’esordio de “L’orologio di cenere” non mi ha mai colpito particolarmente, anzi l’ho sempre considerato come un passo falso. Impressione che è aumentata a dismisura con la lettura dell’inarrivabile “Il cimitero dei giocattoli inutili”.
Ho affrontato la lettura di Hilter era innocente con una buona dose di scetticismo e ambiguità, non solo per i motivi già illustrati, ma anche perché l’argomento trattato non è uno dei miei favoriti. Certo, Schindler’s List resta uno dei miei film preferiti in assoluto, ma non tanto perché tratti dell’Olocausto, ma per le vicende umane, di profonda drammaticità, presentate da Spielberg. E’ la stessa sensazione che ho provato leggendo Hilter era innocente.
Il mio plauso va, innanzitutto, ancora una volta al coraggio dei Sognatori  nel presentare un’opera del genere. Per primo, nel sacrificare l’inquietante e bellissimo dipinto di Francesca Santamaria, che sarebbe stata una degnissima copertina e  che invece orna la prima pagina per lasciare spazio a un uniforme e insondabile cartoncino nero. Secondo, quel titolo, aperto a fraintendimenti e che ovviamente ha un preciso significato ben più profondo di quello che potrebbe apparire all’occhio superficiale.
Parlavo dell’umanità che traspare da quest’opera, paragonabile al film capolavoro di Spielberg. Quello che rende il libro di Aldo un capolavoro indiscusso (tanto per essere chiari), è che non tratta di eroi, giusti o come di si voglia, ma di persone, di esseri umani con luci e ombre, calate in un contesto tristemente noto a tutti, benché ci sia ancora qualcuno che lo voglia negare. La capacità di mostrare plausibilmente come una persona possa affrontare l’inferno, senza retorica o facilonerie, non è davvero da tutti. E in questo Aldo si è dimostrato pienamento maturo, perfetto architetto di verosimile umanità, molto più della maggior parte dei sedicenti scrittori italici.
Sarebbe impossibile scendere nel dettaglio, che sconfinerebbe nell’analisi piuttosto che rimanere una recensione. Pertanto lascio soltanto un passaggio, che illumini almeno il significato del titolo, veramente azzeccato:

Adolf Hilter è innocente, amici miei. Ve lo dico io. Ci ho messo un po’  a capirlo, ma alla fine mi è parso chiaro: Hilter è arrivato, un bel giorno, e ha iniziato a raccontare stronzate. Il popolo gli ha creduto, e lo ha eletto. Non ha spianato i fucili per ottenere la fiducia dei tedeschi. Li ha convinti con le premesse, con le belle parole. Che gran fregatura!”

Per tutti quelli che vedono inquietanti similutidini con il mondo di oggi e che conoscono il caro prezzo della dimenticanza.

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