Nov 20 2007
Dampyr n°92: La macumba dei narcos
Harlan, Kurjak e Tesla tornano nuovamente in Colombia dove incontrano un vecchio amico, il poliziotto Bobby Quintana. I nostri si trovano di fronte a temibili gangster e devono districare la matassa di una complessa vicenda di droga. Ma stavolta la posta in gioco non riguarda una sostanza stupefacente comune. Quelle che dovranno affrontare, infatti, sono le conseguenze dell’uso della spaventosa “hierba negra” che, se bevuta, permette il ritorno dalla morte nel corpo di un’altra persona, ma soltanto per una notte. E a tramare nel buio, architettando la prematura dipartita del Dampyr, c’è uno dei suoi acerrimi nemici…
Non mi riesce di apprezzare i collaboratori di Dampyr. Per me Dampyr è e resta una creatura di Boselli (men che meno di Colombo, che tra l’altro l’ha abbandonato da anni). Cajelli scrive a un livello discreto, trattando soggetti spesso penosi, Mignacco a partire da certi funghetti allucinogeni di qualche anno fa (n°48, I sotterranei di Parigi) ha tirato una bidonata dietro l’altra. Tuttavia con gli ultimi due albi si è riscattato. La spada senza tempo sicuramente dignitoso e quest’ultimo n°92 nella media della testata. Non amo molto l’ambientazione dell’America Latina, decisamente abusata da Dampyr, né l’acclamato personaggio (tra i fan) di Bobby Quintana, ma La macumba dei narcos si lascia leggere volentieri. Lo scivolone semmai è sul finale dove il solito Marden compare e minaccia a distanza come suo solito. Scena trita, mi chiedo quando si farà vedere sul campo, sperando che non faccia la fine del topo come Vathek.








