feb 27 2007

Vicolo del mortaio

Published by Zeruhur at 20:27 under Senza categoria

imageVicolo del mortaio
Nagib Mahfuz

Universale Economica Feltrinelli 7,5 €

"Vicolo del Mortaio", pubblicato nel 1947, è la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale. Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un’umanità dolente, spesso molto misera: lo sfruttatore di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffè, esacerbato da un’inclinazione omosessuale e dall’assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il Vicolo attraverso quello per una ragazza, Hamida; e poi Hamida stessa, nella cui volontà di fuga dallo squallore del suo quartiere natio è adombrata la ribellione radicale, l’impronta di un eterno e universale ‘esser-giovani’, in opposizione a ogni forma di immobilità. Mahfuz rappresenta tutto ciò con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l’altro. In ultimo, è la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina.

Mahfuz inserisce il romanzo in un’unita spaziale precisa, come se in realtà fosse il Vicolo stesso, anziché la folta schiera di personaggi, il vero protagonista del romanzo. E’ l’immobilità (del tempo, della società, delle persone), il punto cruciale del romanzo. Vite intere scorrono nel Vicolo, come in un’isola fuori dal tempo. Tutti i personaggi che orbitano intorno ad esso vivono il proprio dramma personale: i ricchi vivono il disagio familiare o il problema dell’identità sessuale, i poveri lottano per una posizione più elevata, cercando di conquistarla con mezzi ambigui. Chi attraverso la guerra, quella che si crede infinita, contro Hitler, fonte di fortuna inaspettata (saranno poi gli stessi personaggi ad autocriticarsi per il fatto di gioire di qualcosa di così orribile). E chi, come Hamida, la giovane opportunista, che cerca fortuna come prostituta, rompendo gli impegni d’amore presi, per lei veramente poco importanti. Tutto questo non può che portare al dramma finale, ma anche di questo il Vicolo si fa beffe e in pochi giorni tutto è passato e tutto resta immobile.
Lo stile di Mahfuz è immersivo e delicato, riuscendo a dipingere Il Cairo nei suoi colori e odori. La gestione dei molti personaggi è fluida e lo stacco tra uno e l’altro non comporta noia o disorientamento, come in altri autori.

9 responses so far

9 Responses to “Vicolo del mortaio”

  1. Raqqashon 01 mar 2007 at 12:30

    Ciao,

    complimenti per questa bella iniziativa. Finisco di esplorare questo nuovo interessante universo di bibliofili e poi vi segnalo ai miei, non tanti, ma affezionati lettori/amici.

    Da un po’ di tempo ho intrapreso una serie di post dedicati ad avvicinare la gente alla poesia in lingua straniera: ovvero propongo delle poesie, in genere in lingua inglese, con annessa traduzione e seguite da un breve commento, redatto senza tecnicismi. Se la cosa vi interessa, visitatemi, e se volete proponete qualche poesia in inglese o spagnolo. In lingua tedesca non garantisco nulla ;)

    Saluti

  2. Systemson 01 mar 2007 at 15:32

    credo nel caos

    dirompente in ogni direzione

    credo negli intenti omicidi della logica

    credo nella solitudine del sole

    credo nel margine

    credo nello sconvolgimento dei sensi

    credo nel panico, selvaggio panico

    credo nella malattia

    credo nel pluriuniverso

    nella forza delle sue infinite combinazioni

    credo nei prossimi cinque minuti

  3. PattyBruceon 05 mar 2007 at 20:23

    Il Cairo, eh? Ma allora lo devo leggere!

  4. PattyBruceon 05 mar 2007 at 20:36

    P.S. Non hai più prelevato il banner dei biblioblogs in formato ridotto. Guarda che più piccolo è molto meglio.

  5. Zeruhuron 05 mar 2007 at 21:55

    ho considerato che il banner attuale riempe bene la colonna del menù, quindi va bene ;)

  6. Raqqashon 07 mar 2007 at 23:13

    Caspita che calorosa accoglienza, neanche un ciao. Bon, buon sentiero.

  7. IsabelleTostinon 08 mar 2007 at 15:56

    Ciao Raqqash, personalmente mi era sfuggito il tuo commento – scusami – e anche gli altri partecipanti non penso l’abbiano fatto apposta, non credi…? ;-)

    Vado a sbirciare il tuo blog.

    A presto.

    Valeria

  8. Raqqashon 08 mar 2007 at 16:05

    Mi bastava un semplice “si ciao”, ho aspettato giorni, il post veniva aggiornato ma zero, ho fatto un ultimo tentativo.

    Mi spiace che gli ultimi tre post non sono letterari, quando torno ne farò altri. Spero troviate qualcosa di interesse :)

    Saluti

  9. Zeruhuron 08 mar 2007 at 18:37

    ciao raqqash, nessuna malizia semplice manchevolezza, ti porgo le mie scuse

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