mag
21
2008
Neil Gaiman
Death: l’alto costo della vita
Planeta DeAgostini 9,95 €
Veramente fuori dal comune la Morte di Gaiman. E’ una ragazza simpatica e un po’ (tanto) dark, di ottimo carattere e amante della vita!
La caratterizzazione di Death è così strepitosa da avere sorpassato la popolarità di Sogno, il suo fratellino sulle pagine del fumetto cult Sandman.
Death è la seconda nata di una famiglia di personificazioni antropomorfe. Suo fratello maggiore è Destino e fratelli e sorelle minori sono Sogno (Sandman), Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio. Gli Eterni (The Endless, nell’originale), non sono propriamente dei, ma personificazioni di ciò che rappresentano. Ciascuno di essi ha un suo reame e Death ovviamente e colei che preleva le persone per farle “proseguire”.
In questa miniserie che la vede protagonista assoluta si viene a conoscenza di come una giorno ogni secolo umano Death assume spoglie mortali per compendere il valore delle vite che prende.
La qualità della sceneggiatura di Gaiman è eccellente e i disegni a supporto puliti, lontano dagli sperimentalismi propri della serie Sandman che a volte si sono rivelati piuttosto disturbanti. Un volumetto da avere assolutamente per i fan di Gaiman e per quelli di Sandman.
dic
24
2007
A Roma si prepara l’invio di nuove truppe in Africa, e Vittorio è tra i candidati a partire. Matilde, spaventata da questa prospettiva, cerca di convincere il Generale Orsini dello Stato Maggiore, incaricato di stilare gli ordini di partenza, a non includere Vittorio nella lista. Ugo, seppure malvolentieri, accetta di aiutarla mettendole a disposizione una villa disabitata che il suo studio amministra per conto di un ex deputato allontanatosi da Roma. L’incontro clandestino tra Matilde e Orsini non ottiene il risultato sperato e ha conseguenze tragiche…
Il terzo capitolo della saga italo-africana di Manfredi è ancora ambientata a Roma, dove tra scontri fra nobili e fatti di sangue, continua a dipanarsi una trama che ancora non mostra il bandolo della matassa. Per ora l’intera trama è decisamente versata sul fuiletton avventuroso, però ho ancora fiducia in uno sviluppo più approfondito dei personaggi.
dic
04
2007
In un tranquillo resort turistico sulle Alpi Slovene, Harlan e i suoi amici fanno la conoscenza della Twist Contest Organization… Ma le lezioni di ballo non c’entrano: è un’organizzazione di giustizieri, e, in quanto cacciatori di vampiri, raccomandati dal loro amico Bobby Quintana, i nostri si trovano arruolati, per affrontare i non-morti che difendono una piantagione d’oppio in Laos, di proprietà della “Triade delle Duecento Tigri”. Una sorpresa, però, li attende nella giungla: le armi trattate con sangue di Dampyr sono inefficaci contro i loro mostruosi avversari, i Bajang, uomini trasformati in armi letali da un malvagio stregone, il Berbalang Ladan Bat. E anche Harlan Draka sarà contaminato dal morso di un Bajang…
Dopo i due strepitosi speciali degli anni passati, Boselli lascia momentaneamente il testimone a Cajelli che scrive un soggetto più blandamente legato alla continuity, ma che tutto sommato regge come numero se stante. Fill-in? Ricordando l’accesa discussione avviata con Boselli sul forum non ufficiale di Dampyr circa un anno fa, non oso più ragionare in questi termini, anche perché Dampyr ha dimostrato spesso di recuperare sapientamente personaggi ed eventi che sembravano scollegati per inserirli nel fiume impetuoso della trama principale. Qui è citato Thorke, il demone del cannibalismo, forse l’unico avversario di Harlan che gli ha dato seriamente filo da torcere e che è del tutto immune al suo sangue venefico. Un avversario che nemmeno l’amesha Camael è in grado di distruggere, ma solo indebolire. In questo speciale tuttavia il malvagio non si vede nemmeno e lo scontro è con un suo seguace. Che in conclusione si dimostra decisamente poco temibile. Tirando le somme, il numero si lascia leggere, ma la presenza del nostro trio è infine superflua, nel senso che un’avventura del genere poteva essere affrontata da qualsiasi gruppo di eroi.
nov
27
2007
1894. A Roma, Ugo ha cambiato lavoro, è impiegato presso un notaio che amministra le fortune di molte famiglie importanti. Una sera, tornando a casa, viene aggredito da un pugno di delinquenti di strada. Vittorio De Cesari, un ufficiale di cavalleria, lo difende sciabola in mano e mette in fuga i malintenzionati. Tra Ugo e Vittorio nasce una profonda amicizia. L’ufficiale è il giovane rampollo di una nobile famiglia che possiede una tenuta ai Castelli Romani. Vittorio sceglie Ugo come proprio amministratore. Nel frattempo Ugo si è infatuato di Matilde Sereni, un’affascinante gentildonna romana. Commette però l’errore di presentarla a Vittorio. E’ subito evidente che tra i due scocca il classico colpo di fulmine…
Confermando la mia teoria empirica, il numero 2 di una testata Bonelli rivela molto di più che non il primo. Dopo il prologo (ingiudicabile secondo me, almeno fino a che non arriveremo alla conclusione) la scena di sposta nell’Italia di fine Ottocento dove tra le rovine dei fori romani conosciamo il primo compagno di avventure di Pastore, Vittorio De Cesari (ufficiale, poco gentiluomo ma comunque nobile per nascita). Da qui il numero più che altro si sviluppa nell’approfondire l’incontro tra i due e presumo la nascita di un’amicizia che sarà determinante per gli sviluppi di questa graphic novel a puntate. Il livello di sceneggiatura è sempre alto e misteri continuano a non essere svelati. Impagabili le ultime pagine, ma l’aura misteriosa che avvolge Volto Nascosto non credo che smetterà di aleggiare presto.
nov
20
2007
Harlan, Kurjak e Tesla tornano nuovamente in Colombia dove incontrano un vecchio amico, il poliziotto Bobby Quintana. I nostri si trovano di fronte a temibili gangster e devono districare la matassa di una complessa vicenda di droga. Ma stavolta la posta in gioco non riguarda una sostanza stupefacente comune. Quelle che dovranno affrontare, infatti, sono le conseguenze dell’uso della spaventosa “hierba negra” che, se bevuta, permette il ritorno dalla morte nel corpo di un’altra persona, ma soltanto per una notte. E a tramare nel buio, architettando la prematura dipartita del Dampyr, c’è uno dei suoi acerrimi nemici…
Non mi riesce di apprezzare i collaboratori di Dampyr. Per me Dampyr è e resta una creatura di Boselli (men che meno di Colombo, che tra l’altro l’ha abbandonato da anni). Cajelli scrive a un livello discreto, trattando soggetti spesso penosi, Mignacco a partire da certi funghetti allucinogeni di qualche anno fa (n°48, I sotterranei di Parigi) ha tirato una bidonata dietro l’altra. Tuttavia con gli ultimi due albi si è riscattato. La spada senza tempo sicuramente dignitoso e quest’ultimo n°92 nella media della testata. Non amo molto l’ambientazione dell’America Latina, decisamente abusata da Dampyr, né l’acclamato personaggio (tra i fan) di Bobby Quintana, ma La macumba dei narcos si lascia leggere volentieri. Lo scivolone semmai è sul finale dove il solito Marden compare e minaccia a distanza come suo solito. Scena trita, mi chiedo quando si farà vedere sul campo, sperando che non faccia la fine del topo come Vathek.