ott 26 2008
Caribbean Blue
I nuovi album di Enya mi piacciono sempre meno, preferisco ricordare le sue melodie sognanti, in grado di trasportarti verso altri mondi.
ott 26 2008
I nuovi album di Enya mi piacciono sempre meno, preferisco ricordare le sue melodie sognanti, in grado di trasportarti verso altri mondi.
ott 23 2008
Ed eccoci arrivati al consueto anniversario del blog. Quest’anno il Cottage compie quattro anni! Chi l’avrebbe detto…
ott 20 2008
Harry Potter e la pietra filosofale
J.K. Rowling
Salani, 16.8 €
Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sullafronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in unanotte i capelli inesorabilemte tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasionedel suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino,e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia;un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gustodi cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano…
Come affrontare la letteratura di un nuovo riconosciuto classico? Harry Potter fa ormai parte della cultura globalizzata, difficilmente qualcuno non sa di cosa si tratti. Vuoi per sentito dire o per visione delle pellicole cinematografiche, si tratta di una storia ormai nota ai più.
Ammetto che ho aspettato molti anni per convincermi ad affrontare Harry Potter e non per pregiudizio: ho infatti apprezzato tutte e cinque le pellicole realizzate fin’ora e sono rimasto affascinato dall’inventiva di costruzione di J.K. Rowling. La celluloide però soffre di un difetto non da poco, rispetto alla carta stampata: è un modo di imbrigliare la fantasia, di codificarla e canonizzarla. Un romanzo ha indubbi vantaggi, dato che noi possiamo esserne i registi, seguendo la sceneggiatura dell’autore.
Sono stato convinto dalla chiave di lettura offertami da un’amica, che qui ringrazio: se leggiamo il mondo dei maghi come quello delle persone capaci di scatenare la propria fantasia e immaginazione, quello dei babbani diventa quello delle persone intrappolate nella grigia realtà. In questo senso dunque la saga di Harry Potter acquista un livello di lettura in grado di approfondire quello manifesto. Mi sono reso conto della bontà di questa interpretazione leggendo da subito le prime pagine, che riportano i gretti pensieri di Vernon Dursley. Quindi mi sono lasciato trasportare dalla prosa della Rowling e non è difficile credere che a Hogwarts mi sono sentito subito a casa.
Tutto questo sembrerebbe una vacua fuga dalla realtà se non fosse per l’umanità di cui sono intrisi i personaggi, per lo spirito di amicizia che pervade le pagine di Harry Potter. Perché aldilà del folklore rielaborato in maniera scanzonata e le sciocche accuse di certi organi religiosi, non credo di affermare una grande verità dicendo che qui tra le mani ho avuto uno dei migliori romanzi educativi che potevo immaginare per le giovani menti.
La grandezza della Rowling è anche nel superare le barriere di età: non posso dire di aver letto un libro a target predefinito. L’autrice parla con un linguaggio universale, transgenerazionale, come pochi altri sono riusciti a fare veramente. Tanto che a me viene in mente solo un nome: James Barrie.
ott 17 2008
Sostiene Pereira
Antonio Tabucchi
Universale Economica Feltrinelli, 7 €
"Tabucchi è convinto che è arrivato il tempo in cui dobbiamo chiedere anche alla letteratura di dire la verità: non la verità metafisica e del cuore, ma proprio la verità degli uomini, quella della loro condizione storica, dei pericoli che stanno correndo, degli assassini di cui sono autori e vittime"(Angelo Guglielmi)
Sostiene Pereira è l’elegia dell’uomo mite che si trova ad affrontare i cambiamenti della Storia. Può un uomo qualunque, malinconico e solitario, a tratti apolitico e disinteressato alla cosa pubblica, trovare se stesso e affermare la propria indipendenza nei confronti di una dittatura subdola come quella salazariana?
Parafrasando l’autore, sostiene Pereira che sì, si può, di fronte ai cambiamenti della Storia che non possono essere taciuti. Soprattutto se la propria confederazione delle anime, spinta da nuove conoscenze, si trova ad essere dominata da un nuovo io, forse quello vero.
Il romanzo di Tabucchi è uno di quei rari casi di letteratura che ti prende dolcemente, pagina dopo pagina e che diventa ogni nuovo capitolo sempre più un’esigenza.
Il malinconico Pereira è un personaggio straordinario perché in egli facilmente è possibile identificarsi: non un eroe, ma un uomo con una coscienza civile che gradualmente apre gli occhi di fronte alla realtà in divenire. Non è facile credere che chiunque al suo posto ne sarebbe in grado. Infatti, sinceramente ne dubito. E per questo, per la sua qualità di archetipo della possibilità, Pereira assume una rilevanza ancora maggiore, soprattutto in nuovi tempi subdoli e perniciosi come i nostri.
Lo stile dell’autore è squisitamente sublime: un italiano scorrevole, denso e puntuale. Un flusso di testo ininterrotto in cui i dialoghi, le descrizioni e le riflessioni sono un corpo unico. Molti nostri sedicenti scrittori avrebbero molto da imparare da Tabucchi.
ott 16 2008
Strane cose della vita: neanche un anno che ho consegnato la mia prima tesi e sono già al lavoro sulla seconda (e si spera definitiva). La questione è che per incominciare l’ardua impresa mi è stata richiesta una ricerca a tappeto su tutte le tesi contenenti riferimenti su un noto capoluogo lacustre lombardo (potete indovinare quale). Un compito che all’inizio mi ha, se si può dire, se non galvanizzato almeno leggermente entusiasmato.
In realtà ho dovuto affrontare condizioni di consultazione assurde e disumane che mi hanno fatto pensare ancora una volta all’importanza di “liberare” i testi, soprattutto se di carattere scientifico. Non rivelerò certo verità sconvolgenti affermando che poterssi basare su un lavoro già compiuto è certamente meglio che iniziarlo da capo. E con questo non voglio dire attribuirsi il lavoro altrui ovviamente, ma giustamente accreditarlo e rendergli a maggior ragione omaggio utilizzandolo come base per un nuovo lavoro. Questo però pare sia solo un mio pensiero. Alla mia obiezione sull’assurdità di una consultazione a vista all’inizio del ventunesimo secolo e nell’era telematica, mi è stato replicato che si temono plagi integrali. Pertanto: niente fotocopie e appunti a mano, in perfetto stile di un convento medievale.
E pensare che io avevo reso disponibile immediatamente la consultazione della mia tesi nel caso (improbabile) che qualcuno ne avesse la necessità…
(Tutto questo per giustificare la mia scomparsa dai vostri schermi)