giu
08
2008
Dopo aver speso qualche parola sulla questione (accademica) e-book, è giunta l’ora di illustrare le caratteristiche del gioiellino.
Bookeen Cybook Gen3 utilizza la tecnologia e-paper che introduce una fondamentale rivoluzione nella fruibilità della lettura degli scritti a video. Come si può leggere da Wikipedia questa tecnologia rende il contrasto dello schermo simile alla carta e pertanto non affatica la vista. Ovviamente uno schermo di tal fatta non è retro-illuminato, quindi se il vantaggio fondamentale è che si legge in pieno sole, parimenti al buio sarà necessaria una fonte di luce esterna.
Il cybook è leggerissimo, pensa per la precisione 174g, una vera piuma. Alcuni hanno denunciato la durezza e la poca reattività dei tasti di scorrimento delle pagine, ma a dire la verità è un problema che non ho riscontrato. La scheda incorporata contiene 64mb, circa una settantina di libri in formato mobypocket, che è un formato particolarmente adatto a questi lettori, benché ahimè proprietario. Permette infatti di ingrandire a piacimento il carattere e persino di selezionare il font di proprio gradimento. Comunque con lo slot SD lo spazio del reader è espandibile fino a 2gb e in questo caso si parla di migliaia di libri!
A parte il formato mobypocket il cybook legge i pdf (che devono però essere adeguatamente formattati), gli html e i txt. Inoltre è possibile ascoltare file mp3, anche se con funzioni lontanamente paragonabili a un lettore dedicato, motivo per cui non lo utilizzo a questo scopo. Inutile dire che sfruttando la funzione di riproduzione musicale il tempo di carica della batteria scende vertiginosamente.
Ciò che apprezzo maggiormente è che il dispositivo tiene in memoria automaticamente l’ultima pagina letta per ciascun file visualizzato, che quindi ripropone alla riapertura, praticamente un segnalibro automatico.
Insomma io sono pienamente soddisfatto dell’acquisto e non ho trovato al momento difetti di alcuna entità, tanto che ho ordinato dalla Bookeen anche la custodia e il caricatore per la rete elettrica, purtroppo la confenzione è dotata solo di un cavo usb per la carica tramite PC.
Per maggiori dettagli non posso fare a meno che consigliarvi la dettagliatissima recensione di Gamberetta (che mi ha convinto a lanciarmi)
giu
06
2008
Avevo creduto di poter esaurire l’argomento in pochi post, ma i continui stimoli derivati dai commenti mi hanno dato altro materiale su cui pensare.
Riprendo a tal proposito il commento di Drum, di cui condivido i contenuti (anche se non il tono), che ha citato la licenza Creative Commons, che come chiunque può vedere campeggia fieramente nella sidebar di questo blog da tre anni.
Innanzitutto ricordiamo come i libri non sono rimasti immutati nel tempo. Incominciamo dai papiri egizi, passando per rotoli vari nel mondo classico, per passare ai manoscritti di cartapecora medievali a quelli di carta.
Non tutti sanno che la carta si otteneva un tempo dagli stracci, ossia era costituita da fibre di cotone e lana.
Con l’invenzione della stampa arriva una rivoluzione, ma è bene ricordare quanto già detto da Drum, non è una rivoluzione approvata da tutti, anzi è osteggiata.
Quello che a noi riesce facile da comprendere è che fino ad allora i libri sono manoscritti e miniati, ossia raggiungono una qualità artistica. La tipografia non è necessariamente un valore aggiunto: è standardizzata, può presentare errori e non è garantita.
I primi libri mai stampati sono bibbie. Per secoli la Bibbia è un testo codificato, approvato e garantito dalla Chiesa. Con l’invenzione di Gutenberg si diffonde la Bibbia in tedesco, quindi in volgare, non controllata dagli organi eclesiastici.
E’ ovvio che i principi della Chiesa vedono di cattivo auspicio la diffusione della stampa.
Certo noi viviamo in un’epoca dove i libri traboccano, possiamo addirittura permetterci il lusso di avere intere biblioteche personali, cosa che un tempo era appannaggio per i ricchi.
Una biblioteca personale ben rifornita di un nobile inglese della Reggenza poteva sfiorare qualche decina di volume. Io in camera mia ne possiedo mezzo migliaio.
Il libro (oggetto di carta) è un bene di consumo, addirittura ci sono quelli che riempono le proprie librerie per fare colore (è stato il caso di mio nonno paterno, anche se la conseguenza diretta è stata che mio padre ha potuto accedere ad una vasta collezione di classici che ha letto avidamente).
La diffusione del libro che conosciamo oggi è data dalla nascita del paperback negli anni ‘60. In Italia fu la Mondadori a vendere il primo Oscar a 250 lire nel 1965, un prezzo abbordabile per un prodotto editoriale assolutamente mediocre.
Per cui non dobbiamo essere tanto certi della bontà del libro cartaceo, in verità la maggior parte di noi legge prodotti editoriali scadenti, fatta di cartavelina, inchiostro che puzza, pagine incollate malissimo e copertine di dubbio gusto.
Personalmente trovo che in Italia siano pochi a produrre ancora libri belli: Adelphi ed Einaudi e forse qualcun altro che non conosco perché meno noto.
Allora se la veste, il contenitore è così scadente, perché accanirsi? L’editoria di certo non morirà, dato che la stampa è ruolo del tipografo (quello sì, potrebbe aver paura degli e-book). Il ruolo di un editore è ben altro, come potrebbero confermare gli amici Sognatori.
giu
06
2008
Premessa: io sono un feticista della carta. Amo i libri, amo toccarli, sfogliarli, odorarli. Amo trovarli invecchiati, amo riscoprire vecchie cartoline dimenticate tra le loro pagine.
Eppure non sono nemico dell’e-book né credo che essi siano nemici del libro fisico. No, non credo che gli e-book uccideranno i libri.
Qualche ragione perché sarebbe bene abbandonare una distribuzione basata solo sul libro di carta:
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giu
05
2008
In questo periodo sarò un po’ monotematico, dato il mio recente acquisto. Sapevo dell’avversione del libro elettronico da parte dei bibliofili accaniti, ma non avrei immaginato certe reazioni prima del recente commento di SoleLuna (in calce all’articolo sopracitato).
Ok, prima di tutto va detto che parte di ciò che vado a dire è influenzato e ispirato dalla lettura dell’E-book Manifesto di Cory Doctorow, liberamente scaricabile in italiano qui. Una lettura che consiglio a tutti, seppure sia ovviamente un punto di vista (quindi condivisibile o meno) di una singola persona, Doctorow apporta argomentazioni logiche e documentate e può fare chiarezza nelle menti confuse.
Innanzitutto va detto che io non ritengo gli e-book nemici del libro.
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giu
04
2008
Domenica ho ordinato il Bookeen Cybook Gen3, che è arrivato nelle mie mani a tempo di record ieri pomeriggio.
Che meraviglia eh? A presto una recensione dettagliata