Mag
31
2004
A volte scrivere è quello che resta di tutta una pessima giornata. Oggi è stata una pessima giornata. A volte ci illudiamo di conoscere delle persone e quando scopriamo come esse sono davvero stiamo ancora più male perchè forse ci siamo aperte con loro e le pensavamo amiche. Purtroppo così non è. Ancora una volta sono stato deluso e in un certo senso tradito. E resta solo l’amarezza e neanche la rabbia…
E ora che sia la sera e il canto delle rondini a sciogliere nel passato le tristezze del presente…
Mag
19
2004
Inevitabilmente a volte tornano alla memoria brutti ricordi. La morte di mio nonno quando ero piccolo non è un ricordo ricorrente. Il ricordo ricorrente è lui, il mio gentile e carissimo nonno che un giorno di settembre ci lasciò per sempre. Ero tornato da poco da scuola e aspettavamo mio fratello di ritorno dal liceo. Ero seduto sul divano davanti alla TV in attesa del pranzo quando squillò il telefono. Io non ho mai saputo cosa disse mia nonna alla mamma al telefono. Credo che fosse disperata. Il nonno stava male ed era ricoverato d’urgenza. Nel giro di un’ora i miei genitori salirono in macchina per raggiungere la Liguria. Solo dopo scoprii che il nonno morì praticamente nel momento che loro lasciavano Milano. Per tutti i giorni nel quale restarono via per organizzare i funerali a me fu detto solamente che “il nonno sta molto male”. Solo al loro ritorno, ero sceso ai box per andare incontro, in ascensore la verità mi schiacciò sotto il suo peso. Penso che la morte del nonno e la malattia dell’altro nonno mi abbiano segnato nel profondo. Non sono mai stato un bambino molto spensierato da quel momento in poi.
Del nonno ho dei magnifici ricordi, soprattutto le passeggiate in campagna e la sua dolcezza. Non mi ricordo la sua voce ed è la cosa che mi dispiace di più. Mi ricordo molto di lui ma la sua voce purtroppo mi è stata negata nei ricordi. Ho ancora una foto in cui avrò 3 anni forse, in cui con addosso il suo cappello che adoravo, lo abbraccio con la tenerezza di cui solo un bambino è capace. Quando vedo quella foto piango. Non ho potuto parlare da adulto con nessuno di loro due, avrei voluto tanto sentire cose che non si possono raccontare ad un bambino e avrei voluto respirare parte della loro cultura e saggezza, cosa che a mio fratello e ai miei cugini non è stata negata.
Di mio nonno materno ho potuto praticamente conoscere solo la malattia e quando ci ha lasciato lo scorso anno non sono potuto andare all’estremo saluto perchè bloccato dagli esami. Non è giusto. Mi mancano