Archive for ottobre, 2006

ott 29 2006

Un Capodanno Celtico?

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Sono appena tornato da quella che, secondo le mie aspettative, doveva essere una manifestazione culturale tematica che richiamasse le origini e le radici di un giorno che purtroppo è stato svilmente associato al noto Halloween. Sto parlando del festival Capodanno Celtico organizzato al Castello Sforzesco di Milano e ormai giunto alla sua settiman edizione. Per un motivo o per altro non sono mai riuscito a parteciparvi, quest’anno avendone tempo e occasione sono andato con entusiasmo.
Entusiasmo disattesto, poiché la (poco) reclamata manifestazione è un’accozzaglia di ingenuità e superficialità. Girando tra gli "stand tipici" ho incontrato nell’ordine: fatine (sì, quelle vendute ai mercatini, pregevoli ma di celtico cosa avrebbero?), ciondoli di vario tipo, magliette con decori vagamente celtici, vari tipi di monili e rune (vichinghe ovviamente, immagino che i gestori degli stand non abbiano mai sentito parlare delle rune celtiche, l’alfabeto ogham). Dulcis in fundo, la parata a tema presentava costumi in parte di pregevole rievocazione celtica, ma purtroppo inquinata dalla presenza di costumi militari del medievo europeo.
Ora mi chiedo, deluso e amareggiato, quando la cultura smetterà di essere superficiale? Quando si smetterà di sfruttare un’occasione sacra come quella della festa si Samhain, per vendere souvenirs di dubbia fattura ed estranei al tema di cui la manifestazione vorrebbe proclamarsi divulgatrice?

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ott 26 2006

La prescelta e l’erede

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imageLa prescelta e l’erede
Jacqueline Carey

Narrativa Nord, Nord, 19.9 €

Terre D’Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui
in cui una bellezza mirabile si accompagna a un’incondizionata libertà fisica e mentale.
Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: Ama a tuo piacimento…
Audace e indipendente, Phèdre nó Delaunay ha lottato a lungo per raggiungere la libertà. Abbandonata dalla madre a quattro anni e deputata quindi a servire in una delle Case, Phèdre ha infatti capovolto il suo destino, diventando non soltanto una delle cortigiane più ammirate di Terre D’Ange, ma anche un’abilissima spia. E, grazie alle sue capacità, è riuscita a salvare il proprio Paese dalla rovina e a sconfiggere una nemica formidabile, l’affascinante nobildonna Mélisande Shahrizai, che, dopo essersi sottratta alla condanna a morte, ha trovato rifugio nella repubblica della Serenissima. Quando però Mélisande fa consegnare a Phèdre – nella tenuta di Montrève in cui lei si è ritirata – un mantello sangoire, la giovane non ha dubbi sul significato di quel gesto: nel cuore di Terre d’Ange vive un traditore, qualcuno così vicino al trono da poterlo toccare, e lei è l’unica in grado di fermarlo, sempre che accetti la sfida lanciata dalla nobildonna, abbandonando l’uomo che ama e calandosi di nuovo in un mondo in cui gli inganni e i tradimenti sono moneta corrente… Ma in gioco c’è il destino di un popolo e Phèdre non può esitare: tenterà ancora una volta la sorte, ben sapendo che il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo. Perché il dolore del corpo non è nulla in confronto al dolore dell’anima…
Vivacissimo quadro di un universo animato da pirati e cortigiani, cavalieri e poeti e percorso da una raffinata vena sensuale, La prescelta e l’erede è un romanzo avvincente, che ha il respiro delle grandi epopee ed è illuminato da un’eroina conturbante e indimenticabile.

Appena ho letto sulle anticipazioni dei libri in uscita che la Nord avrebbe pubblicato il seguito de Il dardo e la rosa, stranamente ho incominciato a fare la posta in libreria. Il romanzo precedente mi era sicuramente piaciuto, ma non credevo ad un livello sufficiente a creare un’aspettativa del genere, che invece dev’essersi creata a livello inconscio. Il dardo e la rosa era un bel libro, ma non un capolavoro. Sicuramente lo stile della Carey è impeccabile e da quanto posso dedurne la traduzione è di alto livello. Così eccomi di fronte a La prescelta e l’erede. Seguito che sostanzialmente è superiore al primo romanzo. A distanza di un anno i dettagli della lettura si erano annebbiati e mi ricordavo vagamente l’intreccio. Incominciando questo romanzo è tutto riaffiorato alla mente in maniera prepotente, dimostrandomi che i personaggi, le situazioni e il mondo alternativo della Carey non erano così deboli come potevo aver creduto. La prescelta e l’erede gode di un equilibrio che il suo predecessore non possedeva: l’elemento erotico, prima preponderante nella prima parte, ora trova la sua giusta dimensioni nella trama di intrigo che la Carey tesse, destraggiandosi tra casati di ascedenza angelica e nazioni che ricalcano il nostro Settecento. Questa volta Terre D’Ange mi ha convinto decisamente di più e così pure l’elemento mitologico alla base dell’ambientazione. I personaggi invece non deludono le aspettative, presentandosi sempre in modo tridimensionale e verosimile. Inoltre come ho già detto la penna della Carey è di un’eleganza che sa di altri tempi, pur essendo perfettamente moderna.
La scorrevolezza di un romanzo così voluminoso è sorprendente: l’intreccio è così ben costruito e avvicente da tenere letteralmente incollati alla pagina.
Tenendo conto che La prescelta e l’erede è un romanzo rivolto comunque a un pubblico adulto, fa veramente piacere vedere che un fantasy finalmente prenda una strada originale e alternativa confermando le premesse del primo volume.

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ott 22 2006

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

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imageLa moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo
Audrey Niffenegger

Oscar Best Sellers, Mondadori, 8,8 €

Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare nel prato di casa come un adulto di trentasei. L’attrazione è istantanea, anche se Clare pensa che forse quell’uomo è un alieno, o un angelo. Poi, quando ne ha venti, Clare lo incontra di nuovo, e lui ne ha ventotto. Clare gli dice di sapere tutto di lui, mentre Henry non l’ha mai vista. Sembra impossibile, ma è proprio così.
Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. O meglio: a volte sparisce e si ritrova catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata. È così che incontrerà sua figlia prima che sia nata.

A volte senti che devi leggere un libro e non sai spiegare questa sensazione. Quindi assecondi il tuo istinto e quando ne hai l’occasione non c’è nulla che possa impedirti di averlo. Bene questo mi è successo con il romanzo della Niffenegger. Piccola nota: benchè la mondadori si è prodigata nel negare al romanzo di appartentere al genere fantascientifico io un che di fantascienza lo vedo in questo romanzo. La trama in questo senso parla da sè. Ma potrebbe essere considerato forse giustamente come qualcosa di più. E lo è. "La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo" è innanzitutto una grandissima storia d’amore che in questo caso senza ironia riesce a superare il tempo e lo spazio. Ma è un romanzo che ci interroga anche sul libero arbitrio e la predestinazione. Ad un certo punto riusciamo a chiederci: e se Henry non avesse incontrato Clare viaggiando nel tempo poi si sarebbero incontrati nel presente, cioè nel futuro di Clare e nel passato di Henry? Suona intricato e lo è: la trama è costruita abilmente e tiene conto, senza cadere in fallo, di tutti i complicati paradossi di cui è costituito. Veramente notevole. Segnalo un leggero calo nella parte centrale e una trama che ha sì un filo logico conduttore con uno scopo, ma un pochino dispersivo che potrebbe scoraggiare i più. Sicuramente non è un libro da leggere con gli occhi pesanti dal sonno.

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ott 20 2006

autunno farlocco

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L’autunno si è finalmente manifestato, dopo essersi mascherato da appendice estiva. Purtroppo si è palesato come prodromo di una stagione grigia e umida, cioè quel tipo di autunno che non avrei voluto. Come sempre negli ultimi anni le fronde sono ancora verdi, le zanzare ci importunano durante la notte e soltanto negli ultimi giorni la temperatura è calata in una media accettabile. Vorrei protestare formalmente con madre natura: rivoglio gli autunni dorati di foglie secche e castagne, riscaldati dal lieve tepore del sole e dal buon vin brulé. Questo è un autunno farlocco.

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ott 19 2006

Ama no gawa: una nuova iniziativa

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A pochi giorni dalla sua apertura pubblica il blog ama no gawa, attraverso un’idea della vulcanica Etain, ha lanciato un’iniziativa che sono certo riscuoterà successo in questi tempi in cui l’haiku è sempre più popolare. Come al solito vi lascio all’ottima presentazione di Etain, con la speranza di vedere partecipare anche voi alla kermesse.

Avete mai creato una storia con il metodo del brain-storming, vale a dire, inventando personaggi e situazioni in gruppo? O anche una poesia a più mani?
Ebbene, noi vi proponiamo di creare una catena di haiku in cui ciascuna strofa deve richiamare solo quella precedente, così da dare un variegato movimento all’interno della composizione fino a
 costituire un Renga di Gruppo!

"SOTTO L’ALBERO" si svolgerà sul blog "Ama no gawa" e durerà 4 giorni, a partire dalle 00.01 di lunedì 6 novembre fino alle 23.59 di giovedì 9 novembre.

Se siete interessati a partecipare temete d’occhio il blog in questione.

Per maggiori informazioni, cliccate qui.

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