lug 28 2006
La salvezza di Aka
La salvezza di AkaUrsula K. Le Guin
Strade Blu, Mondadori, 12,4 € (disponibile su IBS a 6,2 €)
Sutty, un’osservatrice dell’Ekumene interstellare, è stata assegnata ad Aka, un mondo dominato da un governo azienda che ha come unico fine la produzione e lo sviluppo economico. A questo scopo la monolitica Corporazione di Aka ha bandito tutti i vecchi costumi, cancellando quasi completamente la lingua scritta e le tradizioni. Per Sutty, specializzata in storia e linguistica, si tratta di un incarico senza sbocchi: come può studiare un mondo dove la popolazione sembra non avere ricordo del proprio passato? Del tutto inaspettatamente, però, Sutty riceve il permesso di lasciare la moderna città dove tutti i suoi movimenti sono strettamente controllati e risalire il fiume per cercare gli ultimi residui della cultura originaria di Aka.
Ursula Le Guin ha sempre due pregi: profondità dell’argomento trattato e concisione, asciuttezza del testo. In un mercato in cui ormai ogni romanzo arriva e spesso supera le 500 pagine fino al migliaio e oltre, girando attorno su due concetti, è quasi commovente vedere come questa grande autrice riesca a dire così tanto con così poco.
E’ da premettere che La salvezza di Aka non è un romanzo d’azione, anzi è l’esatto opposto. La Le Guin è sempre stata interessata ad esplorare il lato sociale e sociologico dei mondi che inventa, come trasposizioni di problemi esistenti della nostra realtà. In questo caso in realtà il romanzo è una lunga dissertazione sul sistema religioso di The Telling (questo il titolo originale), letteralmente La Narrazione. Attraverso l’invenzione di un mondo, della sua società e della sua religione, l’autrice disserta ad un tema molto attuale: il contrasto tra scienza e religione, ma con la sua consueta eleganza non cade nella trappola di molti autori (religione "cattiva" e scienza "buona") ma anzi presenta due sistemi sociali in cui in diverso modo entrambi gli aspetti hanno assunto connotati negativi (la religione sulla Terra) e positivi (la religione su Aka). L’ambientazione fantascientifica diviene quindi un mero pretesto e Ursula Le Guin ci regala un altro capolavoro.






