Mag 16 2008
Iron Man
Anthony Stark è un inventore geniale e miliardario col vizio delle donne (tante) e delle attività filantropiche. Ereditato patrimonio e ingegno dal padre scomparso in un incidente d’auto, Tony (per amici e amichette) conduce e amministra le Industrie Stark, produttrici e prime fornitrici di armi per il governo americano. Durante un test in medioriente, per verificare l’efficienza di un’arma sperimentale, viene catturato da un gruppo di estremisti. Ferito al cuore da una scheggia è soccorso e curato da Yinsen, un fisico esperto di cibernetica che gli applica un organo artificiale. Obbligato dai guerriglieri a costruire un’arma invincibile per la loro causa, Tony progetta in segreto un’armatura per fuggire alla prigionia. Rientrato negli Stati Uniti è deciso a cambiare vita, a riparare alle ingiustizie e a “industriarsi” a favore dei più deboli. Perfezionata l’armatura con la tecnologia avanzata diventa Iron Man, un (super)eroe “umano, troppo umano”.
Nel panorama dei film superoistici emersi a legioni negli ultimi 8 anni. difficilmente si può credere che si possa realizzare ancora un prodotto se non fresco almeno non stantio e con la sua ragione d’essere.
In questo Iron Man è stata una sorpresa piacevole (in realtà annunciata dai riscontri positivi di pubblico e critica), merito soprattutto degli attori giusti al posto giusto, in prima linea Robert Downey Jr. che riemerso dall’abisso offre un’interpretazione intensa ma anche ironica e a tratti leggere, in perfetta linea con il personaggio creato dalla Marvel.
Il tema a supporto del blockbuster (perché altro non vuole essere che intrattenimento) è quello della guerra e delle armi, sottolineato dalla trasformazione interiore di Tony Stark, che però, caso unico nel suo genere, pur cambiando il proprio punto di vista (possiamo dire morale?) non perde la sua irresistibile pelle di mascalzone donnaiolo ed egocentrico. Chi altri se non Downey poteva interpretare il geniale magnate. A sua stessa detta, con presunzione, nessuno. Come per dire che in fondo tra personaggio e attore non c’è una confine netto.
Bravi anche gli attori di supporto, soprattutto la Paltrow a suo agio nei panni dell’assistente di Stark, un po’ meno gli altri.
L’unico vero neo del film è nell’immancabile scena dello scontro finale con il villain, che è superflua e trita. Purtroppo pare impensabile, data la matrice, che la battaglia potesse essere eliminata dalla sceneggiatura. Una pellicola comunque al livello con il primo X-men o con il primo Spider-man, anni luce lontano dal Batman di Nolan.









Fammi capire: volevi che togliessero tutto il duello finale in un film su Ironman, dove chiaramente è tutto incentrato sullo scontro finale e dove tutti i personaggi presenti hanno come fine ultimo, più o meno direttamente, appunto lo scontro finale e che è un film fatto dalla Marvel che ha creato solo supereroi che se ne danno di santa ragione innumerevoli volte?
Questa mi fa ridere.
Per caso, vorresti che lo scontro finale fosse assente anche in Hulk?
a te fa ridere la mia opinione e a me fa ridere la tua maleducazione nell’esprimere il tuo dissenso da essa
Ah, madonna santa, ma voi bloggher siete così tutti delicati e dall’ animo sensibile?
Mi sembra di non averti insultato con nessun nomignolo volgare o cose del genere; se ti ferisce nel profondo sentirti dire, in modo sarcastico, che non è proprio un opinione intelligentissima quella di voler chissà che retroscena in un film come Ironman fatto dalla Marvel stessa, preoccupati per la tua visione del mondo.