ott 25 2009
Archive for the 'Senza categoria' Category
feb 20 2009
Essere atei (?)
Il punto centrale di questo articolo si concentra su un concetto: ha senso definirsi atei? Vorrei essere chiaro, però. Non sto parlando di credenza, anche se ne parlerò. Affronto il dilemma da un punto di vista semantico.
La posizione più sensata, scientificamente, sull’esistenza di Dio è l’agnosticismo, ossia la sospensione di giudizio a riguardo. E’ sensato (e scientifico) perché attualmente non abbiamo gli strumenti per provare o meno che Dio esiste o meno.
Piccolo inciso, già la parola Dio temo che dia adito a un nutrito dibattito, come ho avuto modo di constatare negli ultimi mesi frequentando gruppi di discussione in tema di religione. Semplificando moltissimo si potrebbero classificare le religioni in tre posizioni: teismo, deismo e panteismo.
Il teismo è la credenza di uno o più dei trascendenti la realtà e comprende sia le religioni monoteistiche che politeistiche, con tutte le caratteristiche del caso. Il deismo è un tentativo, di matrice illumista, di non negare la divinità ma di considerarla da un pusto di vista razionale. Detto in soldoni è il concetto di Grande Architetto, un progettista trascendente che ha disegnato l’universo e che non ha influenze dirette e attuali con esso. Infine il panteismo, che a differenza di quanto credono in molti non presuppone affatto il teismo, è una religione che identifica la natura o l’universo con Dio e necessariamente rende questa divinità impersonale e inconscia. Non ho la pretesa di completezza, dato che sono state scritte intere enciclopedie sull’argomento. Continue Reading »
set 01 2008
Noein
di Kazuki Akane
2005
24 Episodi
Inauguro la nuova categoria Anime&Manga parlandovi un po’ di questa bella serie di animazione che ho avuto il piacere di seguire nei giorni scorsi.
Alla base di Noein c’è il concetto di meccanica quantistica di multiverso. Cercando di banalizzare l’intero impianto: l’universo è composto di particelle elementari, i quanti, che sono in un continuo stato di fluttuazione. Da questa fluttuazione ne deriva uno stato incerto della realtà, che varia a seconda dello stato quantistico, il che in soldoni vuol dire infinite probabilità e infinite dimensioni spazio temporali. Secondo l’interpretazione di Copenhagen è necessario anche un osservatore che determini effettivamente lo stato quantistico e manco a dirlo l’osservatore in questione è la protagonista dell’anime, Haruka.
Noein incomincia in modo abbastanza classico, narrando l’estate di un gruppo di dodicenni, per svilupparsi poi in maniera se non imprevedibile, almeno complessa e affascinante. In un futuro alternativo infatti si sta combattendo una battaglia per l’esistenza stessa tra due dimensioni: Shangri-La e La’cryma. La prima vuole nichilizzare tutte le possibili realtà per fonderle in essa, gli abitanti di La’cryma, nella fattispecie l’ordine dei Cavalieri del Drago, cerca di opporsi, ma per stabilizzare la propria esistenza hanno la necessità di recuperare la Catena del Drago, ossia l’osservatore quantistico, Haruka.
Da qui ovviamente il coinvolgimento della dimensione e di tutti gli amici di Haruka nella lotta senza quartiere non solo contro Shangri-La ma anche con le fazioni contrapposte di La’cryma.
Per quanto la trama sembri banale, non lo è. Mi trovo nella frustrazione di non poter spiegare tutte le implicazioni per non rovinare la visione. Soprattutto le puntate finali raggiungono una profondità notevole.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico i disegni soffrono qualche sperimentalismo forzato, soprattutto nell’uso di alcune animazioni 3D, mentre è molto azzeccata la scelta di stilizzare quasi fino al tratto delle matite le forme dei combattenti durante le battaglie che guadagnano in dinamicità. Il comparto musicale è ottimo: la colonna sonora, mai invasiva, accompagna adeguatamente i cambi di registro.
Per quanto riguarda l’edizione italiana devo purtroppo ammettere che la Dynit non ha fatto un gran lavoro, alcune voci non risultano in ruolo e altre poco espressive. Questo però l’ho appurato solo dopo aver sentito l’audio originale.
Primo episodio di Noein (giapponese sottotitolato inglese):
set 23 2007
gestire le categorie in Wordpress
Una grande differenza che ho notato nella migrazione da Splinder a Worpress è come la gestione delle categorie sia piuttosto carente (almeno senza plugin!). In Splinder ero abituato a porre spesso rimedio alla distrazione semplicemente entrando nella gestione categorie e riassegnando in blocco anche svariati post all’una o all’altra.
In Wordpress nativamente questo è impossibile e costringe ad editare ogni singolo post.
Stamattina ho importato da biblios le mie recensioni, per avere un archivio più completo qui sul Cottage. (un altro urrà a Terenzani e il suo plugin). Ovviamente questo ha comportato l’importazione della categorie di biblios che non è compatibile con questo blog. Amara sorpresa scoprire che se viene cancellata una categoria in wordpress gli articoli relativi vengono spostati in un fantomatico tag “senza categoria”, da lì poi è richiesta la riassegnazione manuale.
Siccome 47 post sono tantini ho deciso di cercare un plugin che ovviasse il problema. Ce ne sono diversi, come segnalato in questo post (la chiave di ricerca è stata Change post category from “manage” panel wordpress) ma nessuno di essi funzionava.
Ancora un po’ di pazienza e ho scovato questo plugin . Inserisce un’interfaccia ajax all’interno del category manager, con cui agilmente (seppure non in blocco) si possono riassegnare i post alla nuova categoria senza entrare ogni volta nell’editor di testo. Non è perfetto, il linguaggio ajax mi ha creato qualche problema di visualizzazione (almeno su Opera), però funziona egregiamente.
set 17 2007
Da Splinder a Wordpress: impresa titanica
Google si sa è ottimo per fare ricerche di ogni tipo, ma l’esperienza che vi sto per raccontare spero che sia utile a qualcun altro, almeno leggendo questo post potrà avere tutti i riferimenti e credo non perderci un’intera giornata come il sottoscritto.
Tutto è iniziato con l’intenzione di migrare da Splinder a Wordpress. Per quanto potesse in apparenza sembrare semplice, ho pensato all’inizio di migrare su Wordpress.com, che è la versione host gratuita del CMS (content management system). Il porting diretto tra i due siti è impossibile, per questo si presuppone di dover prima installare Wordpress in locale, e inseguito installare l’ottimo plugin di Francesco Terenzani, che permette l’import diretto di tutto l’archivio Splinder su Wordpress. Inutile dire che leggendo la guida di riferimento, per quanto chiara, mi sia perso quasi subito.
Ho accantonato l’idea per qualche mese (anche per motivi di tesi), ma negli ultimi giorni ho scoperto che Wordpress può essere installato su Altervista, grazie al breve ma efficace tutorial di Tambu. Sembrava la soluzione ideale, giacché possedio già un dominio su Altervista e avevo già fatto pratica di installazione di CMS con Joomla, senza riscontrare problemi (per quanto Joomla in realtà serva per i siti e non prettamente per i blog come Wordpress).
Bene, l’installazione di Wordpress scorre liscia, sto quasi per gioire. Anche il plugin Splinder/Motime Importer (a tutti gli utenti Splinder: consigliatissimo!) funziona alla perfezione, modifico il template su Splinder secondo le indicazioni di Terenzani ed ecco che arriva il momento thriller. Riporto l’errore che è comparso
Warning: file_get_contents() [function.file-get-contents]: URL file-access is disabled in the server configuration in /membri/zeruhur/thecottage/wp-content/plugins/splinder/splinder.php on line 24
Warning: file_get_contents(http://zeruhur.splinder.com) [function.file-get-contents]: failed to open stream: no suitable wrapper could be found in /membri/zeruhur/thecottage/wp-content/plugins/splinder/splinder.php on line 24
Leggendo con pazienza i commenti a seguire delle istruzioni di Terenzani, mi sono reso conto che Altervista non supporta la funzione essenziale per poter utilizzare l’importer, ossia la lettura di file tramite url.
Se siete utenti Altervista e volete installare Wordpress importando da Splinder il vostro blog, non potete farlo! (mi rendo conto che è un caso limite ma mi è successo proprio)
Arrivati a questo punto, con molta pazienza mi sono messo a spulciare internet in ricerca di un host che supportasse php, mySQL e server ftp (requisiti essenziali per i CMS in genere e per Wordpress in questo caso). Se riuscite a trovarne uno gratuito, siete bravi. Insomma, ve lo auguro. Io alla fine ho trovato un post di giovy sull’argomento (è di un anno fa, comunque vi consiglio di leggerlo compresi i commenti). Giovy consiglia di acquistare (sapevo che si sarebbe arrivati a sborsare quattrini, amen) il dominio su aruba.it. Ovviamente per me pagare 40 euro all’anno è abbastanza inaccettabile, per motivi soprattutto di traffico molto scarso verso il sito. Ho optato per la soluzione che lui sconsiglia, ossia comprarlo da TopHost per 9 euro annui.
L’offerta comprende i requisiti per Wordpress e 200mb di spazio, più che sufficienti per le mie esigenze. Alla fine mantenere il dominio su Altervista non mi sarebbe costato meno, quindi ero già pronto a spendere qualche euro.
Ho provveduto ad installare Wordpress, settando tutto il blog con alcuni plugin utili e utilizzando il Wordpress Theme Generator per il tema (che manco a dirlo, non sono capace di programmare).
Arrivato l’agognato momento di importare tutto grazie al plugin di Terenzani, ho scoperto che (dopo mezz’ora buona di tentativi) il plugin va modificato secondo le indicazioni di Andrea Beggi, in modo da risolvere un noioso problema che impedisce l’importazione di tutti i messaggi (causato ovviamente da Splinder). Ed ora eccomi qua!
In questo articolo ho cercato di accorpare molti riferimenti utili per qualsiasi persona che vorrebbe migrare da Splinder a Wordpress senza spendere cifre assurde (e purtroppo non usando Altervista, data l’impossibilità del porting). Scusate la lunghezza.






