Lug 30 2008

Il mare

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Ringrazio Narelen per avermi suggerito la poesia di Bryan Waller Procter di cui pubblico la versione tradotta, anche se consiglio la lettura dell’originale, molto più musicale.

Il Mare! Il Mare! Il Mare aperto!
Blu, puro e sempre libero!
Senza impronta, senza confini,
esso circonda le grandi regioni della terra;
gioca con le nuvole; sfida i cieli;
o giace come una creatura cullata.
Io sono sul Mare! Sono sul Mare!
Io sono dove sempre sarò;
con il blu sopra, e con il blu sotto,
e il silenzio dovunque vada;
Se una tempesta venisse a risvegliare gli abissi,
che importa? Io ondeggerò nel sonno.
Io amo (oh! quanto io amo) cavalcare
la selvaggia spumeggiante e scoppiettante marea,
quando ogni onda matta offusca la luna,
o sibila in alto il suo accordo tempestoso,
e racconta il mondo sottomarino,
e perché soffiano le raffiche di sud-ovest.
Io mai giacqui sulla noiosa docile sponda,
ma amai il grande Mare sempre di più,
e ritornai in volo al suo seno ondeggiante,
come un uccello in cerca del materno nido;
e una madre era, ed è per me;
perché sono nato sull’aperto Mare!
Le onde erano bianche, e rossa l’alba,
nella turbolenta ora in cui nacqui;
e la balena soffiò, si tuffò la focena,
e i delfini rivelarono i loro dorsi dorati;
e mai si fece tanto selvaggio scalpore
nel salutare alla vita un figlio dell’Oceano!
Ho vissuto da allora, in pace e in lotta,
mezzo secolo di vita da marinaio,
con ricchezze da spendere e forza da vendere,
ma mai ho cercato, né desiderato, cambiare;
e la Morte, quando verrà,
dovrà venire sull’immenso sconfinato Mare!


Bryan Waller Procter, 1832

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Lug 28 2008

Ventimila leghe sotto i mari

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Immagine di Ventimila leghe sotto i mari

Ventimila leghe sotto i mari
Jules Verne

Bur, Rizzoli 7.5 €

Una misteriosa creatura marina che affonda navi da guerra di ogni paese, lascoperta di uno straordinario mezzo meccanico - il sommergibile Nautilus -capace di esplorare le profondità degli abissi marini, il suo comandante, ilCapitano Nemo, un uomo nobile e generoso che cela però nell’animo uninsopprimibile desiderio di odio e di vendetta, il professor Arronax, il suoservitore Consiglio e il fiociniere Ned Land. E poi le meraviglie di uncontinente sconosciuto - l’oceano e i suoi abissi - le esplorazioni attraversotutti i mari, le lotte contro mostri spaventosi, la fede in una scienza chedovrebbe offrire all’uomo un progresso inarrestabile, il desiderio di libertàche anima tutti i personaggi del libro.

Jules Verne è considerato uno dei padri dello scientific romance (romanzo scientifico, precursore della fantascienza tout court, anche se termine più applicato all’ambito anglossassone che non d’oltre Manica) e sicuramente il più grande esponente dei Voyages Extraordinaires, i viaggi straordinari.
Quale viaggio più straordinario per antonomasia se non quello del Nautilus? Ventimila leghe sotto i mari è un classico, indiscutibilmente.
La prima metà del romanzo scatena una visione potente e positiva della scienza, per non dire pienamente positivista. La grande macchina mossa dall’elettricità che solca le profondità oceaniche è un’anticipazione straordinaria del ventesimo secolo, unitamente all’ambigua ma affascinante figura di Capitano Nemo.
Un uomo enigmatico ed ermetico, che ha ripudiato la terra per vivere nel mare e delle risorse che esso offre. Bellissima la frase che rivolge al narratore, interepellato sull’amore per il mare: “Sì, l’amo. Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano, è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita al suo fianco [...] Nel mare è la tranquillità suprema. Il mare non appartiene ai despoti, che possono solo esercitare alla sua superficie diritti iniqui e battersi, e divorsarsi, e trasportarvi tutti gli orrori della terra, ma a trenta piedi sotto il suo livello il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce!”
In questa frase è riassunta tutta la figura di Nemo, la sua lucidità e la sua follia.
Se il romanzo superasse di poco la straordinaria prima metà potrei gridare al capolavoro. Purtroppo Verne ha compiuto una scelta diversa, ha prolungato le avventure sotto i mari ancora del doppio, presentando spesso ripetizioni, anche se i viaggi del Nautilus lasciano ancora meravigliati a distanza di un secolo e mezzo.
Il secondo difetto è l’immancabile prosopopea francese che vede Nemo decantare le opere ingegneristiche di De Lesseps, fatto alquanto incoerente con la psicologia di un personaggio che ha abbandonato qualsiasi legame con la terra e le nazionalità.
Passato alla storia come classico di avventura per l’infanzia, Ventimila leghe sotto i mari è sicuramente da riscoprire per il pubblico adulto. La sua fama è immeritata e riduttiva, essendo il testo ricco di riferimenti storici e scientifici che nessun bambino potrei cogliere e fruire.

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Lug 22 2008

Oh Capitano, mio capitano!

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Sì, l’amo. Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano, è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita al suo fianco [...] Nel mare è la tranquillità suprema. Il mare non appartiene ai despoti, che possono solo esercitare alla sua superficie diritti iniqui e battersi, e divorsarsi, e trasportarvi tutti gli orrori della terra, ma a trenta piedi sotto il suo livello il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce!

Come ho fatto a non leggere Ventimila leghe sotto i mari fino ad adesso?!

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Lug 20 2008

Muffin ai mirtilli

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In questa prima domenica di assoluto relax dopo qualche mese, finalmente ho avuto il tempo di dedicarmi di nuovo un po’ alla cucina. Nonostante il caldo semi-africano mi è venuta una voglia incomprensibile di muffin, da accompagnare al té caldo.
Lasciando stare la mia follia conclamata, qui sopra potete vedere il risultato, che vi assicuro ha un sapore delizioso. Riporto la ricetta, che avevo trovato su internet tempo fa ma di cui non ho conservato la fonte, mi scuso pertanto per la colpevole omissione:

Ingredienti

200g di farina autolievitante (caldamente consigliata)

140g di zucchero

85g di burro fuso

2 uova intere

200ml di latte (io ho usato il latte di riso, assicuro il risultato anche in questo caso)

mirtilli in sciroppo a piacere

Preparazione

Scaldare il forno a 200°C. Mescolare per primi gli ingredienti umidi (uova, latte e burro) e quindi aggiungere farina e zucchero. Il composto dev’essere amalgamato, ma non lavorato troppo, pena muffin duri come il marmo. Pochi secondi a velocità moderata con le fruste elettriche sono più che sufficienti. Mescolare infine i mirtilli.
Porre il composto in stampi da muffin (teglie con alloggi cilindrici, piuttosto grandi se possibile) a 3/4 dello stampo. Infornare per 15/18 minuti, lasciare raffreddare e servire tiepidi.

Per quanto non abbia mai assaggiato muffin preparati da anglosassoni, posso dire che il risultato è del tutto confrontabile a quello ottenuto in passato con i preparati americani. Solo che sapere di averli preparati personalmente da molto più gusto al dolcetto :D

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Lug 18 2008

Lively, 9 giorni dopo

Published by Zeruhur under lively, tecnologia, web 20

Bilancio di una settimana e mezzo: un fallimento. Esaurito l’effetto lancio, ho notato come le stanze da me create sono sempre deserte. Ovviamente ho tentato un esperimento azzardato, riferendomi a comunità già di per sé risicate.
Quello che appariva evidente però dai primi momenti di utilizzo si è confermato: Lively soffre della sindrome della chat room. Non è capace di creare un nuovo livello di interazione, al di là della prospettiva “giocosa” e la scelta di limitare il mondo a una stanza non favorisce forme di comunicazione tra le varie stanze.
Nulla più di una stanza 3d, con tutti i contro tipici delle chat. A questo punto perché non tornare al testuale?

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