Mag 29 2007
Memorie di una geisha
Memorie di una geisha
Arthur Golden
La Gaja Scienza, Longanesi 18.6€
Circondate da un’aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le «abilità» da apprendere? A queste domande Arthur Golden ha deciso di rispondere con un romanzo che ha l’emozionante semplicità e l’immediatezza di una storia vera.
È infatti il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, a guidarci attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e a permetterci di comprenderne l’intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendoci di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.
Prima ancora che un romanzo storico, Memorie di una geisha è di fatto un trattato storico etnografico, esposto in forma di narrazione.
Il soggetto è quel mondo, diciamolo senza retorica, ormai scomparso e per certi versi assimilato dalla cultura occidentale che era il Giappone prima del secondo conflitto mondiale. Questa cesura nel romanzo è piuttosto netta, ben spiegando gli effetti del “dopo”: le geishe, il cui termine significa letteralmente “artista”, da depositarie di una tradizione culturale, secondo la quale esse sono ben altro che delle prostitute come si è spesso creduto in occidente, con l’arrivo degli americani diventano una specie di piacevole intrattenimento esotico.
Sullo sfondo di un mondo che sta per cambiare, sia in scala piccola che globale, è ambientata la storia della giovane Sayuri.
Per certi versi Memorie di una geisha è la riprova di quel che ho sempre sostenuto, ossia della specie di follia che alberga nella cultura nipponica, per altri tuttavia è impossibile non restare affascinati dalla storia, dagli intrighi e dallo sfondo storico culturale del romanzo.
Incredibilmente tutto questo è prodotto dalle mente e dalla penna di un uomo, per giunta occidentale, che eppure riesce a costruire una vicenda appassionante e assolutamente documentata. Memorie di una geisha è quindi da consigliare ad un’ampia gamma di lettori che va dal semplice curioso, a chi vuole godersi un buon romanzo storico, fino a quelli che vogliono apprendere qualcosa pur dal semplice intrattenimento.
Il film che ne hanno tratto è pessimo sotto molti punti di vista, come ho già avuto modo di dire e assolutamente trascurabile.









A me è piaciuto moltissimo, questo romanzo. Il film molto meno.
Bel romanzo! ben caratterizzato anche dal punto di vista psicologico della protagonista, e pensare che è stato scritto da un uomo…
Il film è orribile.
Si fa però guardare se lo si considera slegato dal libro [ma è pur sempre una broda mielosa].
Valeria
L’ho letto circa un anno fa e ne sono rimasta veramente affascinata.
Condivido pienamente quel che scrivi dell’Autore.
Il film però non l’ho visto, temevo una delusione… e a quanto leggo non mi sono persa molto!
mi è piaciuto ma non ho digerito il finale harmony, assolutamente fuori luogo. Peccato perchè era stata una piacevolissima lettura
Non l’ho ancora letto, ma lo farò, è nei miei programmi, grazie per la recensione che mi ha invogliato. Ciao Giulia