Gen 20 2007

La nave della magia/La nave in fuga

Published by Zeruhur at 15:03 under Senza categoria

imageLa nave della magia/La nave in fuga
Robin Hobb

N.B. Seguendo il malcostume italiano, la fanucci ha spezzato l’originale Ship of magic in due volumi, con però titoli diversi:
La nave della magia
La nave in fuga
Non sono due titoli separati ma due parti del medesimo romanzo, pertanto se ne consiglia la lettura continua

Collezione Immaginario Fantasy, Fanucci, 37 € (18,5 € cad)

imageNon lontano dai Sei Ducati sorge la città di Borgomago, grande centro di scambi commerciali e patria di una nobiltà mercantile famosa per le navi viventi, rari vascelli ricavati da un legno magico, in grado di sviluppare una forma di autoconsapevolezza. Gli antichi mercanti di Borgomago, le cui ricchezze sono state consumate dalle guerre combattute al Nord e dagli assalti dei pirati al Sud, sono ora sotto la minaccia di una nuova classe di mercanti, arroganti e senza scrupoli. L’unica speranza della famiglia dei Vestrit per tornare alla prosperità è la Vivacia, una nave che allevano da tre generazioni.

Negli ultimi anni la letteratura fantasy ci ha regalato piacevoli sorprese, grazie a un pugno di autori (come G.R.R. Martin e Steven Erikson) ben decisi ad allontanarsi dalle piste battute del canone tolkeniano, che garantisce ai seguaci ingenti entrate a discapito della qualità narrativa e dell’invenzione.
Robin Hobb appartiene a quel pugno. Già con la Farseer Trilogy (Trilogia dei Lungavista, in italiano) la Hobb si è dimostrata narratrice di razza, capace di ambientare trame solide e verosimili in un’ambientazione sicuramente fantasy, ma non banale. Il mondo dei Farseer, che è lo stesso di questa nuova serie (The Liveship Traders, banalmente tradotto in italiano come i Mercanti di Borgomago) è più vicino alla realtà medieval-rinascimentale che al canone tolkieniano. La magia esiste, ma è qualcosa di infido e sottile, le creature fantastiche (che son ben lontane dai soliti elfi e nani) ci sono, ma appaiono più leggendarie e mitiche che non come presenze quotidiane. In questa seconda trilogia ci spostiamo a sud dei Sei Ducati protagonisti della prima, dove una particolare casta di mercanti possiede e naviga con navi viventi. Da questo presupposto si dipana un’avventura rutilante e imprevedibile, che conferma le qualità di Margaret Lindholm (vero nome dell’autrice): freschezza dell’invenzione, descrizioni vivide e stile scorrevole e coinvolgente. A mio parere questa serie di tre trilogie si sta confermando come quanto di meglio il mercato ha da offrire insieme a G.R.R. Martin e la sua Song of Ice and Fire. L’unico vero difetto è che questo primo romanzo, disonestamente diviso in due volumi con un titolo diverso dall’editore italiano, in realtà non è autoconclusivo come i romanzi della Trilogia dei Lungavista. Le vicende restano in sospeso fino al romanzo successivo. In ogni caso per chi ama la letteratura fantasy e crede che sia più di elfi e nani, ecco pane per i suoi denti.

One Response to “La nave della magia/La nave in fuga”

  1. PattyBruceon 20 Gen 2007 at 22:28

    Non so, in questo periodo il fantasy non mi attira, io vado un pò a “cicli”. Comunque buono a sapersi.

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