Giu 05 2008
In difesa dell’e-book
In questo periodo sarò un po’ monotematico, dato il mio recente acquisto. Sapevo dell’avversione del libro elettronico da parte dei bibliofili accaniti, ma non avrei immaginato certe reazioni prima del recente commento di SoleLuna (in calce all’articolo sopracitato).
Ok, prima di tutto va detto che parte di ciò che vado a dire è influenzato e ispirato dalla lettura dell’E-book Manifesto di Cory Doctorow, liberamente scaricabile in italiano qui. Una lettura che consiglio a tutti, seppure sia ovviamente un punto di vista (quindi condivisibile o meno) di una singola persona, Doctorow apporta argomentazioni logiche e documentate e può fare chiarezza nelle menti confuse.
Innanzitutto va detto che io non ritengo gli e-book nemici del libro.
Sarebbe come dire che il dvd è nemico del cinema. Certo, qualcuno vorrebbe farcelo credere, ma alla fine parliamo dello stesso contenuto fruito in maniera differente e non ho conosciuto appassionato di cinema che ritenga i dvd il male.
E’ sbagliato, nel modo più assoluto, confondere supporto con contenuto, è un ragionamento capzioso.
La frase di SoleLuna mi ha sconcertato: gli e-book uccideranno i libri?! Ma stiamo parlando del libro inteso come concetto e contenuto o del libro come oggetto fisico?
Parentesi: il motivo per cui fino ad oggi ho ritenuto che gli e-book fossero un pessimo supporto era causato dalla loro mancanza di praticità e affaticamento provocato dalla lettura a monitor. Ora che esistono dispositivi come quello da me acquistato, che sfruttano la tecnologia e-paper (rende lo schermo con un contrasto pari alla carta stampata) il problema non sussiste ulteriormente. Potranno essere migliorati i dispositivi, ma sostanzialmente è aperta l’era dell’e-book pratico e leggibile (come qualche anno fa fu aperta quella dell’mp3).
Per me fondamentalmente un libro è un contenuto non un formato.
Paradossalmente chi mi conosce sa che sono un collezionista e cacciatore di bancarelle. In questo caso però si parla del libro-oggetto, per cui ho una sacra riverenza, ma non diversa dalla filatelia o collezionismi di vario tipo.
I libri però sono fondamentalmente veicoli di idee e in questo il nuovo supporto, l’e-book, potrebbe dare una svolta decisiva alla loro diffusione. Basti pensare a quanto materiale non coperto da copyright viene pagato a peso d’oro, come o forse più di un romanzo pubblicato pochi anni fa. Vi sfido a trovare un’edizione di Salgari che non costi almeno 10 euro. Accidenti Salgari può essere distribuito gratuitamente! Questo è ostacolo alla diffusione culturale, non possiamo trincerarci nel feticismo della carta. Spero che seguiranno altre considerazioni, soprattutto nei commenti da parte degli amici bibliofili









bellissimo post, sono d’accordissimo!!!!
Non potrei essere più d’accordo. L’ebook è solo un modo (relativamente) nuovo per distribuire contenuti, e come tale non può che facilitare la diffusione degli stessi.
I timori credo riguardino la pissibilità che il formato elettronico soppianti completamente quello cartaceo. Timori che personalmente ritengo del tutto infondati. Io stesso, sebbene convinto sostenitore degli ebook, continuo e continuerò sempre ad acquistare in formato cartaceo i libri cui tengo particolarmente.
Il commento di SoleLuna è da gente segaiola, da gente che compra il libro più per riempire la libreia e quindi mostrarla ad amici e parenti e far vedere così che si è intellettuali, più che per il puro gusto di leggere una storia o un saggio e così via.
Se quello che ha scritto è/sarà vero, cioè che “gli e-book porteranno i libri alla rovina” (qualsiasi cosa voglia dire, mi piacerebbe che venisse qua a spiegarla bene quella frase), allora sarebbero dovuti morire da un pezzo pure i cd. Tralasciando il fatto che non vedo nulla di male e mostruoso se la carta verrà sostituita completamente dalla tecnologia, come nessuno ha mai visto nulla di male e mostruoso quando i vinili vennero sostituiti dalle musicassette, come nessuno ha mai visto nulla di male e mostruoso quando le musicassette sono state sostituite dai cd, come nessuno ha mai visto di male e mostruoso quando i cd sono stati “accompagnati” dai semplici file mp3 (ricordando il “piccolo” particolare che grazie alla semplicità degli mp3 che sta nel poter essere scaricari singolarmente, quindi non tutto il cd per forza, a massimo un euro, il mondo della musica ha fatto notevoli entrate in un periodo dove è nettamente in crisi.)
L’unica cosa è che non si potrà più dire, nel caso la carta verrà completamente sostituita, è “quanto mi piace l’odore della colla e della carta nuova” con aria romantica, ma come ho detto ad inizio commeto, questo è più da segaioli che da lettori.
Ah, e ancora di meno vedo qualcosa di male e mostruoso nel portare gli e-book nelle scuole e nelle università, come non vedo nulla di male e mostruoso portare i pc.
1)Innanzitutto, complimenti per la finezza: prima di dare alla gente del “segaiolo/a” pensaci due volte, cortesemente.
2)Gli e-book porteranno i libri alla rovina,per mia UMILISSIMA OPINIONE, in quanto li renderanno privi della loro anima, impediranno al lettore di sfiorare le pagine, annusare profumi, creare un rapporto unico ed irripetibile con una storia (la tecnologia è fredda, quasi glaciale, direi).
Ah, ti avviso subito che faccio questo discorso, perchè ho come abitudine quella di non prendere in prestito i libri dalla biblioteca (che, comunque, ritengo utilissima, anzi essenziale), ma di comprarli, e non per mostrare al mondo quanto sia acculturata (lungi da me), ma per motivi che non saresti neanche in grado di comprendere, perchè legati troppo alla mia persona.
4)Sono sempre stata anacronistica, che ci vuoi fare: vorrei vivere in altri periodi storici. Non per questo sono contro alla tecnologia e al progresso. Il problema, come ti ho già spiegato, è che l’ebook per me non è affatto un progresso. Una cura ad una malattia è un progresso, la lavatrice è progresso e chi più ne ha più ne metta. Anche il computer, ovviamente, è un progresso. Ma non posso tollerare l’idea che esso schiacci completamente la figura del libro, con ogni sua peculiarità e valore.
5)Chi non conosce le persone, EVITI DI GIUDICARLE.
Ps: Se non capisci il valore del libro su carta: non sai cosa ti perdi. Te li lascio tutti, i tuoi e.book.
Ps2: dedicare un intero post al mio commento, forse non era necessario.
SoleLuna, ma mi devi spiegare una cosa: per te l’anima di un libro è ciò che c’è scritto o la presenza o meno della copertina rigida e la qualità della carta?
Perchè di questo si parla, come c’è pure scritto sul post.
Per me andrebbe benissimo leggere il “Faust” anche sui tovagliolini di carta, o sentirlo recitato da qualcuno, oppure letto a puntate su un quotidiano di infima carta con l’odore di petrolio, resterà per sempre un buon libro che adoro. Non mi frega nulla del supporto, è una cosa totalmente secondaria per un lettore, per uno a cui piace leggere.
Avere la libreria piena di libri? È per pura comodità, dovrebbe essere principalmente per quello, per avere i libri che t’interessano sempre alla portata di mano senza doverti spostare per andare in biblioteca e doverli restituire dopo un breve periodo, la storia di vederli lì belli in fila e ogni tanto andare ed annusarli? Tutta cosa da gente che se la mena, te lo ripeto. Una cosa del genere dovrebbe essere solo secondaria e di molto anche, proprio da fare per sfizio, quando non hai di meglio da fare, non dire che è quella l’anima del libro perchè allora mi sento tutto il dovere di dire che tu non hai capito nulla in questo caso, sul serio.
Hai un concetto di letteratura completamente sfasato, perchè allora guai a te se dici che leggi i quotidiani online, o legi wikipedia, o leggi anche solo i blog. Saresti completamente incoerente e ancora di meno da prendere sul serio. Ma sono molto propenso a dire che per te la lettura è solamente il libro con dentro un romanzo, proprio per questo ti dico che hai un concetto di letteratura completamente fuori posto.
Dici che l’ebook non è affatto un progresso, da qui deduco che tu non abbia la minima idea di cosa sia la licenza Creative Commons, impegnata come sei ad annusare i libri. Se lo sapessi, invece di dire quello che hai detto, diresti che grazie all’ ebook questa licenza potrà avere una grande possibilità di andare avanti e avere sempre più successo.
Poi certo, ognuno parla secondo le proprie opinioni e convinzioni, ma mi permetto di dire che la tua opinione verso gli ebook vale un’acca e che è per giunta idiota se la difendi dicendo solamente e semplicemente “porteranno i libri alla rovina, [...] li renderanno privi della loro anima”. Qualsiasi cosa voglia dire, ripeto che mi sfugge ancora cosa è per te l’anima di un libro.
E poi questa cosa de “la tecnologia è fredda”.
Dio mio, nemmeno fossimo negli anni ‘50, ma neanche.
Immagino che tu con “fredda” intenda priva di calore umano, di sentimenti e via così dicendo, ti dico questo perchè mica sei l’unica a dire un’assurdità del genere e tutti quelli che hanno detto così, intendevano questo.
Ora ti chiedo di andare a dirlo a chi ha bisogno di questa tecnologia per parlare, o camminare, ti chiedo di andare a dirlo a loro che la tecnologia è fredda, poi ne riparliamo.
Ti ricordo anche che con la tecnologia ormai si fa arte, e da un pezzo: dai grandi film delle multisale ai cortometraggi d’autore, dai quadri ai fumetti, dalla pubblicità alla musica. Il primo che mi viene in mente: dillo a chi fa le videoinstallazioni che la tecnologia è “fredda”, senza sentimenti.
Quando inventarono la stampa, che immagino tu reputi un progresso al pari della lavatrice, i così tanto amanti della letteratura sbuffarono dicendo che avrebbe ucciso il loro mondo questa invenzione, lo sapevi? Per quei signori con la pipa in bocca sarebbe andato di gran lunga meglio se i libri avessero continuato ad odorare per sempre d’inchiostro fresco, fregandosene altamente così della mano d’opera per fare i manoscritti, quindi della loro rarità, quindi della popolazione per la gran parte analfabeta e che, con i libri così rari e costosi, ci rimaneva a vita analfabeta e altri mille problemi che ora non sto qua a dirti.
Un consiglio: ti conviene non rimanere lì a dare del caffone agli altri per i termini usati, ti conviene di gran lunga difendere e spiegarle decentemente le tue idee.
E poi non venirmi a dire che non so cosa mi perdo del libro su carta; per me il valore di un libro non è il profumo della colla, sono i pensieri che ci sono scritti, te lo ripeto fino alla nausea.
Senti, mi hai stufato: continua a scrivere quanto vuoi e tutto ciò che vuoi, da me non riceverai più risposta.