feb 26 2004
giovedì, febbraio 26, 2004
Stamattina la sveglia suona regolarmente alle ore 8.30 e nel dormiveglia già sorge lo scazzo: no, non mi alzo a questa cacchio di ora. Spengo e dormo per un’altra mezz’ora. Almeno mi illudo di poterlo fare. Ore 8.45: mia madre entra nella stanza. “Roberto ma non dovevi vederti con Luca sono le 9″ (effetti della dilatazione del tempo dovuti a relatività speciale della mia camera si vede) La ignoro e tiro le ore 9 (per mia madre erano sicuramente le 9 e un quarto). Mi butto letteralmente giù dal letto e mi trascino in cucina. Apro sbadatamente la dispensa e tiro fuori il barattolo di Nescafè e la mitica tazza rossa. Non faccio a tempo a versare l’acqua bollete che mia madre entra in cucina si siede e fa: “Brutte notizie per tuo cugino”. Io sono ancora decisamente più da Morfeo che in questo mondo e assumo la faccia sveglia di chi sta dormendo. Farfuglio qualcosa tipo un intelligente “Ehh???”. “Patrizia l’ha lasciato [la ex ragazza di mio cugino, a quanto pare]” Mi riscuoto dal torpore e parte la mia invettiva di quindici minuti sullo stile “ma non si salva nessuno porco spino”. Mi butto in strada per raggiungere la metropolitana. Un’altra giornata ha inizio
Ore 9.45 arrivo in corso Buenos Aires, stazione di Lima. Luca è già li ad aspettarmi imbacuccato in tre chili di sciarpe e cappelli. Le 2 ore con cui passano piacevolmente tra sketch di varia natura compresa una finta azione da SWAT dentro la libreria deserta. Ci divertiamo con poco. Lui parte per Praga e io come al solito me ne sto a muffire qui. Voglio andare in Egitto. Sfrutto ancora lo sconto del 30% alla mia libreria di fiducia per prendere un paio di libri di Wilbur Smith per mia madre (patetica scusa, poi li leggo io, quanto sono perfido)
La giornata non è incominciata bene…






