Archive for gennaio, 2009

gen 31 2009

Reading Genji

Published by Zeruhur under avvisi, letture

Mi imbarco in una nuova avventura, la lettura del Genji monogatari, mastodontica opera di quasi duemila pagine ambientata nell’antico Giappone dell’epoca Heian. Ho deciso di leggerlo con calma, un capitolo o giù di lì ogni tot giorni, senza scadenze o tempestiche definite. Data la mole e la complessità del testo (che è bellissimo, va aggiunto), ho deciso di dedicargli un diario di lettura. A parte prendere appunti sui passi più belli durante la lettura sulla mia moleskine, ho deciso di rendere la cosa un po’ più interattiva e rendere il diario di lettura pubblico, sul blog Reading Genji. Non aspettatevi aggiornamenti compulsivi, non credo che la cosa si esaurirà molto in fretta. Se volete tuttavia seguirmi in questa avventura, siete i benvenuti.
In realtà il motivo di aprire un blog a parte è soltanto per dare il giusto spazio a eventuali approfondimenti a un elenco di risorse di rete specifico che qui avrei dovuto sacrificare nel mare magnum del Cottage.

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gen 30 2009

Follia collettiva

Published by Zeruhur under attualità, cultura, web 20

Sono sempre più basito e perplesso nel constatare come un gruppo del genere su facebook sfiori i cinquantamila iscritti:

 

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Trovo ignobile che si risponda con una violenza del genere e con una totale mancanza di rispetto della vita e dei diritti umani invocando ancora la pena di morte, che non dovrebbe in alcun modo avere eccezioni nella coscienza civica di un cittadino degno di questo nome. Anche per crimini gravissimi e inqualificabili come la pedofilia.
Siamo ancora lontani dal poterci giudicare un specie senziente evoluta.

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gen 29 2009

Ancora facebook

Published by Zeruhur under attualità, cultura, riflessioni, web 20

Considerazione estemporanea: ci sono due modi di fare rete su facebook.
Il primo è quello che in sociologia verrebbe definito social network di relazioni deboli ossia, aggiungere qualsiasi persona con cui si è avuto a che fare nella vita. Le relazioni deboli sono molto utili per avere più occasioni, trovare più facilmente lavoro etc etc.
Il secondo modo è quello delle relazioni forti ovvero aggiungere solo persone con cui si intrattengono rapporti veri e duraturi. 
La mia situazione è ibrida. Ho iniziato aggiungendo chiunque me lo chiedesse, poi ho incominciato a selezionare gli “amici”. Mi chiedo ancora quale sia il modo migliore. E’ interessante notare però che qualcuno si sia posto il problema: bisogna trovare un neologismo per definire gli amici intimi? Bel quesito.

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gen 27 2009

27 Gennaio

Published by Zeruhur under attualità, cultura

Oggi è la Giornata della Memoria. Io sono contrario a questo tipo di celebrazioni, non rispetto al contenuto, ma rispetto alla forma. Come se bisognasse ricordare eventi atroci come l’Olocausto una sola volta all’anno e dimenticarsene per gli altri 364 giorni (365 negli anni bisestili). E’ una forma di ipocrisia storica bella e buona.

Comunque ho trovato di particolare interesse la lista pubblicata da Aldo Moscatelli sul blog de I Sognatori. In attesa di leggere il suo Hitler era innocente.

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gen 22 2009

La ragazza dello sputnik

Published by Zeruhur under letture

La ragazza dello sputnik

Haruki Murakami

ET, Einaudi, 9.8 €

La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.

Haruki Murakami è stato per me una rivelazione d’estate. Ho osservato affascinato per mesi la bellissima copertina dell’edizione Einaudi di Norwegian Wood, fino a che non ho più resistito alla tentazione di possederlo. Come molte rivelazioni, quella di Murakami è stata subitanea e inattesa: uno dei rari casi in cui ho comprato un libro praticamente a scatola chiusa.
Non potevo certamente immaginare che Norwegian Wood fosse il più atipico e saldamente radicato nella realtà dei romanzi dell’autore giapponese. Fatto che è risultato lapalissiano nella impegnativa lettura del mastodontico L’uccello che girava le viti del mondo.
La ragazza dello sputnik è arrivato subito dopo, nel pieno di un’urgenza "murakamiana". Questa volta il dubbio c’è stato ed è durato lunghi minuti. Di fronte a me la scelta tra questo libro e Dance dance dance. Alla fine l’impasse è stato superato dal confronto degli incipit:
"Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza su una grande pianura.[...] In quel periodo Sumire stava lottando con tutte le sue forze per diventare una scrittrice di professione."
Ecco la frase magica. Non all’inizio immediato, sulla prima pagina, E’ la chiave per capire davvero il romanzo, aldilà dell’atipica storia d’amore a triangolo e del fuorviante titolo (il cui senso è richiamato in quarta copertina). Il senso del libro ruota attorno allo scrivere e sulla capacità di ‘viaggiare’ altrove. E’ sintomatico che la protagonista/scrittrice abbia bisogna di una voce esterna, il narratore. Del suo scrivere infatti deve ammettere:
"Ho la testa piena di cose che vorrei scrivere. E’ come un assurdo magazzino tutto stipato di roba. [...] Immagini, scene, frammenti di discorsi, figure di persone… a volte queste cose sono così scintillanti, piene di vita, e sento che mi urlano: Scrivici! In quei momenti mi sembra che stia per nascere un romanzo meraviglioso. [...] Forse mi manca qualcosa. Qualcosa di assolutamente essenziale per diventare scrittore."
E’ così che Sumire filtra nell’altrove, scomparendo. E resta al narratore, colui che la ama, il compito di raccontare la sua storia, di indagare sulla sua scomparsa e attendere il suo ritorno dal viaggio mistico e onirico.
E’ un testo più complesso di quanto non posso apparire a una lettura superficiale, pur essendo agile e scorrevole. Le descrizioni dell’urbanità di Tokyo sono dense ed evocative, come sono oniriche le scene ambientate in Grecia (non a caso la terra dei miti per eccellenza) e meravigliosi gli scritti di Sumire.
Meta-romanzo, racconto fantastico surreale e iperreale allo stesso tempo, "La ragazza dello sputnik" è uno dei libri più belli che abbia letto.

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