Dic 08 2005
TAV in valle, Tangenziale in montagna\2
Purtroppo non è molto evidente ai più, che quello che in Italia si considera come ambiente naturale, in realtà è una stratificazone di interventi umani succedutasi nei secoli, dal Neolitico fino ad oggi. Il paesaggio italiano è in gran parte un costrutto artificiale costituito da elementi di composizione naturali, quindi non cadiamo nell’errore di considerare il termine naturale sinonimo dei termini selvaggio e incontrollato.
Venendo alla questione:
In Italia siamo decisamente in arretrato rispetto al resto del mondo occidentale in fatto di infrastrutture ferroviare ad alta velocità. Per fare l’esempio più ovvio, il TGV francese esiste da trent’anni. Superata la soglia del XXI secolo, l’Italia ha finalmente incominciato la costruzione delle TAV, secondo me fondamentali strumenti di collegamento. Il fulcro della questione “perché TAV sì” è di carattere anche ambientale. Osservando una delle foto scattate dalla stazione spaziale internazionale e rese disponibili al pubblico dalla NASA, è perfettamente visibile la coltre di smog che avvolge l’Italia e in particolar specie la pianura padana. Questo perché l’Italia è il paese delle macchine, dove anche per andare a far la spesa (in un supermercato a
(continua)








