Gen 31 2006
the man and the snow

Gen 30 2006
Metropolitana.
E’ ciò che distingue la metropoli dalla città ordinaria. Decine di chilometri di binardi che si stendono sottoterra in gallerie buie, illuminate a tratti da vetuste lampade al neon.
Quando le carrozze sono quasi vuote, mi provocano strane sensazioni. Amo lo sferragliare dei treni.
Osservo le espressioni degli altri viaggiatori
Un uomo sta sulle sue, con espressione seria. Indossa una giacca a vento e un berretto con visiera, sopra gli occhiali dalle lenti squadrate.
Sale un gruppo di sudamericani, due donne e un uomo che indossa uno strano cappello. Colorano l’ambiente.
Scendo dal treno, la stazione è deserta, l’unico suono è il cigolare della scala mobile. Esco immergendomi nell’oscurità della notte, le strane sono inzaccherate da cumuli di neve semidisciolta e carta di quotidiani e volantini resi poltiglia.
All’angolo, fuori dal bar, c’è un gruppo di persone, forse appena uscite dall’aperitivo.
Alla fermata vedo il mio bus, corro alla fermata successiva per intercettarlo ma è perso. Poi capisco che non è quello giusto, infatti mi passa davanti pochi istanti dopo, sono bloccato dal semaforo. Impreco.
Un minuto dopo, mentre sono fermo alla fermata a scrivere parte di queste parole, arriva un altro bus della stessa linea, evidentemente in ritardo. Salgo e continuo a scrivere, ma tutto trema alle buche della strada. Per finire questo pezzo mi siedo alla fermata alla quale scendo.
Prima di proseguire a piedi.
Gen 28 2006