gen 31 2010
gen 27 2010
Avatar
Avatar
di James Cameron
con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez e Giovanni Ribisi
Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora (distante 44 anni luce dalla Terra) in sostituzione del fratello morto. Costui era uno scienziato la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar. Essendo l’atmosfera del pianeta tossica per gli umani sono stati creati degli esseri simili in tutto e per tutto ai nativi che possono essere ‘guidati’ dall’umano che si trova al sicuro dentro la base. Pandora però non è solo un luogo da studiare. È soprattutto un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra su cui la catastrofe ecologica ha ridotto a zero le fonti di energia. Uomini d’affari avidi e militari si trovano così uniti nel tentativo di spoliazione del pianeta. C’è però un problema: gli indigeni Na’vi non hanno alcuna intenzione di farsi colonizzare. Il compito iniziale dell’avatar di Jake sarà quello di conoscerne usi e costumi e di farsi accettare all’interno delle loro comunità. Sarà così in grado di riferire se sia possibile sottometterli. Jake conosce così Neytiri, una guerriera Na’vi figlia del capo tribù. Da lei impara a divenire un guerriero molto diverso dal marine che è stato e se ne innamora ricambiato. Da quel momento la sua visione dell’impresa cambia.
Torno dall’esperienza cinematografica più suntuosa di sempre. Avatar è un film visivamente prepotente e grandioso, tanto che il mio consiglio è sicuramente quello di vederlo nelle sale che offrono la terza dimensione, che rendono la fruizione della pellicola nel modo più compiuto, così come ideato dal regista. Avatar a livello tecnico ha introdotto un nuovo standard. Non quello 3D, intendo uno standard di fare scenografia digitale. Bisogna però considerare un secondo elemento: Avatar è innanzittutto una colossale opera di world building. Il mondo di Pandora è vivo e vivido, sin dalla prima scena. Durante la proiezione non ho mai avuto una sensazione di artificioso, che ho provato con molte delle pellicole degli ultimi anni. Il film è un’esperienza totalmente immersiva, un’opera di completa sospensione di incredulità.
Ho detto che Pandora vive. Mai quanto nel più vero senso della parola. Il pianeta è una immensa rete neurale, una biosfera interconnessa che estende il notissimo concetto alla base della teoria di Gaia. Di fronte all’immensità di tutto ciò, vorrei confutare le voci che restituiscono Avatar come una versione aggiornata di Pocahontas. Chi lo dice non ha capito la profondità del film, ma probabilmente neanche la superficie dato lo sviluppo della vicenda.
Gli esseri umani, parassitici e avidi di risorse, spinti dalla distruzione del loro ecosistema e impoverimento delle proprie risorse si spingono sul lontano pianeta per estrarre un preziosissimo minerale e lo fanno nel proprio stile: colonizzando e distruggendo l’ecosistema locale. Come ho detto tuttavia Pandora è un pianeta vivente (anche se non senziente) e questo elemento di trama sarà fondamentale alla risoluzione della vicenda. Inoltre vorrei sottolineare che la spiritualità di Avatar non ha nulla di mistico, è insita nella biologia delle forme di vita che popolano il pianeta. I Na’vi non sono solo un incrocio prosaico di nativi americani, aborigeni australiani e boscimani con la pelle blu. La loro cultura non è un voodoo misticheggiante (per usare le parole di uno dei protagonisti umani). Il loro panteismo è fondato, è vero.
In Avatar i cattivi sono gli esseri umani e se lo meritano tantissimo. “Hanno distrutto la loro madre”, per citare ancora le parole dei personaggi, ossia sono quel tipo di umani che io mi auguro smetteremo di essere un giorno. Non riescono a distruggere Pandora, tuttavia, e noi ne siamo grati. Avatar attraverso gli alieni impartisce una lezione di grande umanesimo. Quello vero, non quello specista.
dic 20 2009
Neos 12010
Oggi, nel calendario da me proposto, è il primo giorno del nuovo anno: Neos 12010 HE (il primo giorno dell’anno è fuori dalla sequenza settimanale e mensile).
Essendo un calendario su base stagionale, l’anno incomincia 12 giorni prima rispetto al calendario gregoriano. Domani il giorno del solstizio, sarà Gea 1 Sagittarius 12010.
E’ passato un anno da quando ho concettualizzato il New World Calendar, riscontrando la totale indifferenza di chicchessia. Me lo aspettavo, in fondo. Così tanto però no…
dic 17 2009
Giorni di dicembre
Il Cottage ormai pare abbandonato all’incuria, come una vecchia casa di campagna con il prato troppo alto, pieno di erbacce, con le finestre sporche di terriccio e un’aria di fatiscente trascuratezza che lo avvolge.
Questo blog non ha perso ancora di significato per me, ma questa è una strana fase che sto vivendo. Non vivo infatti più quel momento creativo che mi permetteva di riempire i muri del Cottage di fotografie. Non riesco a formulare con chiarezza pensieri coerenti riguardo alle erratiche letture che mi concedo. Una volta quando leggevo già si delineava nella mia mente il percorso logico da seguire nella recensione che avrei scritto. Ora mi abbandono semplicemente alla lettura, anche perché mi sto sempre più dedicando a scritti scientifici e filosofici.
Questo rappresenta un ritorno di fiamma dei tempi del liceo. Quando ogni certezza è sorta, demolita e ricostruita in un processo di crescita intellettuale circolare, arriva un momento in cui si trova conforto nel leggere quegli autori che sono stati affrontati solo a livello di studio raccontato, andando direttamente alle fonti originali. In più da qualche tempo sto approfondendo la filosofia orientale.
Tutto questo materiale trova una sua collocazione indipendente ma vicina a questo blog. Infatti le citazioni e i brani che man mano sto raccogliendo confluiscono nel microblog parallelo, The Cabin, che ho adeguatamente trasferito e ristrutturato su wordpress, abbandonando il poco usabile tumblr. In questa nuova collocazione trovano spazio anche video e immagini (tra foto e dipinti), che attirano la mia attenzione per un motivo o per l’altro. E’ quello che chiamo un blog notes, una versione multimediale della mia moleskine. A volte pubblicherò delle riflessioni spicce ed estemporanee che non necessariamente avranno una loro argomentazione e approfondimento qui sul Cottage.
Eppure questo blog vive ancora la sua stasi, a tempo indeterminato, immerso in una nebbia onirica.
Come dicevo, scrivere recensioni negli ultimi mesi ha perso molta della sua attrattiva, il che è paradossale dato che ben quattro delle mie passate sono state pubblicate sull’antologia Il tarlo della lettura (iniziativa poco chiara su cui nutro ancora forti riserve). Che posso dire: ho scritto volentieri le mie argomentazioni sulle letture quando volevo farlo e l’ho fatto soprattutto per condividere delle buone letture. Sono felice se queste sono state di aiuto o ispirazione per qualcuno. E non dubito che prima o poi lo farò ancora. Se però qualcuno visitasse ora il mio scaffale su aNobii noterebbe due fatti. Il primo è che scrivo ben pochi commenti. Il secondo è che la loro qualità, capacità argomentativa e lunghezza sono decisamente mediocri.
The Cottage è sempre stato la finestra sulle mie passioni contingenti. Ora queste sono così frammentarie che io stesso fatico a capire quali siano. Inoltre il tempo mentalmente libero a mia disposizione spesso si esaurisce in un telefilm o in un anime, la sera prima di coricarmi.
In altri momenti probabilmente anche questi avrebbero trovato la loro collocazione nelle categorie di questo blog. Ora però sono stanco, quindi seguendo la corrente lascio questo blog a disposizione del mio prossimo moto d’animo.






