Feb
27
2008
Oggi ho deciso di tirarmi addosso un po’ di guai e di parlare del Manzoni. O meglio, dei Promessi sposi. Per gli italiani l’argomento è un po’ spinoso, quindi tentiamo di decontestualizzare, prendiamolo per quello che è: un romanzo storico. Rinunciamo anche a tutte le interpretazioni con cui qualsiasi studente italiano del secondo anno di superiori è vessato, costretto a mandare a memoria e ripetere. Lasciamo da parte le considerazioni sul parallelo tra dominazione spagnola seicentesca e austriaca ottecentesca, per esempio.
State al gioco? Cosa ci resta? Un romanzo storico. Incomincia malino, il Manzoni è un paraculo, si nasconde dietro al suo anonimo (lo farà anche Eco, si sa, anzi lui addirittura si para dietro ben tre stesure stratificate). Poi continua peggio, plagia Walter Scott e il suo Ivanhoe, se non ci credete leggete qui:
Nel ridente distretto della felice Inghilterra bagnato dal fiume Don, si estendeva anticamente una vasta foresta che ricopriva gran parte delle belle colline e vallate situate tra Sheffield e l’amena cittadina di Doncaster. I resti di quella grande foresta si possono ancora vedere nelle residenze avite di Wentworth, di Warncliffe Park e intorno a Rotherham. Qui infuriava un tempo il favoloso Drago di Wantley, qui furono combattute molte delle più sanguinose battaglie della Guerra delle due rose, e qui ancora prosperavano anticamente quelle bande di intrepidi fuorilegge le cui imprese sono state immortalate nelle canzoni d’Inghilterra.
(Traduzione: Marco Papi e Clara Ghibellini)
Suona familiare? Infatti, è così. Per il resto se dovessi scrivere una recensione de I promessi sposi, come di ogni altro libro degli ultimi due anni, direi che è un bel feulleitton, con elementi di cappa e spada, con qualche incertezza grammaticale, alcuni personaggi memorabili, due protagonisti del tutto trascurabili e troppa divina provvidenza nel mezzo.
Ora che ho avviato la polemica, siete liberi di crocefiggermi
Feb
25
2008
American Gods
Neil Gaiman
Piccola Biblioteca Oscar, Mondadori 9.4 €
Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday: Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.
Neil Gaiman si conferma tra i più innovativi scrittori di letteratura fantastica con questo atipico e complesso romanzo.
Come già in Nessun dove è manifesto un lavoro eccezionale di accurata ricerca e rielaborazione di mitologie classiche e personali. Per affrontare la lettura di American Gods è bene avere un’infarinatura delle maggiori mitologie, giacché gli dei pagani sono letteralmente protagonisti di questo romanzo e non avere i riferimenti necessari per capire chi si muove sul palcoscenico di Gaiman è penalizzante. Per il resto dato che l’accuratezza dello scrittore inglese è meticolosa, tenere a portaa di mano una buona enciclopedia per approfondire gli argomenti non è un’idea malvagia.
Le regole del gioco di American Gods sono:
1) gli dei esistono realmente, come proiezioni del credo dei popoli e sono più forti tanto essi li adorano
2) un popolo che migra porta con se i propri dei
3) l’America non è il luogo per nessun dio
Così Gaiman ci presenta gli dei, bloccati nel nuovo mondo dopo essere stati abbandonati dai loro adoratori in cambio di dei più moderni (la televisione, i media, i fast-food…) e sono costretti a vivere di espedienti e di lavori più umili.
Lo scontro tra vecchi e nuovi dei è inevitabile e coinvolto in eventi fuori dal suo controllo e dalla sua comprensione si ritrova il protagonista del romanzo, ingaggiato niente di meno che da Odino.
American Gods è un romanzo sicuramente rivolto a un pubblico adulto, caratterizzato da una vena macabra e gotica (come Nessun dove d’altronde) che lo ascrive al confuso genere new weirde, con tanto di morti che escono dalla tomba (lettore avvisato mezzo salvato).
A volte la sensazione che alcune situazioni siano superflue è forte e la mole del libro rispetto agli eventi narrati è in parte penalizzante, probabilmente sarebbe bastato rendere il testo più asciutto. Tuttavia il complesso e riuscitissimo finale e le dissertazioni filosofico-mitologiche valgono la lettura. American Gods è da considerarsi sicuramente una pietra miliare ma non un capolavoro.
Feb
21
2008
Da tempo ero tormentato da un’idea, quella di creare uno spazio di incontro e scambio per tutti i bibliobloggers, la piccola blogosfera che negli ultimi due anni si è creata, una rete informale di bibliofili che hanno fatto della lettura il tema principale del proprio blog.
Ne ho discusso a lungo anche con Arianna, poi ho deciso che era necessario rischiare, senza rimuginare, senza aspettare ancora.
Così sono lieto di annunciarvi (con tanto di tremore alla mani) la nascita di Italia Bibliobloggers (che ho per comodità e brevità vezzeggiato come BibLogs), un piccolo social network in cui spero tutti gli amici bibliofili saranno felici di raggiungermi.
Il progetto è ancora veramente embrionale, perché spero che insieme sapremo farlo crescere. Per ora l’ossatura c’è tutta e tra le tante funzioni offerte da Ning (la piattaforma che ci ospita) abbiamo:
1) un forum
2) la possibilità di creare sottogruppi (ad esempio per i gruppi di lettura, o i gruppi di localizzazione geografica, ma veramente queste cose le lascio al vostro sfizio)
3) archivio video, foto e musica
4) profili personali integrabili con i widget desiderati
5) dei mini-blog (che pensavo utilizzabili o meno, comunque per scrivere degli articoli, perché no)
6) last but not least, la pagina di feed con tutti gli ultimi aggiornamenti dai nostri blog
Insomma vi aspetto e spero che questo luogo virtuale nostro diventi qualcosa di vivo
Visita BibLogs
Feb
18
2008
Continuo a essere in crisi creativa, per cui vi posto un altro video di utilità, del mitico Lee LeFever, questa volta sui wiki, buona visione
Feb
12
2008
Mi sto rendendo conto che veramente pochi blogger italiani sanno utilizzare i feed, comodo strumento per ricevere gli aggiornamenti dai nostri siti preferiti, questo video potrebbe essere d’aiuto