Lug
22
2008
Sì, l’amo. Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano, è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita al suo fianco [...] Nel mare è la tranquillità suprema. Il mare non appartiene ai despoti, che possono solo esercitare alla sua superficie diritti iniqui e battersi, e divorsarsi, e trasportarvi tutti gli orrori della terra, ma a trenta piedi sotto il suo livello il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce!
Come ho fatto a non leggere Ventimila leghe sotto i mari fino ad adesso?!
Lug
20
2008
In questa prima domenica di assoluto relax dopo qualche mese, finalmente ho avuto il tempo di dedicarmi di nuovo un po’ alla cucina. Nonostante il caldo semi-africano mi è venuta una voglia incomprensibile di muffin, da accompagnare al té caldo.
Lasciando stare la mia follia conclamata, qui sopra potete vedere il risultato, che vi assicuro ha un sapore delizioso. Riporto la ricetta, che avevo trovato su internet tempo fa ma di cui non ho conservato la fonte, mi scuso pertanto per la colpevole omissione:
Ingredienti
200g di farina autolievitante (caldamente consigliata)
140g di zucchero
85g di burro fuso
2 uova intere
200ml di latte (io ho usato il latte di riso, assicuro il risultato anche in questo caso)
mirtilli in sciroppo a piacere
Preparazione
Scaldare il forno a 200°C. Mescolare per primi gli ingredienti umidi (uova, latte e burro) e quindi aggiungere farina e zucchero. Il composto dev’essere amalgamato, ma non lavorato troppo, pena muffin duri come il marmo. Pochi secondi a velocità moderata con le fruste elettriche sono più che sufficienti. Mescolare infine i mirtilli.
Porre il composto in stampi da muffin (teglie con alloggi cilindrici, piuttosto grandi se possibile) a 3/4 dello stampo. Infornare per 15/18 minuti, lasciare raffreddare e servire tiepidi.
Per quanto non abbia mai assaggiato muffin preparati da anglosassoni, posso dire che il risultato è del tutto confrontabile a quello ottenuto in passato con i preparati americani. Solo che sapere di averli preparati personalmente da molto più gusto al dolcetto
Lug
18
2008
Bilancio di una settimana e mezzo: un fallimento. Esaurito l’effetto lancio, ho notato come le stanze da me create sono sempre deserte. Ovviamente ho tentato un esperimento azzardato, riferendomi a comunità già di per sé risicate.
Quello che appariva evidente però dai primi momenti di utilizzo si è confermato: Lively soffre della sindrome della chat room. Non è capace di creare un nuovo livello di interazione, al di là della prospettiva “giocosa” e la scelta di limitare il mondo a una stanza non favorisce forme di comunicazione tra le varie stanze.
Nulla più di una stanza 3d, con tutti i contro tipici delle chat. A questo punto perché non tornare al testuale?
Lug
15
2008
Fare un buon té freddo può appare un’operazione banale e lo é se ci si limita a versare un po’ di polverina in una caraffa e aggiungere acqua.
Io personalmente trovo i té in polvere piuttosto orrendi al gusto, avendo da anni ormai anche abbandonato le bustine e usando solo foglie.
Fare un buon té freddo con le foglie però può presentare difficoltà. Il metodo più utilizzato è quello di far raffreddare un’infusione a temperatura ambiente e poi metterlo in fresco. In questo modo però il té si ossida e spesso forma una patina scura e amara che rovina il gusto, senza considerare che il sapore si altera velocemente e tende decisamente all’amaro.
Qui ci è venuto incontro un paio di anni fa il bellissimo blog biliotèq che riporta un metodo per la preparazione del té freddo che vi assicuro garantisce ottimi risultati. Vi rimando al post originale per i dettagli, qui riporto solo la ricetta:
1) preparo un tè con mezzo litro di acqua minerale con un basso residuo fisso ( evita anche che si intorbidisca) e 15- 18 grammi di foglie.
2)infusione molto breve di 2 o 3 minuti al massimo ( per evitare che “esca l’amaro”)
3) filtro tutto molto bene avendo cura di eliminare l’inevitabile polverina che cade in fondo alla teiera.
4) aggiungo mezzo litro di acqua gelata, più fredda è meglio è.
5) già si può bere e già si può mettere in frigo senza rischiare che il nostro elettrodomestico si vendichi rompendosi.
Se volete zuccherarlo meglio farlo prima di aggiungere l’acqua fredda, ancor meglio usando uno sciroppo di zucchero quando lo dovete bere.
L’ho leggermente modificata al passaggio 4. Io metto mezzo litro d’acqua a temperatura ambiente con una tavoletta di ghiaccio, ossia utilizzo acqua a zero gradi, già dentro la caraffa e ci verso dentro il té bollente. Con ottimi risultati.
Lug
14
2008
Era da circa un anno, da prima di trasferirmi su questo dominio, che volevo completare il mio blog con tutto l’archivio storico, a partire dai primi post del 2003 che forse non avete mai letto, passando per il materiale disperso nei vari blog poi abbandonati o chiusi per arrivare ai racconti che non hanno mai trovato una collocazione definitiva.
Ecco che finalmente ho completato il lavoro di inserimento di tutto il mio scibile in un unico luogo, a parte purtroppo alcuni lavori giovanili perduti a causa di un cd difettoso. Mano a mano che troverò altro cercherò di interirlo. Resta ancora il lavoraccio di sistemare le categorie saltate di oltre duecento post, ma questo non è cosa dall’oggi al domani…
Per adesso nella sezione racconti ho inserito quelli di fantascienza, nei prossimi giorni conto di completare la raccolta