lug
29
2006
Casino Totale
Jean-Claude Izzo
Tascabili, Edizioni E/O, 8 €
Fabio, Ugo e Manu sono amici da sempre. Hanno condiviso la povertà dell’infanzia e l’amore per una stessa donna, Lole. Una volta adulti le loro strade si sono divise. Fabio è diventato un poliziotto, mentre Ugo e Manu sono ormai due malviventi di un certo calibro. Quando Manu viene trovato ammazzato, Ugo torna a Marsiglia per vendicarlo. Anche Fabio vuole scoprire chi ha fatto fuori l’amico e inizia a indagare a modo suo, perché Fabio è un poliziotto anomalo, qualcuno pensa che stia scivolando verso una pericolosa china, visto che preferisce di gran lunga la compagnia dei delinquenti a quella dei colleghi delle squadre speciali.
Izzo ci regala un noir di ambientazione mediterranea, dove la solarità di Marsiglia contrasta con le tinte fosche dei suoi quartieri degradati, della criminalità e del disagio sociale. L’autore ci regala veri e propri acquarelli nel descrivere le sensazioni e i luoghi della città francese, ci restituisce i suoi profumi e i suoi colori. Insieme a tutto questo ci porta nei bassifondi dove l’emarginazione, la disperazione e la criminalità dominano incontrastate e in contrasto con la ricchezza dei quartieri bene.
Fabio Montale, poliziotto tipico del noir, disilluso che si mischia volentieri o suo malgrado con coloro che dovrebbe combattere e arrestare, perché sa che i veri criminali sono coloro che dominano la città, i capi del milieu (la malavita marsigliese), si ritrova ad indagare sulla morte dei due migliori amici che hanno seguito la strada del crimine.
E’ un romanzo particolare, per l’ambientazione sconosciuta più che per le tematiche che vale la pena di leggere.
lug
29
2006
L’orologio di cenere
Aldo Moscatelli
I Sognatori, 8,90 €
Mi è capitato spesso, nella mia ultradecennale carriera di lettore, di scoprire piccoli capolavori sotto nomi di sconosciuti e romanzi di mediocre fattura sotto nomi blasonati.
Qualche giorno fa ho ricevuto una curiosa mail, che mi richiedeva, cosa assolutamente inaudita, di scrivere una recensione su commissione. La mia reazione è stata tra la perplessità e l’orgoglio. Perplessità nei confronti di un’inconsueta auto promozione dell’editore/autore e orgoglio per essere stato scelto. Dopo aver verificato l’autenticità dell’operazione, ho accettato con entusiasmo di leggere il libro e recensirlo (esercizio che svolgo regolarmente ad ogni lettura).
Quindi innanzitutto plauso alla faccia tosta e all’entusiasmo dimostrati dall’editore I Sognatori.
Per quanto riguarda il romanzo incominciamo dal problema della definizione: l’autore nell’intervista in appendice al romanzo, lo definisce “noir”. Eppure la vicenda è ambientata in una fittizia cittadina collocabile nell’area statunitense e richiama con evidenza autori e tematiche del genere hard boiled, che è simile ma non uguale al “noir”, che è un tipo di letteratura nata e sviluppata in Francia. Ma è un problema di definizione annoso che vede impegnate da decenni diverse fazioni di intellettuali. Anche perché a tratti il romanzo cade nell’onirico e difficilmente riesce a identificarsi in modo esatto.
Il problema del romanzo è purtroppo nel ricorso ai cliché del genere, e non tanto di ricorrere in un paio di occasioni a quelli che Vincenzo Cerami nel suo Consigli ad un giovane scrittore definisce “falsi dialoghi”, dialoghi in cui si trasmettono informazioni che sono scontate per chi parla, ma non per il lettore che così ne è messo al corrente.
Una domanda mi è sorta, pèrò, spontanea nel leggere L’orologio di cenere: perché scegliere un’ambientazione statunitense? L’Italia e l’intera area mediterranea offrono un’ottima ambientazione e delle ottime tematiche per il “noir” vero e proprio. Inoltre sfruttare un’ambientazione nota all’autore (e ai lettori) garantirebbe maggiore aderenza ad essa e una migliore immedesimazione. Invece l’autore è costretto a maneggiare una realtà che gli è nota, presumo, solo attraverso i media, giacché per sua stessa ammissione nell’intervista in appedice non si è mai confrontato con la lettura di un romanzo noir.
Questa parte critica, tuttavia non deve sminuire le qualità del romanzo che non mancano. Innanzitutto è scritto bene, senza sbavature stilistiche, cosa che sembra scontata ma non lo è, in un panorama di libri seriali fotocopia cui i best-sellers ci hanno abituato e purtroppo forse anche rassegnati. La vicenda non è particolarmente imprevedibile ma è costruita solidamente, con un buon equilibrio di personaggi e vicende. Non è particolarmente lungo e in questo caso tale caratteristica risulta essere un pregio: troppo spesso ho affrontato la lettura di veri e propri tomi che avrebbero potuto essere ridotti alla metà delle pagine. In questo caso L’orologio di cenere è equilibrato anche nell’ampiezza del testo.
Un nota di merito particolare per la copertina, essenziale nel tratto ma piena di simbolismo, davvero efficace.
Per concludere un plauso sincero a questa iniziativa di Moscatelli e della sua casa editrice I Sognatori: in Italia purtroppo esistono i due grandi gruppi Mondadori e RCS che dettano legge al mercato (cioè ai lettori) e agli scrittori. Per gli esordienti c’è davvero poco spazio e le piccole case editrici fanno fatica a far emergere se stesse e i suoi scrittori. La mia speranza è che l’esempio de I Sognatori sia solo l’inizio di un’era editoriale in cui il lettore sia reso più consapevole dell’offerta e che per gli scrittori esordienti bravi ma ignorati dalla grandi case vi sia finalmente la possibilità di dimostrare ciò che valgono.
lug
28
2006
La salvezza di Aka
Ursula K. Le Guin
Strade Blu, Mondadori, 12,4 € (disponibile su IBS a 6,2 €)
Sutty, un’osservatrice dell’Ekumene interstellare, è stata assegnata ad Aka, un mondo dominato da un governo azienda che ha come unico fine la produzione e lo sviluppo economico. A questo scopo la monolitica Corporazione di Aka ha bandito tutti i vecchi costumi, cancellando quasi completamente la lingua scritta e le tradizioni. Per Sutty, specializzata in storia e linguistica, si tratta di un incarico senza sbocchi: come può studiare un mondo dove la popolazione sembra non avere ricordo del proprio passato? Del tutto inaspettatamente, però, Sutty riceve il permesso di lasciare la moderna città dove tutti i suoi movimenti sono strettamente controllati e risalire il fiume per cercare gli ultimi residui della cultura originaria di Aka.
Ursula Le Guin ha sempre due pregi: profondità dell’argomento trattato e concisione, asciuttezza del testo. In un mercato in cui ormai ogni romanzo arriva e spesso supera le 500 pagine fino al migliaio e oltre, girando attorno su due concetti, è quasi commovente vedere come questa grande autrice riesca a dire così tanto con così poco.
E’ da premettere che La salvezza di Aka non è un romanzo d’azione, anzi è l’esatto opposto. La Le Guin è sempre stata interessata ad esplorare il lato sociale e sociologico dei mondi che inventa, come trasposizioni di problemi esistenti della nostra realtà. In questo caso in realtà il romanzo è una lunga dissertazione sul sistema religioso di The Telling (questo il titolo originale), letteralmente La Narrazione. Attraverso l’invenzione di un mondo, della sua società e della sua religione, l’autrice disserta ad un tema molto attuale: il contrasto tra scienza e religione, ma con la sua consueta eleganza non cade nella trappola di molti autori (religione "cattiva" e scienza "buona") ma anzi presenta due sistemi sociali in cui in diverso modo entrambi gli aspetti hanno assunto connotati negativi (la religione sulla Terra) e positivi (la religione su Aka). L’ambientazione fantascientifica diviene quindi un mero pretesto e Ursula Le Guin ci regala un altro capolavoro.
lug
27
2006
Il dardo e la rosa
Jacqueline Carey
Narrativa, Editrice Nord, 19,5 €
Terre D’Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un’incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: Ama a tuo piacimento…
Abbandonata dalla madre in tenera età e destinata quindi a servire in una delle Case, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell’occhio sinistro. Per molti, un difetto irrimediabile. Per altri, un segno rarissimo e sconvolgente: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le anguissette, coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Un marchio che non sfugge al nobile Anafiel Delaunay, che paga il prezzo di servaggio per la giovanissima Phèdre e poi la accoglie presso di sé. Ma Delaunay non intende semplicemente farla diventare una cortigiana perfetta, un ambito oggetto del desiderio per gli uomini e le donne di Terre D’Ange. Vuole soprattutto che lei impari a osservare, ricordare e riflettere, che si trasformi cioè in un’abilissima spia, in grado di rivelargli i segreti sussurrati nell’intimità. Perché il regno è inquieto, agitato da complotti e intrighi che affondano le loro radici in un passato lontano, che Delaunay conosce fin troppo bene, e i pericoli si nascondono dietro apparenze insospettabili… Confidando unicamente sul coraggio e sulla determinazione, Phèdre sarà dunque costretta a trovare il suo posto in un universo dove tutti – amici e traditori – indossano la stessa maschera e parlano in modo suadente, dove un singolo gesto o una semplice parola possono fare la differenza tra la vita e la morte. E non avrà che una sola possibilità per difendere ciò che ha più caro…
Sono rimasto piacevolmente colpito dalla lettura di questo romanzo.
Intendiamoci nulla di nuovo, tranne che per alcuni particolari. Il romanzo si basa su un’idea intrigante: inserire l’elemento erotico nel genere fantasy. All’inizio la cosa lascia un pò spiazzati: anche qui intendiamoci, già molti altri autori tra cui Marion Zimmer Bradley hanno inserito il sesso nella narrativa fantastica, in questo caso tuttavia è accentuato il lato morboso ed esplicito della questione. Sono descritte (seppure in numero veramente esiguo) scene puramente a luci rosse, eppure con un linguaggio magistrale, che rende la caratura di questa autrice che avrà molto da dirci nei seguiti di questo romanzo, già pubblicati in USA.
La seconda parte del romanzo invece rientra appieno nei canoni del genere con una fuga rocambolesca, una quest e una battaglia finale.
L’unica nota di demerito è l’ambientazione: una terra alternativa dove nomi, nazioni e popoli sono una "citazione" di quelli realmente esistiti sulla nostra Terra…un pò banale.
Scorrevole e piacevole, forse non vale il prezzo di copertina ma sicuramente da considerare per un acquisto futuro magari in edizione economica.
lug
26
2006
I pilastri della Terra
Ken Follett
Oscar Best Sellers, Mondadori, 9,4 €
Un mistery, una storia d’amore, una grande rievocazione storica: in quella che è la sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell’Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passione si sviluppano così sullo sfondo di un’era ricca di intrighi e tradimenti, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Un grande romanzo che si sviluppa lungo più di quarant’anni di storia, i cui indimenticabili protagonisti sono vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.
Premessa a carattere storico: il romanzo si svolge in un’epoca poco conosciuta della storia inglese, quando scoppiò la guerra civile tra re Stefano e la legittima erede al trono, l’Imperatrice Matilda. E’ una vicenda molto affascinante che non è difficile da approfondire con una buona enciclopedia, ne vale la pena per una migliore comprensione delle vicende. Incidentalmente nello stesso periodo è ambientata la serie di gialli medievali di Ellis Peter che vedono protagonista fratello Cadfael. Ma parliamo di Follett: uno scrittore di best-sellers ha la capacità di coinvolgere i lettori nella vicenda, presentando un intreccio tutto sommato classico, basato sulla delicata alchimia tra intrighi, amori, disgrazie e trionfi. Non è certo innovativo dal punto di vista narrativo, ma funziona eccome! La qualità di questo libro comunque è di presentare un tema insolito e un’ambientazione poco conosciuta al grande pubblico, pertanto giocando sui fattori suddetti e sugli elementi storici, il gioco è assicurato. Qualità ulteriore di Follett è di non cadere nella serialità in cui cadano troppo spesso i best-seller e che determinano a lungo andare una disaffezione del pubblico. Per questo complimenti all’autore. La vicenda: costruire la vicenda e le relazioni di storie lungo un arco temporale così lungo e attorno ad un unico motivo (la costruzione della cattedrale) potrebbe risultare rischioso ai più. Il rischio maggiore è quello della staticità. Dove quindi viene a mancare un respiro spaziale, Follett supplisce con la coralità delle vicende, di destini che si intrecciano e si dipanano. Non manca ovviamente la storia di amore travagliata, che non fa che aumentare maggiormente il coinvolgimento del lettore. In sostanza: è un best-seller, scritto con tutti i trucchi del genere. Ma emoziana e coinvolge e questo per me tanto basta perché trovi posto nel mio cuore. Anche se come qualcuno ha detto è una lettura da ombrellone.