Archive for febbraio, 2006

feb 19 2006

tempesta

Published by Zeruhur under Senza categoria

A volte basta la luce di una candela per ricordarci del calore dell’anima.

No responses yet

feb 15 2006

parlando di tempo

Published by Zeruhur under Senza categoria

Non amo il tempo che i metereologi con un umoristico eufemismo definiscono "variabile", in pratica quel grigio tristezza che non è sole né pioggia. A parte gli evidenti effetti sulla mia concentrazione, essendo metereopatico, il senso di incertezza che mi trasmette mi mette quasi in ansia. Amo il tempo definito e mi piacciono in egual modo sole, pioggia o neve. Oggi è di nuovo incerto, ieri tendeva perso il sole, oggi è un incerto-pioggia. La testa mi scoppia e ho un’ansia schifosa addosso.

No responses yet

feb 12 2006

In Patagonia

Published by Zeruhur under Senza categoria

Bruce Chatwin
In Patagonia

Gli Adelphi 8.5 €
Biblioteca Adelphi 14,5

Dopo l’ultima guerra, alcuni ragazzi inglesi, fra cui l’autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore.
Pubblicato nel 1977 come opera prima, questo libro appartiene alla specie rarissima dei libri che provocano una sorta di innamoramento. La Patagonia di Chatwin diventa, per chiunque si appassioni alla sua scrittura, un luogo che mancava alla propria geografia personale e di cui avvertiva segretamente il bisogno.

Apro così questa recensione, in un modo che, senza immodestia, credo sarebbe piaciuto anche a Chatwin: raccontando un aneddoto.
L’aneddoto poi è legato ad un oggetto che Chatwin amava particolarmente, il famoso taccuino moleskine. Proprio affascinato da questo taccuino, non conoscendo ancora nulla della sua storia, un pomeriggio incominciai a navigare su internet alla ricerca di notizie su di esso. E così sul sito ufficiale del moleskine incappai in Chatwin. La sua storia si intrecciava a quella del taccuino, attraverso le sue stesse parole, tratte da uno dei suoi libri e offerte sul sito. Rimasi ammaliato dalla semplicità coinvolgente del suo stile e mi ripromisi di leggerne qualcosa.
Cercai allora di documentarmi sulla sua persona e la sua opera e non feci fatica a trovare una bibliografia.
Così circa una settimana fa sono andato in libreria deciso a incominciare dal primo libro: “In Patagonia”
Il libro si apre con un ricordo di infanzia, un’ottima introduzione che spiega i motivi che hanno spinto l’autore a recarsi in un luogo sperduto in capo al mondo. Stupisce subito per la freschezza del linguaggio e uno humor inglese davvero diabolico.
Bisogna premettere comunque che Chatwin non è intenzionato a descrivere il suo viaggio, ma piuttosto l’oggetto del viaggio. Se cercate il classico racconto di viaggio dove l’autore descrivere solo azioni e sensazioni, “In Patagonia” non fa per voi.
Il racconto di viaggio di Chatwin non si esaurisce nella mera descrizione. L’autore comprende bene che un luogo è fatto dalle persone che lo abitano. Sono le storie dei patagoni quindi, che si intrecciano al racconto. Il libro è per metà il racconto del viaggio tout court, per metà un compendio di aneddoti che uno dopo l’altro costituiscono la storia informale della Patagonia, il suo humus culturale cui non si può prescidendere per comprendere un popolo e quindi il suo territorio. Nella pagine di Chatwin emergono figure di grandi avventurieri da Darwin a Butch Cassidy e Sundance Kid. La Patagonia quindi è la frontiera estrema, l’ultimo west e pertanto il simbolo stesso del viaggio.
Il carattere di luogo selvaggio non è reso nella descrizione dei luoghi (seppur non manchino stupende quanto lapidarie descrizioni di paesaggio), ma piuttosto nelle vite di coloro che hanno intrecciato la loro storia con questa terra, nel passato e nel presente. Quando non è l’aneddoto storico ad espletare questa funzione, sono i ritratti di quotidianetà che Chatwin ci offre.

2 responses so far

feb 10 2006

il sole di Milano

Published by Zeruhur under milano

Non ci speravo più. Oggi su Milano è tornato il tiepido sole invernale, accompagnato da una brezza fredda e secca, che ha ripulito il cielo. E’ di blu profondo e i colori della città risplendono ai raggi del sole. La temperatura è anche piacevolmente gradevole, mi ha invogliato finalmente a fare due passi. Questo è l’inverno che amo.

4 responses so far

feb 08 2006

urban sunset

Published by Zeruhur under fotografie

2 responses so far

Next »