Archive for novembre, 2008

nov 22 2008

Storia di un blogger

Published by Zeruhur under avvisi

Alcuni non lo sapranno, ma oggi compio il mio quinto anno da blogger! Per celebrare l’evento (fondamentale nella storia umana) ho pubblicato una nuova pagina permamente del sito, dove potrete leggere la genesi e le motivazioni di questo blog.

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nov 21 2008

Basta progetti…

Published by Zeruhur under avvisi, momenti, riflessioni

…non ne vale la pena. E’ inutile continuare a cercare di costruire qualcosa che deve coinvolgere altre persone per funzionare, se queste non vogliono essere coinvolte. Ho evidentemente peccato di ingenuità credendo che altri potessero condividere interessi e passioni comuni con la mia stessa intensità. Quindi basta multi-blog (resta biblios che ogni tanto mostra segni di vita), basta comunità come BibLogs, totale fallimento, basta forum e così via. Resta solo questo blog, dove per altro dati i miei impegni attuali riesco a postare assai poco, mio ultimo rifugio sul web, un luogo sempre più interconnesso e allo stesso tempo sempre più vacuo. Facebook, che è il culmine del voyuerismo telematico, è la dimostrazione che nessuno vuole realizzare progetti concreti, che richiedono sforzi e impegno e tanta passione, quando ora abbiamo a disposizione tanti siti inutili su cui perdere il nostro tempo. Non è un’invettiva contro i mezzi, bensì contro le persone che mi hanno deluso in modo indescrivibile. Torno da dove sono venuto, scusate per il disturbo.

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nov 21 2008

Il gioco dell’angelo

Published by Zeruhur under letture

Immagine di Il gioco dell'angelo Il gioco dell’angelo
Carlos Ruiz Zafòn

Scrittori italiani e stranieri, Mondadori, 22 €

In una Barcellona antecedente ai tormenti della Guerra Civile ma già ferita dai fumi e dalle tensioni sociali emananti dalle industrie che la circondano, David Martin è cresciuto con un sogno: diventare uno scrittore. I suoi inizi tuttavia non sono affatto gloriosi, e dopo un’infanzia colma di durezze l’unica occupazione che riuscirà a trovare, in qualche modo correlata alla sua passione divorante, è quella di impiegato presso un modesto quotidiano, La Voce dell’IndustriaÈ in quella sede però che David ha l’occasione, rara e preziosa per qualunque aspirante scrittore, di pubblicare un racconto, il primo di una fortunata serie che andrà sotto il titolo di Misteri di Barcellona. Gli inizi della sua carriera letteraria gli guadagnano tuttavia non solo le invidie dei colleghi, ma anche l’interessamento assiduo nei suoi confronti da parte di un misterioso e potente personaggio di nome Andreas Gorelli, il quale si rivela da subito un individuo destinato a portare incredibili sconvolgimenti nella vita di David: dapprima gli darà appuntamento in una casa di Barcellona che, come David scoprirà successivamente, non esiste più da anni; gli restituirà quindi la sua copia di Grandi Speranze, il capolavoro dickensiano su cui il giovane scrittore aveva intessuto i suoi primi sogni di lettore bambino; ma soprattutto gli predirà il futuro sull’amore tra lui e Cristina.

Anni di attesa creano inevitabilmente delle aspettative, specie se l’autore in questione è Carlos Ruiz Zafòn e l’innamoramento è avvenuto con un romanzo del calibro de “L’ombra del vento” che molti maligni hanno già decretato come condannato a non superare la prova del tempo. Voglio sostenere il contrario per due buoni motivi: Zafòn lavora su stilemi classici e pertanto immortali e secondariamente, ma non meno importante, lo stile dell’autore spagnolo è tra i migliori che mi sia capitato di leggere.
E’ con un certo timore quindi che si affronta la lettura de “Il gioco dell’angelo”. Senza restare per questo delusi. La cornice è sempre la Barcellona misterica e a tratti magica del romanzo precedente. Si ritrovano con piacere alcuni luoghi, come la libreria Sempere e il Cimitero dei Libri Dimenticati. L’intrecciarsi di personaggi vecchi e nuovi fa emergere nel lettore una bellissima sensazione di deja-vu, nel senso più positivo che si possa pensare.
La città dei maledetti, Barcellona, richiama la Praga di Meyrink e Perutz, uno sfondo cupo, in contrapposizione all’immaginario collettivo della solare città mediterranea, su cui si muovono vicende questa volta spruzzate da personaggi enigmatici e soprannaturali, oltre che di nuovo a bibliofili incalliti, scrittori maledetti e funzionari di polizia corrotti e violenti.
Si sarà facilmente catturati dalla vicenda di David Martìn e dai tormentati personaggi che lo affiancano, alcuni dei quali hanno una relazione strettissima con quelli de “L’ombra del vento” come avrà modo di constatare chi ha buona memoria per i nomi.
Zafòn si conferma padrone delle buone matrici proprie della sua precedente opera e confeziona nuovamente un romanzo denso, emoziante, vivente. Che si sia letto o meno “L’ombra del vento” non è molto importante. I rimandi incrociati tra i due romanzi, parte di un progetto di quattro, permettono una lettura non gerarchica e lasciano al lettore la facoltà di scegliere da che punto immergersi nella mitologia zafoniana.
Nota finale di demerito per la Mondadori: il carattere per ipovendenti e i margini larghi, degni della peggiore tesi universitaria, per far lievitare il numero di pagine e giustificare il prezzo considerevole di 22 euro sono propri della migliore frode.

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nov 07 2008

Daitarn 3

Published by Zeruhur under anime&manga, memorabilia

Vivo una piccola contraddizione: non amando per niente i robottoni, nel guardare un episodio, o in questo caso la sigla, di Daitarn 3 provo ancora qualche brivido. Non è stato certamente il cartone animato della mia generazione, però ho avuto modo di amarlo sin da piccolo e di apprezzarlo poi da adolescente quando La7 fece il regalo nell’estate del 2001 nella ritrasmissione integrale. Una pietra miliare, secondo me, superiore agli altri anime del periodo.

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