Sono iscritto su Facebook da quasi un anno (mese più mese meno) e per la maggior parte di questo tempo non ho capito una beata mazza dello scopo di questo social network. Di più: continuavo a chiedermelo.
Nell’ultimo mese però una serie di eventi casuali mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità di FB, una scoperta che ha lasciato ben presto il posto alla rassegnazione. Andiamo per gradi.
Potenzialità di Facebook:
1) In teoria potrebbe mettere in contatto tutti i vostri amici e/o conoscienti in una solida rete di conoscenze, per di più senza limiti di espansione rispetto al concetto chiarissimo espresso da Lee LeFever in questo video:
<
2) Facebook supporta le applicazioni di terze parti, sostanzialmente questo permette un’integrazione con la maggior parte delle applicazioni e dei siti esistenti. In una parola è l’aggregatore migliore che esista. Esempi pratici:
-
gli aggiornamenti dal mio blog sono direttamente aggiunti in bacheca;
-
la mia attività di lettore è integrata tramite
aNobii;
-
le mie preferenze musicali sono aggiornate tramite
Last.fm
-
le mie foto oltre che dall’applicazione nativa possono essere gestite da
Picasa e
Flickr;
-
-
i miei film preferiti, parimenti tramite
Flixster;
-
il microblogging è garantito dagli “stati” integrati. Non ho mai usato twitter da quando mi iscrissi, ma è più facile che aggiorni lo stato di FB;
-
il mio network di Second Life è in teoria integrabile in Facebook (in linea teorica, ossia se i miei amici di SL hanno aggiunto la stessa applicazione SecondLifeLink)
3) Tramite gli eventi Facebook potrebbe essere usato per gestire, invitare e diffondere le attività del vostro network. Nei campus statunitensi per esempio è usato per organizzare le feste, con conseguente logica che un universitario non iscritto a Facebook è socialmente tagliato fuori dal mondo.
4) Possibilità professionali: mi è capitato sul gruppo del Politecnico di Milano di leggere di aziende che lanciavano bandi per neolaureati.
5) Gruppi e aree di discussione: senza doversi iscrivere a centinaia di piattaforme diverse in teoria si potrebbero creare i forum direttamente in Facebook.
Tutto questo ovviamente perde scopo senza un pubblico. Esattamente come un blog che senza il feedback dei commenti è solo un muro gigantesco con affisse tutte le elucubrazioni dell’autore, FB perde di significato se le informazioni condivise restano un mero post in bacheca.
Condizioni per un funzionamento vagamente utile:
1) Che tutti i tuoi amici siano iscritti (o vogliano iscriversi) a Facebook: se non lo sono è praticamente inutile. Stare da soli su FB è come essere gli unici abitanti di un’isola deserta dove urliamo al vento ciò che facciamo.
2) Che lo usino e non solo per aggiungere applicazioni minchione e farsi i salutini. Pare superfluo dirlo ma non lo è. Gli italiani non sanno usare Facebook. Pensano che sia uno stupido modo per collezionare persone conosciute e riversare addosso tutte le più grandi stupidaggini offerte (tipo morsi di vampiro). Non dico che non possano essere simpatiche. Dico solo che non è l’unico utilizzo di Facebook e che limitarsi a questo lo rende di fatto inutile. E’ inutile aggiungere decine (se non centinaia) di persone che magari non vedo né sento da dieci anni se poi non c’è una minima frequentazione né virtuale né tantomeno reale.
3) Per quanto riguarda i gruppi, se vige una generale partecipazione passiva i gruppi muoiono subito. Sono iscritto a pochi gruppi e nessuno è veramente attivo, purtroppo. Quello che è peggio è che la gente si iscrive ai gruppi solo per segnalare uno status symbol, anziché utilizzare più correttamente le pagine dei fan, che sono appunto dedicate a segnalare le proprie preferenze e passioni.
Conclusioni? Facebook è un signor mezzo, in continua evoluzione in grado potenzialmente di aggregare tutte le nostre attività on-line (e non). Come tutti i mezzi però dipende fortemente dall’uso che gli utenti ne fanno. Per sfruttare Facebook appieno i suoi utenti dovrebbero imparare nuovi modi d’uso. Il che non è così facile, proprio perchè Facebook non è un’applicazione da geek, ma anzi richiama soprattutto persone che non hanno dimistichezza con siti sifatti. L’uso che si fa di MySpace secondo me è sintomatico dell’immaturità dell’utenza dei social network.
Per me, così stando le cose per ora Facebook è quasi un sito inutile, ma ho sempre la speranza che l’aumento di iscrizioni degli ultimi mesi raggiunga la massa critica per incominciare a cambiare lo stato di fatto.