Archive for the 'second life' Category

set 30 2009

Luoghi che scompaiono in un mare di bit

Published by Zeruhur under riflessioni, second life, tecnologia

Neanche un’ora fa stavo pensando al fatto che non frequento più Second Life come qualche mese fa. Certamente questo è dipeso anche dagli impegni, ma in larga parte anche dalla perdita di contatto con tutte le persone incontrate nel metaverso, con cui ho trascorso molte ore di divertimento e socialità. Questa mattina poi ho ricevuto avviso che la sim di Post Utopia sta per chiudere e non ho potuto far altro che collegarmi in SL e farmi una passeggiata di addio tra le piattaforme di questa singolare isola, in cui per un buon trimestre ho conversato, giocato… insomma: vissuto. Pensavo proprio di scrivere qualcosa riguardo allo straniamento provocato dall’avatar. Volevo scrivere: non essendo Second Life un gioco, come la maggior parte crede, manca completamente di quell’effetto immersivo di immedesimazione con il protagonista o personaggio di un comune gioco di ruolo. Avviene ossia uno sdoppiamento tra te “picchiatasti” come si dice in gergo e la bambolina che comanda, che vive i luoghi al posto tuo. Questo almeno finché la tecnologia non ci verrà incontro con tecnologie più immersive.

Passeggiando invece per Post Utopia per l’ultima volta mi sono reso conto che nuovamente la distinzione tra reale e virtuale cade. Vedo questi spazi e a essi sono associati ricordi veri, sensazioni ed emozioni vere. Il confine è diventato così sottile tanto da scomparire. L’unica vera differenza resta che basta un click e nel metaverso tutto scompare come se non fosse mai esistito prima. Anche un luogo fisico però può cambiare e radicalmente. Ho l’impressione che i nostri veri metaversi siano nella nostra mente.

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set 08 2008

Facebook

Sono iscritto su Facebook da quasi un anno (mese più mese meno) e per la maggior parte di questo tempo non ho capito una beata mazza dello scopo di questo social network. Di più: continuavo a chiedermelo.
Nell’ultimo mese però una serie di eventi casuali mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità di FB, una scoperta che ha lasciato ben presto il posto alla rassegnazione. Andiamo per gradi.

Potenzialità di Facebook:

1) In teoria potrebbe mettere in contatto tutti i vostri amici e/o conoscienti in una solida rete di conoscenze, per di più senza limiti di espansione rispetto al concetto chiarissimo espresso da Lee LeFever in questo video:

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2) Facebook supporta le applicazioni di terze parti, sostanzialmente questo permette un’integrazione con la maggior parte delle applicazioni e dei siti esistenti. In una parola è l’aggregatore migliore che esista. Esempi pratici:

  • gli aggiornamenti dal mio blog sono direttamente aggiunti in bacheca;
  • la mia attività di lettore è integrata tramite aNobii;
  • le mie preferenze musicali sono aggiornate tramite Last.fm
  • le mie foto oltre che dall’applicazione nativa possono essere gestite da Picasa e Flickr;
  • i miei video preferiti su YouTube sono automaticamente postati in bacheca, stesso dicasi per i bookmark di delicious e i feed di Google Reader;
  • i miei film preferiti, parimenti tramite Flixster;
  • il microblogging è garantito dagli “stati” integrati. Non ho mai usato twitter da quando mi iscrissi, ma è più facile che aggiorni lo stato di FB;
  • il mio network di Second Life è in teoria integrabile in Facebook (in linea teorica, ossia se i miei amici di SL hanno aggiunto la stessa applicazione SecondLifeLink)

3) Tramite gli eventi Facebook potrebbe essere usato per gestire, invitare e diffondere le attività del vostro network. Nei campus statunitensi per esempio è usato per organizzare le feste, con conseguente logica che un universitario non iscritto a Facebook è socialmente tagliato fuori dal mondo.

4) Possibilità professionali: mi è capitato sul gruppo del Politecnico di Milano di leggere di aziende che lanciavano bandi per neolaureati.

5) Gruppi e aree di discussione: senza doversi iscrivere a centinaia di piattaforme diverse in teoria si potrebbero creare i forum direttamente in Facebook.

Tutto questo ovviamente perde scopo senza un pubblico. Esattamente come un blog che senza il feedback dei commenti è solo un muro gigantesco con affisse tutte le elucubrazioni dell’autore, FB perde di significato se le informazioni condivise restano un mero post in bacheca.

Condizioni per un funzionamento vagamente utile:

1) Che tutti i tuoi amici siano iscritti (o vogliano iscriversi) a Facebook: se non lo sono è praticamente inutile. Stare da soli su FB è come essere gli unici abitanti di un’isola deserta dove urliamo al vento ciò che facciamo.

2) Che lo usino e non solo per aggiungere applicazioni minchione e farsi i salutini. Pare superfluo dirlo ma non lo è. Gli italiani non sanno usare Facebook. Pensano che sia uno stupido modo per collezionare persone conosciute e riversare addosso tutte le più grandi stupidaggini offerte (tipo morsi di vampiro). Non dico che non possano essere simpatiche. Dico solo che non è l’unico utilizzo di Facebook e che limitarsi a questo lo rende di fatto inutile. E’ inutile aggiungere decine (se non centinaia) di persone che magari non vedo né sento da dieci anni se poi non c’è una minima frequentazione né virtuale né tantomeno reale.

3) Per quanto riguarda i gruppi, se vige una generale partecipazione passiva i gruppi muoiono subito. Sono iscritto a pochi gruppi e nessuno è veramente attivo, purtroppo. Quello che è peggio è che la gente si iscrive ai gruppi solo per segnalare uno status symbol, anziché utilizzare più correttamente le pagine dei fan, che sono appunto dedicate a segnalare le proprie preferenze e passioni.

Conclusioni? Facebook è un signor mezzo, in continua evoluzione in grado potenzialmente di aggregare tutte le nostre attività on-line (e non). Come tutti i mezzi però dipende fortemente dall’uso che gli utenti ne fanno. Per sfruttare Facebook appieno i suoi utenti dovrebbero imparare nuovi modi d’uso. Il che non è così facile, proprio perchè Facebook non è un’applicazione da geek, ma anzi richiama soprattutto persone che non hanno dimistichezza con siti sifatti. L’uso che si fa di MySpace secondo me è sintomatico dell’immaturità dell’utenza dei social network.
Per me, così stando le cose per ora Facebook è quasi un sito inutile, ma ho sempre la speranza che l’aumento di iscrizioni degli ultimi mesi raggiunga la massa critica per incominciare a cambiare lo stato di fatto.

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lug 09 2008

Lively, nuove forme di metaverso by Google

Published by Zeruhur under second life, tecnologia, video

Era da circa un anno e qualcosa di più che si vociferava sulla possibilità da parte di Google di entrare in concorrenza con il metaverso per eccellenza: Second Life.
Ieri è stato lanciato pubblicamente il progetto Lively e subito ci siamo accorti di come la strada intrapresa da Big G sia molto diversa da quella di Linden Labs.
La tanto attesa integrazione con Google Earth per esempio non è affatto avvenuta. Lively non è un metamondo nel senso compiuto del termine, ma piuttosto un’interfaccia che permette di accedere a stanze separate. Come dire, uno spazio più simile a una chat room 3d che non a una spazio immerso in un mondo virtuale.
Questo potrebbe essere sia un limite che un pregio. Il limite è evidente, il pregio invece è che Lively non richiede l’installazione di un pesante client come quello di SL, ma può essere fruito direttamente dal proprio browser, previa installazione di un piccolissimo plugin (400kb). Per ora purtroppo è frubile solo da utenti Windows (con Internet Explorer o Firefox).
Dopo che ci ho smanettato per un’oretta ho tirato alcune somme:
1) Lively sembra ottima come applicazione per chat room virtuali, aggiungendo l’interattività propria dei mondi metaforici;
2) l’interfaccia è intuitiva (a sufficienza, potrebbe esserlo di più), ma i controlli dell’avatar sono terrificanti rispetto a SL. Con un po’ di pratica si raggiungono risultati soddisfacenti;
3) il posizionamento degli oggetti nelle stanze è piuttosto intuitivo, ma anche qui tende a essere un po’ macchinoso. Lively sembra aver ereditato l’usabilità di SketchUp (non è un complimento).
Non so che pensare di Lively, né riesco a intuirne la portata. L’unica cosa di cui sono sicuro è che non è un concorrente diretto di Second Life. Concettualmente sono diversi:
a) SL è basato sullo user generated content, Lively offre soluzioni già pronte;
b) SL è un metaverso integrato, Lively è un repository di stanze indipedenti;
c) SL ha una sua economia interna, Lively no.
Allo stato attuale Lively sembra decisamente un’evoluta chat 3d. Forse proprio per la sua semplicità d’uso potrebbe far breccia negli utenti reticenti all’uso di SL.
Dal canto mio, spero di poter sfruttare Lively come piattaforma per un progettino che avevo in mente da tempo, ma che in SL pareva irrealizzabile. Invito gli amici che mi seguono a tenersi pronti, soprattutto se hanno già un account google non hanno scuse!

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mag 06 2008

oltre il metaverso

Published by Zeruhur under avvisi, second life

Un nuovo blog dedicato esclusivamente alle mie peregrinazioni in Second Life, con l’intento di far scoprire luoghi interessanti e magari convincere qualcuno della bontà del mondo virtuale.

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gen 24 2008

Merda d’artista

Published by Zeruhur under cultura, riflessioni, second life

Sono stato co-fondatore, entusiasta sostenitore e progettista per tre versioni del Museo del Metaverso. Ed è stato difficile prendere la decisione di doverlo lasciare per incompatibilità di vedute. Mai come questa sera però mi sono ritrovato a provare una così cocente delusione. Questa è arte?!

La mia opinione: no.
La pop-art non è arte (almeno per me). E anche se così non fosse, non è certo scimmiottando quella già esistente in versione sintetico-interattiva 3D che si può fare arte in SL. Ma non vi preoccupate: solo io la penso così, l’evento è stato un successo. Per quanto mi riguarda l’unica merda d’artista degna di nota resta questa:

Il resto è demagogia radical-chic

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