nov
24
2003
Note sospese di pianoforte, incessante pioggia sui vetri e sulle strade, la dolce tristezza, sapore di caffè e tabacco sulle labbra come un elegante ritratto di inizio Novecento, o come se fossi all’interno di un noir distorto e rallentato mentre ascolto la triste melodia
(Ascoltando Erik Satie Gnossienne n°3)
nov
22
2003
Ci sono molti modi e molti motivi per evadere dalla realtà, credo che nessuno sia efficacie o giusto. Alla fine in qualsiasi modo riusciamo a fuggire torniamo inesosabilmente da dove eravamo partiti, tristemente torniamo a quella realtà che in evidenza non ci piace. Non è una cosa che mi capita spesso, anzi mi capita raramente. In fondo tra tutti gli alti e i bassi la mia vita riesce comunque ad essere interessante. C’è stato un tempo in cui non avrei voluto vivere la mia vita, essere in un altro posto o in un altro tempo. Oggi, nonostante le delusioni che ho incontrato riesco ad essere più sereno su questo punto. Ma capitano quei giorni in cui non vorrei essere seduto qui a questa scrivania a pigiare dei quadratini di plastica griffati. Oggi è uno di quei giorni. Trovo conforto in modi che non ritengo stupidi e il metodo più valido è la distrazione. Ma che distrazione si può trovare in un giorno simile? Piove a dirotto e la città è tristemente schiacciata dalle goccie di una pioggia grigia, come se in fondo il cielo piangesse per qualche nostra colpa. Se mi affaccio alla finestra che vedo? Un albero gigante e secolare che anzichè infondermi senso di maestosità mi sembra più un vecchietto seppur possente soffocato dai giovani edifici. E allora cosa cerco, se non posso trovarlo nella realtà? Mi immergo nella lettura di mondi inventati dagli altri, maestosi e gonfi di grandi personaggi e luoghi, oppure io stesso descrivo i miei topoi fantastici, perchè no? In questo modo io non guardo in faccia la tristezza e lei non guarda me.
nov
22
2003
A volte ci si chiede cosa si sta facendo. Avviene senza troppo pensarci e così è successo. Ho aperto un blog, d’istinto senza pensarci minimamente, cosa che potrà sembrare stupida, bizzzarra o qualcosa del genere, chissà…. Non si chi leggerà queste parole, se mai qualcuno le leggerà ma questo poco importa, è importante seguire il proprio istinto. D’altronde in una giornata uggiosa come questa mille pensieri scaturiscono nella mente senza che io possa controllarli, a volte sul passato, a volte sul presente… Un diario pubblico? Forse, soprattutto uno spazio in cui possa esprimere i miei pensieri in libertà….