Archive for Giugno, 2006

Giu 29 2006

ancora un nuovo cottage

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Il template mi era venuto alla noia, molto simpatico però non si può continuare così per sempre…Quindi ho dato un mano di verde!

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Giu 27 2006

the sea

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Giu 24 2006

la mattina prima della notte bianca

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Stanotte a Milano festeggia l’inizio dell’estate come ci si può aspettare dalla decadente società occidentale.
Per me la giornata è iniziata troppo presto, a causa della sveglia lasciata impostata da mio padre (che non è qui ovviamente). Così con sei ore di sonno sulle spalle, del tutto insufficienti per il sottoscritto, affronto con affanno questo sabato.

l’angolo dello spasso:
ore 8.04 (venti minuti dopo la sveglia), sms:
"scusami x ieri c’era lui. spero che si sia svegliato. fammi sapere"
ma chi cazzo sei?

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Giu 17 2006

nuova categoria

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Negli oltre due anni passati dall’apertura di questo blog ogni tanto ho parlato di Milano, dalla mia prospettiva, che forse può sembrare un pò romantica. Io amo la mia città. Pare tanto brutta dall’esterno eppure chi vi abita può forse capire i miei sentimenti per un luogo dove è vero che regnano traffico, sporcizia e smog, ma è anche una città dalle magnifiche testimonianze storiche e che offre bellissimi scorci o occasioni di riflessione, anche sui suoi difetti, perché no?
Quindi ho aggiunto il tag "milano" tra quelli già presenti nel blog.

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Giu 17 2006

La metro in superficie

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Cambiare prospettiva. Nel mio lavoro in cui l’osservazione è spesso fondamentale, il cambio di prospettiva assume una certa rilevanza. Ma osservare per me è anche un atto puramente contemplativo, mi piace farlo ogni volta che ne ho l’occasione e non solo per motivi di studio.
Per questo oggi mentre tornavo dal centro, ho deciso di non scendere alla mia solita fermata del metro. Volevo vedere ancora una volta, come ho fatto raramente, come cambiasse usare la metropolitana quando il treno sbuca in superficie. L’ho fatto solo per vedere come apparisse la carrozza illuminata dalla luce del giorno. Poi preso dalle mie meditazioni, ossia pensando di scrivere già queste parole, ho deciso di proseguire fin dove il mio biglietto a tariffa urbana mi permetteva. La stazione in questione, Cascina Gobba, è particolare, una delle poche ad avere quattro binari anzichè due. La prima cosa che ho notato aspettando il treno di ritorno è come sia diverso rispetto all’attesa in galleria. Non si sente il tipico suono di aria compressa che preannuncia il treno sottoterra e quasi sbuca sul binario senza che ci si accorga.
Ma la carrozza sulla quale sono salito era incredibilmente calda e pervasa dal odori maleodoranti. Quindi sono sceso alla stazione successiva. Attendere il treno a lungo in superficie è molto diverso. Ho notato un ragazzo che fumava e telefonava al cellulare, mentre ovviamente sottoterra è impossibile fare l’una e l’altra cosa. Le distrazioni sono maggiori: si odono le automobili scorrere a grande velocità sulla strada che costeggia i binari, si è accarezzati da vento ed è possibile vedere le fronde ondeggiare. E’ decisamente più gradevole, almeno per me.

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