lug 31 2005
mal di lettore
Ahimè faccio di quella minoranza della minoranza che non solo legge ma è anche fortemente ammalata di bibliofilia…
Poche settimane fa ho stilato la mia modesta lista dell’arretrato (accumulato senza controllo negli ultmi 7 anni): ossia laddove compri 5 volumi, tre li leggi, uno lo lasci e uno resta indietro. E’ una statistica un pò empirica ma veritiera. Tantè che il totale della famosa "list" è di circa 70 volumi. Metà dei quali acquistati nell’ultimo anno… Spaventoso! Urgeva una disciplina regolamentare sulla questione perchè stava sfuggendo di mano. Così ora lista in mano mi sono dedicato un pò al nuovo, un pò all’arretrato.
Tra queste una notevole sopresa. Ho acquistato "Il conte di Montecristo" ormai già nel lontano 1998 e per tutti questi anni il volumone mi ha guardato triste dallo scaffale. Non che nel frattempo non abbia letto romanzi ancora più voluminosi, non è la lunghezza a spaventarmi. No, è che con Dumas ho avuto un rapporto di amore-odio da sempre. E alla fine mi sono convinto che i decantati "classici per ragazzi" sono semplicemente romanzi per adulti che un ragazzo (liberissimo di farlo se lo vuole) non riuscirebbe mai a leggere. Per questo ora me lo sto gustando con la dovuta maturità sul groppone. Per dettagliati commenti aspetterò di terminare la lettura. Comunque una notevole e piacevole sorpresa.
Poche settimane fa ho stilato la mia modesta lista dell’arretrato (accumulato senza controllo negli ultmi 7 anni): ossia laddove compri 5 volumi, tre li leggi, uno lo lasci e uno resta indietro. E’ una statistica un pò empirica ma veritiera. Tantè che il totale della famosa "list" è di circa 70 volumi. Metà dei quali acquistati nell’ultimo anno… Spaventoso! Urgeva una disciplina regolamentare sulla questione perchè stava sfuggendo di mano. Così ora lista in mano mi sono dedicato un pò al nuovo, un pò all’arretrato.
Tra queste una notevole sopresa. Ho acquistato "Il conte di Montecristo" ormai già nel lontano 1998 e per tutti questi anni il volumone mi ha guardato triste dallo scaffale. Non che nel frattempo non abbia letto romanzi ancora più voluminosi, non è la lunghezza a spaventarmi. No, è che con Dumas ho avuto un rapporto di amore-odio da sempre. E alla fine mi sono convinto che i decantati "classici per ragazzi" sono semplicemente romanzi per adulti che un ragazzo (liberissimo di farlo se lo vuole) non riuscirebbe mai a leggere. Per questo ora me lo sto gustando con la dovuta maturità sul groppone. Per dettagliati commenti aspetterò di terminare la lettura. Comunque una notevole e piacevole sorpresa.






