ago 31 2005
un ricordo d’autunno
Era il primo inverno della malattia del mio nonno paterno, un freddo novembre dell’anno 1993. La casa della nonna è grande: un bell’attico con tre stanze da letto, un bagno spazioso, un corridoio lungo e quasi sempre buio, ma non lugubre (ma che paura da piccolo a percorrerlo da solo senza luce!), un accogliente e caldo tinello, un’ampia sala, un pò sempre fredda che si affaccia sul grande terrazzo da cui si scorge perfettamente tutta Pesaro e il mare… Su quella terrazza ho altri ricordi, legati ad altri momenti… La casa in autunno e in inverno resta chiusa: il clima sull’Adriatico sa essere rigido e pungente di notte. I colori quindi cambiano sensibilmente di stagione in stagione. Novembre per quella casa è il mese delle ombre. Ombre che non hanno un senso negativo, perchè delimitano le luci soffuse degli ambienti che in questo modo appaiono ancora più caldi e accoglienti. Quel novembre andammo a visitare il nonno: era rimasto vittima di un ictus l’agosto precedente e da quel momento per dieci lunghi anni ha sofferto, sempre con grande dignità, il suo lento declino. Ma quel novembre era ancora così vicino a quel tragico taglio della nostra vita familiare e così lontano dal suo triste epilogo, che tuttosommato la vita di quella casa sembrava ancora per larga parte serena a gli occhi di un bambino di nove anni. Quella visita nella mia memoria ha un significato profondo perchè è stato il momento in cui ho scoperto il piacere della lettura. E’ così strano a distanza di tempo, accostare due eventi così dissimili in natura e importanza, eppure l’immagine che mi è restata scolpita nella mente, che mi ha spinto a scrivere queste parole, si lega appunto a quel libro. Ci avevano ospitato nella camera che prima era della nonna, il mio letto, una branda, accanto al letto matrimoniale dei miei. Io ero vicino ad un lungo mobile basso, un grande comò di legno scuro, dai tanti cassetti con le maniglie a forma di pomolo a medaglia. L’immagine è questa: sto leggendo quel libro, sotto le coperte prima di dormire, preso dalla narrazione per la prima volta in vita mia, la piccola lampada rifletta la luce sul legno scuro e io mi sento incredibilmente a mio agio in quel tepore…






