Archive for dicembre, 2005

dic 30 2005

L’anno che verrà

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Ho pensato un attimo se questo post dovesse essere scritto. Poi ho deciso di seguire l’istinto.
Concedetemi un pò di retorica:
spero che il 2006 sia un anno più felice di quello passato, che mi ha sottoposto a prove dure e difficili, senza tregua. Spero ovviamente di laurearmi nei tempi previsti e di riuscire ad accedere alla specialistica senza problemi. Spero che tutta la mia famiglia goda di ottima salute e che il 2005 diventi solo uno spiacevole ricordo.
Sperare non costa nulla!

Auguro a tutti un felicissimo 2006, pieno di vita, gioia e serenità!

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dic 26 2005

Un natale un pò diverso

Published by Zeruhur under Senza categoria

Ho mancato tutti i miei soliti post natalizi per varie ragioni, ma è soprattutto perché certe cose vanno scritte con il cuore e se si cerca di scriverle in modo sforzato ne viene solo ritrita retorica dei buoni sentimenti.
Ma non è solo per questo che non vi ho tediato con le mie riflessioni natalizie.
Per la prima volta è stato un Natale un pò diverso. I miei genitori erano lontani e la mia ragazza è scesa a farmi compagnia. Ma la cosa più bella, che davvero mi ha scaldato il cuore è stata l’iniziativa di mio fratello, che ho montato tutto il pranzo in macchina con il microonde e in quattro abbiamo raggiunto i miei per passare almeno il pranzo di Natale tutti insieme. Forse è stato un pò affrettato ma è stata una giornata piena di colore e affetto e in fondo è questo che dovremmo cercare tutti in questo giorni, oltre ad ogni regalo.

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dic 10 2005

TAV in valle, Tangenziale in montagna\3

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La tangenziale sulle Dolomiti
Qui temo che sarò meno obiettivo: amo Cortina e devo ringraziare la mia fidanzata per avermela fatta conoscere. Qui il tema della infrastrutturilazione è più delicato. Bisognerebbe ragionare innanzitutto sulla necessità dell’opera. E non essendo un residente fisso della Regina delle Dolomiti, non posso conoscere gli effettivi disagi provocati dal traffico (sarò un po’ crudele…vivendo a Milano io il traffico e lo smog a Cortina proprio non ce li vedo, come vedete a volte i dati sono da relazionare al contesto e non alle sensazioni). Se l’opera è resa necessaria, la questione fondamentale diventa l’impatto. Sui giornali sono sbandierate due simulazioni ad opera del promotore dell’opera (ANAS) e degli oppositori all’opera. La differenza tra le due mi ha lasciato terribilmente perplesso e mi sono chiesto: ma nessuno dei due quindi ha idea oggettiva del risultato dell’opera? Possibile che lo stesso progetto produca due simulazioni completamente differenti? Se il progetto c’è, la simulazione ne consegue, quindi suppongo che una delle due sia di pura fantasia. Come vedete la disinformazione gioca un ruolo tangibile nella costruzione del consenso, quindi attenzione!
Conclusioni
Sulla questione ambientale, in generale: ricordate che una qualsiasi opera pubblica deve sottostare alla VIA (valutazione di impatto ambientale) e un qualsiasi piano deve sottostare alla VAS (valutazione ambientale strategica). I mezzi di controllo esistono e i progetti non sono mai campati per aria. Semmai può dare fastidio la presenza stessa dell’infrastruttura (fastidio legittimo ma non giustificabile con il fantomatico “impatto” già valutato e ritenuto dunque accettabile. Se così non fosse l’opera non sarebbe approvata a monte!)
Non sto entrando nel merito delle polemiche come vedete: non è mio interesse. Mi preme semmai farvi ragionare su dati oggettivi e che siate poi voi a costruirvi un’opinione in merito. Questo perché sui quotidiani ho visto tante opinioni, ma nessun dato.

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dic 08 2005

TAV in valle, Tangenziale in montagna\2

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Purtroppo non è molto evidente ai più, che quello che in Italia si considera come ambiente naturale, in realtà è una stratificazone di interventi umani succedutasi nei secoli, dal Neolitico fino ad oggi. Il paesaggio italiano è in gran parte un costrutto artificiale costituito da elementi di composizione naturali, quindi non cadiamo nell’errore di considerare il termine naturale sinonimo dei termini selvaggio e incontrollato.
Venendo alla questione: la TAV
In Italia siamo decisamente in arretrato rispetto al resto del mondo occidentale in fatto di infrastrutture ferroviare ad alta velocità. Per fare l’esempio più ovvio, il TGV francese esiste da trent’anni. Superata la soglia del XXI secolo, l’Italia ha finalmente incominciato la costruzione delle TAV, secondo me fondamentali strumenti di collegamento. Il fulcro della questione “perché TAV sì” è di carattere anche ambientale. Osservando una delle foto scattate dalla stazione spaziale internazionale e rese disponibili al pubblico dalla NASA, è perfettamente visibile la coltre di smog che avvolge l’Italia e in particolar specie la pianura padana. Questo perché l’Italia è il paese delle macchine, dove anche per andare a far la spesa (in un supermercato a 500 metri da casa) un qualsiasi privato utilizzerà il mezzo su gomma. Questo comporta smog. Quindi personalmente io sono sempre stato un sostenitore dei mezzi collettivi e in particolar modo delle ferrovie, specie dunque delle TAV. Come vedete le motivazioni sono sia di tipo infrastrutturale che ambientale dopotutto.
(continua)

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dic 07 2005

TAV in valle, Tangenziale in montagna\1

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Introduzione
Ultimamente sui giornali si sono poste alla mia attenzione due fatti che coinvolgono molto la mia materia, la pianificazione territoriale. Un fatto è ben evidente sulle prime pagine, la questione della TAV in Val Susa, l’altra non assurgerà mai agli onori del taglio alto della prima pagina di alcun giornale, ma è bene evidente (e spesso abbastanza ben trattato) nelle pagine di cronaca: la futura tangeziale di Cortina d’Ampezzo.
Perché mi occupo di questo?
Sostanzialmente l’idea di urbanistica è piuttosto distorta in Italia: si pensa infatti che sia relegata alla sfera meramente urbana, che si occupi insomma di disegno della città. Questo se poteva essere valido alla fine del XIX secolo, oggi non è più vero: la parola chiave non è tanto urbanistica ma pianificazione territoriale (una piccola denuncia: il mio corso di laurea ha quest’anno cambiato nome, per le nuove leve, da pianificazione territoriale appunto, a “Urbanistica”, il termine mi pare riduttivo e una grave deriva di concetto). Quindi la pianificazione territoriale si occupa di un campo terribilmente vasto e tiene in considerazione un gamma di fattori piuttosto ampli. L’infrastrutturilazzione del territorio ovviamente rientra tra questi fattori.
Altri motivi
Questo potrebbe sembrare un motivo piuttosto arido d’altronde: non mi sono ancora laureato ed è prematuro che mi occupi di questi temi? Certamente no, perché già studiare queste materie mi ha fornito una sensibilità a questi temi. Ma non è un motivo puramente “professionale” a spingermi alla redazione di questo modesto articolo.
Sono sempre stato un forte sostenitore delle infrastrutture (non altamente impattanti) che possano migliorare la qualità dei collegamenti e quindi, si spera, di riflesso della vita e soprattutto dell’ambiente.
Dall’altro lato sono anche un forte sostenitore della natura (e non con accezione ambientalista).
(continua)

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