apr 12 2009
L’illusione di Dio
L’illusione di Dio
Richard Dawkins
Oscar Saggi, Mondadori, 10 €
Da quando è uscito L’illusione di Dio, Richard Dawkins non è più soltanto uno scienziato famoso, un brillante divulgatore e uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo: è diventato l’ateo più celebre del mondo. Ma lo scopo di questo libro non è solo dimostrare, con argomentazioni provocatorie e uno stile piacevole ed efficace, l’assoluta improbabilità dell’esistenza di un essere superiore, creatore del cielo e della terra; è soprattutto quello di denunciare come ogni forma di religione possa trasformarsi in fondamentalismo, fomentare guerre, condizionare le menti dei bambini. Una critica radicale, condotta con grande intelligenza e humour, che prende in esame tutte le più importanti argomentazioni a favore dell’esistenza di Dio, dimostrandone l’inefficacia. In queste pagine Dawkins mette a frutto la propria competenza e passione di scienziato per mostrarci come nessuna religione potrà mai dare una comprensione più profonda e uno stupore più commosso per le meraviglie del mondo di quella che ci consente la conoscenza scientifica.
Non trovo imbarazzo del definire il saggio di Richard Dawkins come una pietra miliare di storia della religione, filosofia etica e biologia.
Se il collegamento tra le prime due branche del sapere è intuibile, quello con la biologia diviene chiaro seguendo le argomentazioni dello scienziato.
Con un linguaggio mai banale, ma non per questo pedante, il famoso biologo evoluzionista affronta l’argomento spinoso per eccellenza. Mai come in questo momento è necessario affrontare il problema filosofico/pratico dell’impatto delle religioni sulla nostra vita.
Accusato di essere un ridicolo manifesto di quella corrente, peraltro mai auto—affermatasi, del cosiddetto new atheism che vede come presunti esponenti, tra gli altri, scienziati di fama come Sam Harris e Daniel Dennet, L’’illusione di Dio è un tentativo di trattare con rigore argomentativo e onere della prova la natura della religione. E’ da sottolineare il fatto che Dawkins stesso si concentra sulle tre religioni abramitiche. Non tratta in alcun modo, se non nell’introduzione, le posizioni panteistiche, liquidandole come “ateismo sessualmente attraente”. Questa forse è una delle poche pecche del saggio, d’altronde è comprensibile la volontà di chiarezza nei confronti di un pensiero che benché separato dall’ateismo, sarebbe giustamente scorretto accomunare al teismo.
La seconda pecca riguarda il ragionamento sulla non esistenza di Dio. Mentre Dawkins ha gioco facile nel confutare le dimostrazioni a favore dell’esistenza di Dio, non apporta tuttavia argomentazioni decisive per sostenere l’ateismo, ma tuttalpiù l’agnosticismo.
Decisamente più interessanti il capitolo sulle cause biologiche e memetiche della religione e i due nutritissimi capitoli sull’etica secolare, concludendo con una trattazione dell’influenza memetica della religione sull’infanzia.
A chi è indicato L’illusione di Dio? Difficilmente al fedele convinto, ma potrebbe interessare i credenti scettici e gli agnostici timidi. Per gli atei rappresenta più che altro un compendio argomentato che raccoglie in maniera organica ciò che ogni ateo solitamente arriva a capire da solo dopo lunghi ragionamenti.
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