dic 22 2007
Oxygene
Mentre da un buon lustro i teutonici Tangerine Dream solcano gli insodabili vuoti siderali con sinfonie inquietanti ed enigmatiche, Jean Michel Jarre, un ragazzo francese di ventotto anni, sfrutta a fondo le potenzialità degli allora costosissimi sintetizzatori per musicare un’ideale sinfonia di sottofondo all’evoluzione della Terra. L’originale copertina di Granger presenta una Terra scarnificata che mostra il suo teschio.
Che significato dare alle sei tracce di Oxygene?
I primi echi elettronici che aprono l’album sono associabili al brodo primordiale, la nascita della vita sulla Terra. Alle prime limpide note segue un mormorio di inquietudine che richiama le più cupe melodie dei Tangerine Dream, per poi esplodere in una sequenza imponente (la vita nasce?)
Il ritmo accelera e il brano sfuma nella famosa Oxygene II, un brano più veloce ed energico del precedente e ricco di variazioni virtuose accompagnate da un vento sferzante che richiama il mondo primordiale.
Oxygene III, il brano più breve è forse anche il più angosciante dell’album, battuto da un pulsare che accompagna la tastiera e un lamento non meglio identificabile.
Poi dopo di nuovo il vento sferzante, il celeberrimo Oxygene IV, la frenetica civiltà moderna a cui segue un solenne brano rasentabile una messa da requiem, seguita da suoni robotici (gli umani lasciano il passo alle macchine? Può essere, la tematica era nell’aria, pensando anche a I Robot dell’Alan Parsons Project).
A questo punti il mare e il vento dominano il limpido e malinconico Oxygene VI, probabilmente la civiltà è morta ma la vita rinasce sotto altre forme e ricomincia il ciclo.
Più orecchiabile e fruibile dal grande pubblico tanto da passare alla storia (non di nicchia) della musica elettronica, non c’è persona che non conosca la famosissima Oxygene IV ad esempio, Jarre crea una musica più ammiccante (e meno affascinante) della kosmische musik, ma sicuramente sua cugina.
Dopo Oxygene e il pregevole Equinoxe, Jarre sembra esauire la sua vena più sperimentale e abbraccia sicuramente una logica più commerciale, questo però non toglie lo status di capolavoro alla “sinfonia dell’ossigeno”.
Nota: la mia interpretazione è sola una delle possibili, dato che non ho trovato una spiegazione “ufficiale”. In famiglia per esempio si è sempre detto che Oxygene rappresentasasse la morte della Terra e l’esodo dell’umanità tra le stelle
Tracklist:
Oxygene I (7′40”)
Oxygene II (8′08”)
Oxygene III (2′54”)
Oxygene IV (4′14”)
Oxygene V (10′23”)
Oxygene VI (6′20”)






