Archive for the 'web 20' Category

apr 23 2009

Last.fm a pagamento

Published by Zeruhur under avvisi, denuncia, web 20

Come avrete notato la radio di questo blog è muta. E lo resterà per sempre. Last.fm ha cessato l’erogazione gratuita dei suoi streaming che mi avevano deliziato per ore e ore e fatto scoprire nuovi gruppi e artisti. Per ora non c’è un servizio capace di sostituirlo e quindi il Cottage resterà un luogo silente fino a nuovo ordine. Mi sento orfano.

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gen 30 2009

Follia collettiva

Published by Zeruhur under attualità, cultura, web 20

Sono sempre più basito e perplesso nel constatare come un gruppo del genere su facebook sfiori i cinquantamila iscritti:

 

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Trovo ignobile che si risponda con una violenza del genere e con una totale mancanza di rispetto della vita e dei diritti umani invocando ancora la pena di morte, che non dovrebbe in alcun modo avere eccezioni nella coscienza civica di un cittadino degno di questo nome. Anche per crimini gravissimi e inqualificabili come la pedofilia.
Siamo ancora lontani dal poterci giudicare un specie senziente evoluta.

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gen 29 2009

Ancora facebook

Published by Zeruhur under attualità, cultura, riflessioni, web 20

Considerazione estemporanea: ci sono due modi di fare rete su facebook.
Il primo è quello che in sociologia verrebbe definito social network di relazioni deboli ossia, aggiungere qualsiasi persona con cui si è avuto a che fare nella vita. Le relazioni deboli sono molto utili per avere più occasioni, trovare più facilmente lavoro etc etc.
Il secondo modo è quello delle relazioni forti ovvero aggiungere solo persone con cui si intrattengono rapporti veri e duraturi. 
La mia situazione è ibrida. Ho iniziato aggiungendo chiunque me lo chiedesse, poi ho incominciato a selezionare gli “amici”. Mi chiedo ancora quale sia il modo migliore. E’ interessante notare però che qualcuno si sia posto il problema: bisogna trovare un neologismo per definire gli amici intimi? Bel quesito.

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gen 12 2009

Jamendo

Published by Zeruhur under musica, web 20

Jamendo è un “negozio” di musica online. Le virgolette sono d’obbligo perché gli album distribuiti su Jamendo sono sotto licenza Creative Commons. Proprio così: è musica distribuita gratuitamente, liberamente ascoltabile e scaricabile. Nel mare magnum di un sito come Jamendo è inevitabile che lavori di qualità altalenante vengano presentati nella mischia insieme, ma posso assicurare che buona parte delle produzioni sono di altissima qualità e che non hanno nulla a che invidiare ai più blasonati musicisti in commercio. Gli artisti ospitati da Jamendo hanno una spiccata predisposizione all’ambient e la musica elettronica in genere, ma sono ben rappresentati anche il rock e l’alternative nonché i generi più acustici. Per farvi un’idea di Jamendo, ecco una piccola intro. Il modo migliore per conoscerlo resta comunque esplorarlo a fondo.
I miei album preferiti scoperti su Jamendo:

 

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set 08 2008

Facebook

Sono iscritto su Facebook da quasi un anno (mese più mese meno) e per la maggior parte di questo tempo non ho capito una beata mazza dello scopo di questo social network. Di più: continuavo a chiedermelo.
Nell’ultimo mese però una serie di eventi casuali mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità di FB, una scoperta che ha lasciato ben presto il posto alla rassegnazione. Andiamo per gradi.

Potenzialità di Facebook:

1) In teoria potrebbe mettere in contatto tutti i vostri amici e/o conoscienti in una solida rete di conoscenze, per di più senza limiti di espansione rispetto al concetto chiarissimo espresso da Lee LeFever in questo video:

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2) Facebook supporta le applicazioni di terze parti, sostanzialmente questo permette un’integrazione con la maggior parte delle applicazioni e dei siti esistenti. In una parola è l’aggregatore migliore che esista. Esempi pratici:

  • gli aggiornamenti dal mio blog sono direttamente aggiunti in bacheca;
  • la mia attività di lettore è integrata tramite aNobii;
  • le mie preferenze musicali sono aggiornate tramite Last.fm
  • le mie foto oltre che dall’applicazione nativa possono essere gestite da Picasa e Flickr;
  • i miei video preferiti su YouTube sono automaticamente postati in bacheca, stesso dicasi per i bookmark di delicious e i feed di Google Reader;
  • i miei film preferiti, parimenti tramite Flixster;
  • il microblogging è garantito dagli “stati” integrati. Non ho mai usato twitter da quando mi iscrissi, ma è più facile che aggiorni lo stato di FB;
  • il mio network di Second Life è in teoria integrabile in Facebook (in linea teorica, ossia se i miei amici di SL hanno aggiunto la stessa applicazione SecondLifeLink)

3) Tramite gli eventi Facebook potrebbe essere usato per gestire, invitare e diffondere le attività del vostro network. Nei campus statunitensi per esempio è usato per organizzare le feste, con conseguente logica che un universitario non iscritto a Facebook è socialmente tagliato fuori dal mondo.

4) Possibilità professionali: mi è capitato sul gruppo del Politecnico di Milano di leggere di aziende che lanciavano bandi per neolaureati.

5) Gruppi e aree di discussione: senza doversi iscrivere a centinaia di piattaforme diverse in teoria si potrebbero creare i forum direttamente in Facebook.

Tutto questo ovviamente perde scopo senza un pubblico. Esattamente come un blog che senza il feedback dei commenti è solo un muro gigantesco con affisse tutte le elucubrazioni dell’autore, FB perde di significato se le informazioni condivise restano un mero post in bacheca.

Condizioni per un funzionamento vagamente utile:

1) Che tutti i tuoi amici siano iscritti (o vogliano iscriversi) a Facebook: se non lo sono è praticamente inutile. Stare da soli su FB è come essere gli unici abitanti di un’isola deserta dove urliamo al vento ciò che facciamo.

2) Che lo usino e non solo per aggiungere applicazioni minchione e farsi i salutini. Pare superfluo dirlo ma non lo è. Gli italiani non sanno usare Facebook. Pensano che sia uno stupido modo per collezionare persone conosciute e riversare addosso tutte le più grandi stupidaggini offerte (tipo morsi di vampiro). Non dico che non possano essere simpatiche. Dico solo che non è l’unico utilizzo di Facebook e che limitarsi a questo lo rende di fatto inutile. E’ inutile aggiungere decine (se non centinaia) di persone che magari non vedo né sento da dieci anni se poi non c’è una minima frequentazione né virtuale né tantomeno reale.

3) Per quanto riguarda i gruppi, se vige una generale partecipazione passiva i gruppi muoiono subito. Sono iscritto a pochi gruppi e nessuno è veramente attivo, purtroppo. Quello che è peggio è che la gente si iscrive ai gruppi solo per segnalare uno status symbol, anziché utilizzare più correttamente le pagine dei fan, che sono appunto dedicate a segnalare le proprie preferenze e passioni.

Conclusioni? Facebook è un signor mezzo, in continua evoluzione in grado potenzialmente di aggregare tutte le nostre attività on-line (e non). Come tutti i mezzi però dipende fortemente dall’uso che gli utenti ne fanno. Per sfruttare Facebook appieno i suoi utenti dovrebbero imparare nuovi modi d’uso. Il che non è così facile, proprio perchè Facebook non è un’applicazione da geek, ma anzi richiama soprattutto persone che non hanno dimistichezza con siti sifatti. L’uso che si fa di MySpace secondo me è sintomatico dell’immaturità dell’utenza dei social network.
Per me, così stando le cose per ora Facebook è quasi un sito inutile, ma ho sempre la speranza che l’aumento di iscrizioni degli ultimi mesi raggiunga la massa critica per incominciare a cambiare lo stato di fatto.

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