apr 11 2009
L’estate torrida
E’ l’estate del 2003 e mi sono appena diplomato. Il caldo umido è allucinante, tanto che i pochi indumenti si appiccicano addosso. L’appartamento è un vero forno e passo le nottate steso sul coprimaterasso, senza lenzuola di alcun tipo. Dentro di me ho una strana mescolanza di amarezza, spossatezza e baldanza. Il mio mondo relazionale per quello che ho conosciuto fin’ora è giunto a un momento di svolta: ho già al mio fianco i test di ingresso per le facoltà di architettura e ingegneria. Voglio iscrivermi a urbanistica a tutti i costi, ma ho deciso di sostenere anche il test di ingegneria civile. Mal che vada dopo il primo anno potrò sempre chiedere il trasferimento di corso. Sono assolutamente convinto della mia scelta.
Per ora però mi godo l’ultima vera estate di vacanza e lo faccio a modo mio. Alcuni adesso si stanno scatenando, sfruttando al limite il loro tempo di neodiplomati. Io invece sono assorto nel mio libro e cerco un impossibile refrigerio sul terrazzo, circondato da piante in vaso, nella penombra del pomeriggio. Mi sono improvvisamente interessato di archeologia e avventura: sto leggendo tutto quello che trovo, romanzi e saggi, sull’antico egitto; sto consumando il nastro de I predatori dell’arca perduta; mi immergo in giochi come Amerzone. Mi godo questo momento unico nella vita.







Questo post mi ricorda tempi passati e forse migliori.
Vivevo in un mondo di sogni ma sapevo esattamente quali erano i miei obiettivi. Subito dopo il diploma, passai un po’ di giorni leggendo Harry Potter and the Order of the Phoenix. Non ricordo cosa feci durante il resto dell’estate.
Ciao
Tempi migliori? Chissà. Mitizziamo spesso il passato, tanto che non ci accorgiamo che non sempre era così rose e fiori. La memoria è una brutta bestia, decide lei cosa ricordare. A rileggere certi stralci del mio diario a volte mi ricredo
In questo hai pienamente ragione: non a caso parlavo di tempi ‘forse’ migliori…E forse no. Di sicuro il passato è più simile al presente di quanto ciascuno di noi sia disposto ad ammettere.
Ti aggiungo anche io tra i link.
Ciao
Ricordo l’estate dopo gli esami di stato: finii tardissimo ero la penultima dell’ultimo gruppo, era luglio inoltrato. A casa avevo usato il salone come stanza studio e c’erano libri schemi fotocopie quaderni e riassunti ovunque e quando dico ovunque intendo ovunque: per terra, su poltrone e divani, sui muri, ogni settore della stanza dedito a una materia e le mie erano davvero molte.
Ricordo che con mio fratello appresso che reggeva una busta,
stracciai tutto esasperata e libera….E’ come sentire un enorme masso che si alza dal proprio petto e ti permette di respirare. Lessi un sacco quell’estate. E avevo un sacco di speranze per l’università e le prospettive future anche alla vista del risultato dell’esame…prospettve scoppiate come una bolla di sapone, ma questa è un’altra (brutta) storia.