Archive for febbraio, 2005

feb 22 2005

train

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feb 21 2005

maledetta influenza

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 Probabilmente quando ci si alza con un mal di testa da urlo e una vaga senzazione di nausa uniti ad un sonoro raffreddore e un mal di gola stringente, beh forse bisognerebbe entrare nell’ordine di idee che se fuori minaccia neve, è meglio starsene sotto le coperte. Ma lo stoicismo si sa, è una brutta bestia. Il senso del dovere poi, ancora di più. Così se ti dicono che oggi inizia il secondo semestre accademico, devi o vuoi, trovare la forza di trascinarti per venti minuti al gelo fino all’ateneo (il tutto rigorosamente a piedi) e resistere le ore necessarie segnate sul nuovo orario. Poi ti rendi conto che la classica "lezione introduttiva" è sono una marea di stronzate unite insieme onde non fare una figuraccia da parte del docente, quando altrimenti tutto quello che avrebbe dovuto dire effettivamente è solo l’elenco dei testi d’adozione… Poi ancora in mezzo alla neve per raggiungere l’agognato panino, che però non sarà caldo, perchè fuori ha incominciato a nevicare e la fisica dice che in quello stato la temperatura è 0°C, inappellabile… E quindi cerchi di buttare giù la rustichella ormai congelata e un analgesico visto che il mal di testa non perdona. Poi di fronte all’ulteriore, palesemente inutile lezione del pomeriggio e affiorata in me l’agghiacciante verità: l’influenza colpisce ancora… Come avevo detto ieri? Tre settimane possono bastare…ma forse non c’è tre senza quattro? Ora è meglio che torni sotto il piumotto che i 39 di febbre si sentono fin dentro alle ossa…

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feb 20 2005

3 settimane di silenzio…

Published by Zeruhur under Senza categoria

 …possono bastare. Certo non volevo rovinare il bel clima che qui mi ero creato per problemi personali e per quanto lo stesso blog sia una emanazione della mia personalità dovevo impormi di non cambiare il tono a questa creazione nata per ben altri scopi che la depressione di un uomo solo. Ormai la vita dovrebbe avermi insegnato una semplice regola: l’imprevedibilità. E per quanto le cose possano andare male e quel famoso vuoto comunque sia sempre lì al momento incolmabile, posso affermare che in una certa misura si sia ridotto. Poi ovviamente qualsiasa cosa aggiunga a queste parole o qualsiasi parola di conforto da parte altrui suonerebbe semplicemente come qualcosa di già sentito e non si avvicinerebbe neppure a qualche soave melodia ma anzi ad uno stridente cigolio di porta non oliata bene.
Lasciati sfogare oggi e vi primetto che in futuro non sentirete più una sillaba sull’argomento. Scusate se stasera vi ho tediato. Sono tornato.

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