Archive for Febbraio, 2004

Feb 29 2004

domenica, febbraio 29, 2004

Published by Zeruhur under tears in rain

Oggi è già domani. Bellissimo. Non sono riuscito a scrivere ancora una frase nel corso di sabato che è già domenica. La giornata si è svolta in modo tranquillo. Ossia torpore assoluto. Poi alle 15.50 mi viene lo scazzo di guardare il sito della TEA e cosa scopro? E’ uscito il libro che aspettavo da 1 mese e allora praticamente mi sbatto fuori di casa e corro a prenderlo per sfruttare ancora lo sconto alla libreria di fiducia. Dopo aver agguantato bramosamente la mia copia abilmente occultata tentenno per una buona mezz’ora per decidere se prendere qualche altro libro entrando stiracchiatamente nel mio budget di 11,50 euro. Poi opto per il singolo libro e penso: “mah si facciamocela a piedi”. Ma il freddo domina la città e non c’è speranza di arrivare a casa se non in stato di avanzato congelamento. E così per non fare la fine di uno che ha attraversato la tormenta di neve sugli Hellers di Darkover, mi infilo in metropolitana manco fosse la tomba di Tutankhamon e io fossi Carter e sento soavi note sincopate tipiche del jazz. Jazz in metro?! Un concerto jazz in metro!!! Beh me ne sto lì una mezz’oretta abbondante. Terzetto di pianoforte, batteria e contrabasso. Bravissimi. Poi riprendo la strada di casa mezzo congelato. Arrivato la comica al citofono: c’è un tizio della scala a fianco che non ha risposta e mi fa “provi lei” (quel lei è stato bellissimo, non mi riconoscono più manco nel mio palazzo). Provo a suonare e risponde una voce neutra che potrebbe essere chiunque “chi è?” “roberto” “e chi è roberto??!!” In pratica la chiamata precedente era ancora attiva. Vabbè arrivo a casa e non c’è nessuno… Effetto particella di sodio. Mi ficco sotto la coperta stracongelato e mi bevo una tazza fumante di intruglio caffè-cioccolata con miele ed inizio il libro. Non c’è speranza: arrivano i miei e mi interrompono una decina di volte con azioni di varia natura. Rassegnato mi accingo al tavolo per il convivio serale (altrimenti detta cena): coniglio e peperoni e un buon chianti (ma fegato umano e piatto di fave erano più indicati). Tutto ottimo. Mi ritiro nella mia ala del castello casalingo per continuare la lettura. Non c’è speranza: mi abiocco sul libro. Mi risveglio un’ora dopo stordito. 22.30: pessimo orario per fare un pisolino. Apro il computer e trovo qualcuno con cui parlare. Molto bene. La notte sarà ancora lunga temo…

No responses yet

Feb 27 2004

venerdì, febbraio 27, 2004

Published by Zeruhur under tears in rain

La mia camera vorrebbe essere in stile coloniale. Metto il condizionale perchè propriamente i mobili non lo sono, solo l’oggettistica e presto i quadri. Da quando mio fratello se n’è andato di casa e si è liberato diciamo un due terzi di camera (l’altro terzo è perennemente occupato dai libri di cucina e dai cappotti di mia madre, oltre che alle cartecce da ufficio di mio padre) ho cercato di rendere il tutto più caldo, leggero e sobrio. Questo ovviamente disordine permettendo, perchè sono mooolto disordinato e nonostante quel “vorrebbe” poi la camera è invasa dai miei pacchi di cartacce oltre a quelli di mio padre. Evvabè… Comunque sia la scorsa estate sono riuscito ad elminare l’orribilissimo tappeto della mia infanzia, coloratissimo con delle case, con una economica e ruvida stuoia. La lampada a molla che ho sempre odiato è stata sostituita con una bellissima di carta di riso. Poi ho completato con l’angolo degli incensi. Di recente ho anche preso un bellissimo elefantino di legno, delle maschere africane e presto saranno pronte le stampe.

Perchè scrivo tutto questo? In realtà per induzione: stavo ascoltando una canzone di Mark Knopfler, Sailig to Philadelphia, e mi è venuto in mente che invece vorrei che la casa di mare la farei molto sullo stile marinaresco, con stampe a tema e qualche suppelletile in stile “galeone”. Ma ho a sfavore molti punti su questa tesi: intanto la casa non è per niente mia, poi è stata arredata in stile schifoso salotto vittoriano dalla mia sclerotica nonnina e temo che da quell’orrido arredo non ci liberemo mai… Non è detto che un giorno però non si riesca a fare qualcosa…

Non vorrei aver dato l’impressione sbagliata con questo blog. Non è un blog solo di riflessione e compianto. Il suo titolo è un tributo a un film che amo, il concetto di “lacrima nella pioggia” è sinonimo di “momento”. In un momento una persona può essere gioiosa e triste, serena e malinconica. Sono milione le sfumature opposte del nostro animo. Quindi ci sono momenti in cui mi va di scherzare, altri in cui voglio solo sfogare la mia sfrustrazione, magari per una giornata negativa come ieri. Questo blog è solo un diario, non è alta filosofia

No responses yet

Feb 26 2004

giovedì, febbraio 26, 2004

Published by Zeruhur under tears in rain

Vorrei tanto sapere poi quali delle persone che conosco ha un reale interesse per me, perchè giuro io non lo so. Qui sono ai limiti della paranoia cospirativa (notare che per farmi venire in mente “cospirativa” ho dovuto pensare per 30 secondi buoni). Non posso piangere ma lo vorrei tanto

Sto blog del c***o ha appena cancellato tutto il mio post di sfogo di prima, io sono terribilmente schifato… Riassumo in due parole: mi sento solo, solo e ancora solo. Sento di non aver combinato nulla di buono negli ultimi 4 anni, è come se fossi ancora al punto di partenza. Ok, sono diventato un adulto. Cerco di essere sempre su per gli altri, perchè in qualche modo sento che se mi mostrassi debole tutto il sistema mi cadrebbe addosso. Ho assunto una certa ironia distaccata e non è che finga, ma in questo momento so che non riuscirei ad averla. Ho perso un sacco di persone a cui tenevo, il fatto è che loro non tenevano a me. Per cui mi sembra che non sia importante e che se scomparissi in fondo veramente pochi lo noterebbero. Basta sono stanco…

No responses yet

Feb 26 2004

giovedì, febbraio 26, 2004

Published by Zeruhur under tears in rain

Stamattina la sveglia suona regolarmente alle ore 8.30 e nel dormiveglia già sorge lo scazzo: no, non mi alzo a questa cacchio di ora. Spengo e dormo per un’altra mezz’ora. Almeno mi illudo di poterlo fare. Ore 8.45: mia madre entra nella stanza. “Roberto ma non dovevi vederti con Luca sono le 9″ (effetti della dilatazione del tempo dovuti a relatività speciale della mia camera si vede) La ignoro e tiro le ore 9 (per mia madre erano sicuramente le 9 e un quarto). Mi butto letteralmente giù dal letto e mi trascino in cucina. Apro sbadatamente la dispensa e tiro fuori il barattolo di Nescafè e la mitica tazza rossa. Non faccio a tempo a versare l’acqua bollete che mia madre entra in cucina si siede e fa: “Brutte notizie per tuo cugino”. Io sono ancora decisamente più da Morfeo che in questo mondo e assumo la faccia sveglia di chi sta dormendo. Farfuglio qualcosa tipo un intelligente “Ehh???”. “Patrizia l’ha lasciato [la ex ragazza di mio cugino, a quanto pare]” Mi riscuoto dal torpore e parte la mia invettiva di quindici minuti sullo stile “ma non si salva nessuno porco spino”. Mi butto in strada per raggiungere la metropolitana. Un’altra giornata ha inizio

Ore 9.45 arrivo in corso Buenos Aires, stazione di Lima. Luca è già li ad aspettarmi imbacuccato in tre chili di sciarpe e cappelli. Le 2 ore con cui passano piacevolmente tra sketch di varia natura compresa una finta azione da SWAT dentro la libreria deserta. Ci divertiamo con poco. Lui parte per Praga e io come al solito me ne sto a muffire qui. Voglio andare in Egitto. Sfrutto ancora lo sconto del 30% alla mia libreria di fiducia per prendere un paio di libri di Wilbur Smith per mia madre (patetica scusa, poi li leggo io, quanto sono perfido)

La giornata non è incominciata bene…

No responses yet

Feb 25 2004

mercoledì, febbraio 25, 2004

Published by Zeruhur under tears in rain

Qualunque cosa scriverò non potrà essere usata contro di me in tribunale. Sono in uno stato a dir poco catatonico indotto dalle scarse ore di sonno. Primo assioma: mai dire di sì ad un amico che vuole vederti alle nove e mezza di mattina un giorno di vacanza. Postulato: non dovevo tirare le tre di notte per leggere un libro che potevo leggere di giorno. Tesi: sono un cretino. Già nessun essere intelligente che conosca farebbe come me, almeno non sapendo che il giorno dopo devi svegliarti all’alba (si fa per dire relativamente, ovvio). Secondo assioma: se il tuo amico ti invita per la prima mattinata in un giorno dalla temperatura media di 2 gradi centigradi, rifiuta l’invito. Ho scoperto di soffrire tremendamente il freddo. Per dirla tutta: sto diventando vecchio. Uhm naaaa, non ho neanche vent’anni che crispios dico… Sarà comunque una volta stavo meglio durante la stagione fredda. Ora ho voglia di sole e di mare, di un cuba libre ghiacciato (anche una capirnha va bene..) e beh già che ci siamo una cubana coordinata non ci starebbe male. Scherzo. Che bello scrivere stronzate.

Sogno l’Egitto. Non di notte però. Sogno (leggasi spero) di poterci andare. Non vorrei ritrovarmi deluso da questa speranza. Non tanto perchè potrei non andarci (tanto a meno che non mi caschi un vaso in testa e rimanga sul colpo nessuno mi impedirà di farlo prima o poi) ma perchè arrivato lì potrei vedere sfumate le mie romantiche (come al solito) illusioni. Uhm no dai non credo sia possibile, l’Egitto è l’Egitto!

Irlanda, qualche migliaio di chilometri a nord ovest. Lì ci sono stato, lì non ho sognato, ho vissuto. Una terra incantata e non credo che gli anni passati potrebbero farmi cambiare idea, o fa svanire il ricordo. Ci sono poi ricordi di quel viaggio che è meglio non far riaffiorare perchè brrr bleaaah (ma non riguardano l’Irlanda ma la compagnia)

Au revoir (piccola nota: detesto la Francia)

No responses yet

Next »