dic 15 2006

Fahrenheit 451

Published by Zeruhur at 17:53 under Senza categoria

Fahrenheit 451
Ray Bradbury

Oscar Classici Moderni, Mondadori 7.4 €

In un’allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.

Non mi capita spesso di rileggere un libro. I casi si contano sulle dita delle mani. Ma in otto anni passati dalla prima lettura di Fahrenheit 451 non ho mai pensato a una rilettura. Credevo, sbagliando, di ricordare bene l’intreccio. Questa convinzione in realtà era fallata da innumerevoli visioni della versione cinematografica, che ho sempre apprezzato ma che ora ritengo di gran lunga inferiore al romanzo. Il fatto è che non potevo affermare il libro di Bradbury al primo posto della mia personale top ten, avendolo letto a quattordici anni e non avendolo mai ripreso. Così eccoci qui. Se è vero che la trama nel tempo si era sbiadita nella mia mente, il messaggio in genere era ben presente. Ammetto, però, con rammarico di averlo frainteso anni fa.
In Bradbury leggiamo la denuncia sulla possibile negativa evoluzione della nostra società e purtroppo va detto che a distanza di cinquant’anni molto si è avverato. Nel mondo di Fahrenheit 451 non è stato un atto deliberato dello Stato, atto al controllo delle masse, che ha proibito l’uso del mezzo culturale. La società stessa si è posta quel tabù, cercando la semplificazione, la massificazione, nel tentativo di non creare individui infelici che si sentissero diversi, ha gradualmente abbandonato ogni forma di cultura. Lo Stato in questo scenario ha soltanto legittimato un dato di fatto, istituendo i corpi di vigili del fuoco, qui impegnati ad ardere e non a estinguere il fuoco. Si viene così a creare una dottrina dell’anti-cultura, esemplificata nella figura del capitano di Montag: i libri non vengono bruciati in quanto tali, ma per quello che contengono, riflessioni di uomini morti, storie di evasione, tutto l’universo che i libri rappresentano. Chi si avvicina alla lettura, dice il capitano in un delirio di semplificazione, si sente superiore a coloro che non leggono. Perciò la società di Fahrenheit 451 ha deciso di eliminare ogni fonte possibile di diversità, per lasciare i cittadini in una beata incoscienza, che non li rende informati neanche sull’apocalittica guerra che si svolge nelle pagine finali del romanzo.
Dall’altra parte, gli uomini-libro, coloro che hanno mandato a memoria i libri in una società che non permetteva loro di possederli, non si sentono affatto degli eletti. “Tu non sei importante” dice Granger, un uomo-libro, a Montag nelle pagine finali. Anche quando i libri esistevano, aggiunge, la gente li ha rifuggiti creando il sistema attuale. Però è importante che in qualche modo il messaggio che essi contengono venga preservato, lasciando la possibilità di essere scoperto. Quindi Fahreinheit 451 non è un mero inno all’importanza della lettura, ma un inno alla possibilità di scelta, alla libertà.

6 responses so far

6 Responses to “Fahrenheit 451”

  1. PattyBruceon 15 dic 2006 at 22:39

    Non ti so dire quante volte l’ho riletto, ho perso il conto. A volte mi sono domandata: ma se potessi essere una donna-libro, che libro sarei?

  2. Matt82on 18 dic 2006 at 22:55

    Ci sono sempre i classici libri che vengono definiti DELLA VITA. Io ne ho pochissimi, e questo di Bradbury ne è uno.

    Spesso sento chiedere, cosa sia un libro, cosa significhi leggere…io credo che queste due domande, a parer mio, trovino risposte importanti in questo fantastico libro che non è un libro ma UNA VERITA’: senza libri, senza lettura, dove saremmo ora? Senza lettura non ci sarebbe svago, informazione, comunicazione. La società di oggi impronta la sua capacità di comunicare sulla lettura. Bradbury ha scritto un libro che è un INNO alla lettura. E come tale merita di essere definito un vero e proprio MONUMENTO della storia della letteratura planetaria.

  3. Zeruhuron 19 dic 2006 at 12:03

    matt, il discorso di bradbury non è precisamente quello. la sua denuncia sociale è riguardo alla massificazione della società che rinnega la cultura e non meramente alla lettura. il punto di vista di cui parli però è maggiormente presente nella trasposizione di Truffaut

  4. Matt82on 19 dic 2006 at 14:03

    No beh, lo so. Pero’ io ho voluto focalizzarmi sulla lettura, visto che in questo blog si parla principalmente e soprattutto di quello.

  5. Zeruhuron 19 dic 2006 at 14:28

    comunque il film non è male, fraintende un po’ il senso del testo ma tuttosommato è una buona riduzione. Manca di tutta la seconda parte del libro però centra bene il discorso sulla lettura di cui parlavi

  6. Harionon 21 dic 2006 at 14:56

    salve a tutti! Non so se lo sapete,ma FAHRENHEIT 451 sarà presto uno spettacolo teatrale! vi invito tutti a leggere il post sul mio blog(è il primo,che incontrerete giallonitsuka.splinder.com) ho visto oggi,fatalità,la sua “pubblicità” sul programma di rai Tre dedicato al Teatro! (hanno intervistato anche la mitica Isabelle Huppert, la quale ha magistralmente interpretato Erika Kohut de “la pianista”mattone da me letto nel 2005!!) e ho reso nota la notizia! c’è il link al sito direttamente,anche se ho fatto comunque il copi-incolla!

    SALUTI A TUTTI

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