gen 21 2007

scuola in crisi?

Published by Zeruhur at 09:33 under cultura

Leggo, sulla prima pagina di Milano del Corriere, in taglio alto a carattere cubitali, che la scuola è in crisi.
La mia prima reazione è stata, parlando con mia madre lì presente: "Guarda che articolo intelligente" con tono sarcastico. Sono profondamente convinto che i giornalisti siano coinvolti da anni in questa crisi, ma sto divagando.
Il punto è che ho affrontato il discorso, durante il viaggio di andata verso la montagna, neanche un mese fa con mio fratello. Ero rimasto già sconvolto un paio di anni fa quando miei compagni di corso, usciti dal liceo scientifico, non solo ignoravano le maggiori citazioni di latino, ma neppur sapevano cosa fossero le "idi di marzo" o cosa fosse successo nel 1453. Non sto parlando di persone qualunque, ma di ragazzi usciti dal liceo, che però sembravano non averlo frequentato affatto!
Mio fratello sostiene che in realtà gran parte della responsabilità è familiare: se non si abitua una persona sin dall’infanzia a soddisfare la propria curiosità, a parlare in modo corretto, in sostanza a stimolare la sua cultura, difficilmente la scuola di oggi, come quella di ieri, sarà in grado di fare granché. Io sono sostanzialmente d’accordo. Non credo, come espone l’articolo, che il nodo cruciale sia la scuola media inferiore, bensì la famiglia stessa. Forse è ora che i genitori tornino ad essere tali anziché puntare il dito accusatorio contro gli insegnanti, che seppur con i loro indubbi difetti, per la maggior parte svolgono onestamente il proprio lavoro.

5 responses so far

5 Responses to “scuola in crisi?”

  1. Kinsyon 22 gen 2007 at 13:02

    Non sono d’accordo: conosco persone molto istruite che hanno appreso molto andando a scuola e poi studiando da soli, senza il supporto dei genitori.

    Secondo me il problema è della politica: siccome bisogna dimostrare al resto del monto che abbiamo tot. diplomati e tot. laureati, il livello scolastico si è notevolmente abbassato, così da permettere la promozione del maggior numero possibile di alunni, senza che questi siano effettivamente istruiti.

  2. PattyBruceon 22 gen 2007 at 21:43

    Il mio vissuto sta nel mezzo.Non ho avuto la possibilità di studiare alcunchè (ho iniziato a lavorare a 14 anni) e la mia famiglia non mi ha certo incoraggiata nè a leggere nè a studiare, per loro esisteva soltanto il lavoro e la famiglia, e chissenefrega del resto del mondo.

    Malgrado ciò, nella mia vita, la letteratura ed il desiderio di conoscere hanno assunto fin da subito un ruolo di primaria importanza. Senza di essi non avrei potuto sopportare tutto il resto.A quanto pare non ho avuto nè il supporto della scuola nè quello della famiglia.Allora, dove mi colloco io, all’interno di queste teorie (peraltro molto ragionevoli)?

  3. Zeruhuron 22 gen 2007 at 21:54

    una teoria purtroppo è sempre una generalizzazione, esistono i casi limite (per fortuna aggiungo io) di persone eccellenti a discapito dell’ambiente di origine e malgrado l’ostacolo di insegnanti incapaci e indegni di insegnare.

  4. PattyBruceon 22 gen 2007 at 22:38

    Ti dirò che comunque ho un buon ricordo della scuola dell’obbligo. Era (forse c’è ancora) una scuola media della provincia di Milano, piena zeppa di figli di operai, dove però brillavano un paio di professoresse in grado di appassionare noi ragazzi (quasi tutti), catturare la nostra attenzione e farci divertire mentre imparavamo ogni giorno qualcosa in più.Erano (e sono) persone speciali.

  5. Harionon 23 gen 2007 at 13:28

    io ad esempio non sono stata “culturalmente” supportata dai miei genitori, ma ho fatto tutto da sola e grazie alla scuola; stando attentissima e sempre presente alle lezioni di letteratura e filosofia.

    La famiglia ha un ruolo fondamentale nell’educazione ma lo ha altrettanto la scuola visto che i ragazzi(ni) ci passano la maggior parte delle giornate!(e li formano la propria personalità) quindi la colpa sta in entrambi le parti e negli individui stessi, che si fanno “massificare” da questa società orwellina! perchè alla fine è cosi: la scuola ti insegna solo le cose “principali” e superficialmente: sta a te poi andare ad approfondire la cultura personale; ma quanti lo fanno al giorno d’oggi? nessuno, perchè da una parte i valori fondamentali sono stati soppiantati dalla “paura” di rimanere sempre “indietro” coi tempi(e quindi ecco quest’ansia collettiva che porta alla repressione e alla frustrazone) quindi si tande a dare importanza a stupiadaggini anzichè alla cultura! I genitori sono ASSENTI o DIVORZIATI per la maggior parte dei casi quindi i bambini sono sballottolati a destra e manca senza una solida stabilità familiare…quindi in questo caos è difficile focalizzare di chi sia la colpa…prima le donne erano più presenti nella vita dei figli, e quindi questi ultimi venivano seguti con più attenzione; oggi la donna pretende di avere carriera e figli allo stesso modo non riuscendo bene in nessuna dell due cose; i padri non portano più i figli al parco perchè la stanchezza di una settimana di lavoro è più forte!

    la scuola se ne frega se immette nella società individui incapaci: sono elementi in meno pronti a a pagar tasse…scusate lo sfogo,ho scritto un papiro senza fine!!

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